venerdì 14 dicembre 2012

Mini Roadster, Summer Sport Car

Bruno Allevi. SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Mini presenta sul mercato italiano la sua ennesima variante. Ad arrivare infatti nelle concessionarie del marchio è la versione Roadster, la declinazione Spider e 2 posti della sportiva vettura anglo – tedesca. La Mini Roadster è equipaggiata con un motore Benzina 1600 da 122 o 184 o 211 cv oppure con un motore Turbodiesel Common Rail 2000 da 143 cv, negli allestimenti Cooper, Cooper S, Cooper SD, John Cooper Works. Esternamente la nuova versione scoperta della Mini riprende le forme più aggressive della Mini Coupè, ma con un tetto in meno. Infatti la versione spider ha una capote in tela ad azionamento manuale che si sbocca con un comando sopra il parabrezza e scompare dietro i sedili. Sia anteriormente che posteriormente il disegno di frontale e coda è lo stesso della versione Coupè, da cui la Roadster deriva. Salendo a bordo troviamo un piccolo abitacolo sportivo, anch'esso derivato dalla versione coupè: sedili sportivi e avvolgenti, leva del cambio corta, il grande quadrante del contachilometri in posizione di sommità consolle, la radio cd e il clima in posizione centrale, il contagiri in un quadrante a sé dietro al volante. Ed ora il momento del test drive: la Mini Roadster provata è stata la 1600 Cooper S 184 cv da 38000 €. La versione Spider della Mini Coupè, è una vettura grintosa e sportiva, l'ideale per un pubblico che ama questo tipo di vetture scoperte. Su strada la scoperta anglo – tedesca fa sentire tutto il suo brio e le sue doti di auto sportiva grazie a prestazioni di tutto rispetto assicurate dal 1600 Turbo da 184 cv, che dà alla Roadster la necessaria cattiveria e grinta per essere considerata una spider sportiva e peperina. Infine il listino prezzi: si va da 24950 € della 1600 122 cv Cooper fino ad arrivare a 34800 € della 1600 211 cv John Cooper Works (Benzina), mentre per la 1600 Cooper SD occorrono 30950 € (Diesel).

mercoledì 12 dicembre 2012

Audi RS5 Cabrio


Dinamismo “en plein air”: la nuova Audi RS 5 Cabriolet affascina per l’eccezionale combinazione di eleganza e potenza. La quattro posti con capote, realizzata a Neckarsulm dalla quattro GmbH, fonde il suo temperamento dichiaratamente sportivo con il fascino della guida a cielo aperto.

Il V8 FSI 4.2 a regimi elevati di rotazione eroga 450 CV (331 kW) di potenza e fa scattare la Audi RS 5 Cabriolet da 0 a 100 km/h in 4,9 secondi. Il cambio S tronic a sette rapporti e la trazione integrale permanente quattro trasferiscono tutta la potenza sull’asfalto con la massima affidabilità. Anche l’autotelaio serba molte soluzioni tecnicamente elaborate, dai freni a disco in fibra di carbonio e ceramica fino al telaio sportivo plus con “Dynamic Ride Control” (DRC). Efficienti sistemi di assistenza e infotainment completano l’offerta.

Il motore FSI 4.2 scarica una coppia massima di 430 Nm fra i 4.000 e i 6.000 giri sull’albero motore. Sviluppa una potenza di 450 CV (331 kW) a 8.250 giri. Il motore aspirato a corsa lunga vanta una potenza specifica di 108,1 CV (79,5 kW) per litro di cilindrata. Delle valvole nei terminali di scarico intervengono sull’acustica. La Audi RS 5 Cabriolet scatta da 0 a 100 km/h in 4,9 secondi, un record per la sua categoria. A richiesta Audi aumenta la velocità massima da 250 a 280 km/h. Il consumo medio del potente V8 è di 10,7 litri di carburante ogni
100 km.

Con l’ultimo rapporto particolarmente lungo il cambio S tronic a sette rapporti si contraddistingue per l’elevato rendimento. Il conducente può usare il cambio a doppia frizione per innesti rapidi e particolarmente fluidi in modalità automatica nei programmi D e S oppure comandarlo manualmente, anche con i bilancieri al volante.


Nel suo ultimo stadio evolutivo la trazione integrale permanente quattro si presenta dotata di differenziale centrale autobloccante a corona dentata e “torque vectoring”. A richiesta Audi propone il differenziale sportivo che ripartisce le forze motrici in modo attivo tra le ruote posteriori.

L’avantreno a cinque bracci e il retrotreno a bracci trapezoidali con controllo direzionale della Audi RS 5 Cabriolet sono per lo più realizzati in alluminio. Il servosterzo dipendente dalla velocità, ad azionamento elettromeccanico, è altamente efficiente. La carrozzeria è 20 mm più bassa della Audi A5 Cabriolet, i cuscinetti sono più rigidi e le barre antirollio sono più grandi e robuste. Di serie sono previsti cerchi fucinati in alluminio in misura 9Jx19 con pneumatici di dimensione 265/35; a richiesta sono disponibili cerchi da 20”.

Per quanto riguarda l’impianto frenante si impiegano dischi forati autoventilanti nel compatto design “wave” (meno 3 kg); perni collegano i dischi con le campane in alluminio: una soluzione derivante dal mondo delle auto sportive. Le pinze anteriori hanno otto pistoncini ciascuna; a richiesta Audi monta dischi anteriori carboceramici. Il controllo elettronico della stabilizzazione (ESC) è dotato di una modalità sportiva e può essere disattivato completamente.

Il sistema di gestione della dinamica di marcia “Audi drive select”, di serie sulla RS 5 Cabriolet, consente al conducente di variare le caratteristiche dei principali componenti tecnici. Tra essi le valvole a farfalla, il cambio a sette rapporti
S tronic, lo sterzo e le valvole di regolazione della sonorità dell’impianto di scarico, nonché vari moduli a richiesta come il differenziale sportivo, lo sterzo dinamico, “adaptive cruise control” e il telaio sportivo plus con “Dynamic Ride Control” (DRC). Quest’ultimo è un sistema idromeccanico dalla reattività immediata, le cui caratteristiche ammortizzanti sono impostabili sulla base di tre diagrammi caratteristici.

Dinamismo a prima vista: il design degli esterni

La linea filante dalle proporzioni perfettamente equilibrate e dai dettagli ben definiti rende evidente già a prima vista il dinamismo della Audi RS 5 Cabriolet.
I gruppi ottici cuneiformi con bordo inferiore ondulato sono dotati di fari xeno plus e fascia luminosa in tecnologia LED che costituisce le luci diurne. La possente grambialatura anteriore racchiude grandi prese d’aria e si sviluppa in un bordo con splitter. La calandra single-frame esagonale è incastonata da una cornice in look alluminio opaco. I sottoporta rialzati e i larghi passaruota dominano la fiancata.

I gusci dei retrovisori esterni sono in look alluminio opaco, mentre il telaio del parabrezza è in alluminio anodizzato. Eleganti fasce luminose brillano nei gruppi ottici posteriori a LED. Un discreto spoiler in carbon look opaco, a richiesta anche in tinta con la carrozzeria, garantisce una maggiore deportanza.

Come un arco ampio e ribassato, la leggera capote in tessuto della Audi
RS 5 Cabriolet di 4,65 m di lunghezza si estende sull’abitacolo generosamente dimensionato; uno speciale rivestimento in espanso provvede all’isolamento acustico garantendo il massimo comfort. Premendo un tasto il soft top si apre e si chiude rispettivamente in 15 e 17 secondi. Aperto, occupa appena 60 dei 380 litri di capacità complessiva del bagagliaio. Gli schienali dei sedili sono ribaltabili separatamente offrendo svariate possibilità di carico.

Totally black”: l’abitacolo

L’abitacolo della quattro posti scoperta è realizzato completamente in nero, il cielo interno della capote è disponibile a richiesta in argento stella. Gli inserti decorativi sono di serie in carbon look, in alternativa sono disponibili anche due diverse varianti in alluminio, lacca lucida nera o fibra di acciaio. Eleganti mascherine cromate e discrete modanature in nero brillante sottolineano il carattere esclusivo della vettura.

Il volante multifunzione sportivo rivestito in pelle della RS 5 Cabriolet vanta una corona appiattita, mentre i quadranti neri presentano cifre in bianco. Nel sistema d’informazione per il conducente sono integrati su richiesta un cronometro per prendere i tempi dei giri di pista e un termometro per l’olio. I sedili sportivi S con appoggiatesta integrati sono regolabili elettricamente e i rivestimenti sono in una combinazione di pelle e Alcantara o, a richiesta, anche in pregiata pelle Nappa. Tutte le qualità di pelle sono trattate con speciali pigmenti in modo da ridurre il riscaldamento dell’abitacolo causato dall’irradiazione solare.

Tutti gli elementi di visualizzazione e comando della Audi RS 5 Cabriolet fino al terminale del sistema di navigazione opzionale MMI plus conquistano per l’eccezionale ergonomia. Esclusivi equipaggiamenti speciali, moderni sistemi di assistenza per il conducente e moduli di infotainment di ultima generazione completano la dotazione: dal riscaldamento per la zona della testa regolabile su tre livelli, all’“adaptive cruise control” fino al telefono veicolare Bluetooth online con servizi Audi connect. La Audi RS 5 Cabriolet sarà disponibile in Italia dalla primavera del 2013.
Sintesi
La Audi RS 5 Cabriolet

Motore
- V8 aspirato ad alti regimi di rotazione di 4.163 cm3 di cilindrata
- Potenza di 450 CV (331 kW), coppia massima di 430 Nm disponibile da 4.000 a
6.000 giri
- Accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,9 secondi, velocità massima opzionale di 280 km/h.
- Consumi di carburante nel ciclo di marcia europeo di 10,7 litri ogni 100 km

Trasmissione
- Cambio a doppia frizione S tronic a sette rapporti
- Trazione integrale permanente quattro con differenziale centrale
autobloccante a corona dentata e “torque vectoring”, differenziale sportivo a
richiesta

Autotelaio- Sospensioni principalmente in alluminio, servosterzo elettromeccanico
- Telaio sportivo plus con “Dynamic Ride Control” (DRC) opzionale
- Sistema di gestione della dinamica di marcia “Audi drive select” di serie, sterzo
dinamico a richiesta
- Cerchi da 19” con pneumatici 265/35 di serie, cerchi da 20” a richiesta
- Dischi dei freni con design “wave”, a richiesta dischi ceramici anteriori
- Controllo elettronico della stabilizzazione (ESC) con modalità sportiva e
possibilità di disattivazione

Carrozzeria e design
- Leggera capote in tessuto di massimo comfort acustico con azionamento elettroidraulico
- Fari xeno plus con luci diurne a LED, gruppi ottici posteriori a LED

Abitacolo e comandi
- Interni neri, inserti decorativi in carbon look, sedili sportivi regolabili
elettricamente con appoggiatesta integrati
- Pelle trattata con speciali pigmenti in modo da ridurre il riscaldamento
dell’abitacolo causato dall’irradiazione solare, a richiesta riscaldamento per la
zona della testa
- Schienali ribaltabili separatamente
- Sistema di navigazione MMI plus con telefono veicolare Bluetooth online
disponibile a richiesta
- Sistemi di assistenza per il conducente disponibili come equipaggiamento
speciale

Volkswagen Polo R WRC


A poco più di cinque settimane dal via del WRC 2013, ovvero il campionato mondiale rally (primo appuntamento: Rally di Monte Carlo dal 17 al 20 gennaio), la Volkswagen ha presentato a Monte Carlo la versione definitiva della vettura che affronterà le tredici gare in calendario.

Al volante delle due Polo R WRC schierate dalla Volkswagen Motorsport ci saranno Sébastien Ogier, con il navigatore Julien Ingrassia (entrambi francesi), e Jari-Matti Latvala, affiancato da Miikka Anttila (finlandesi). Con, rispettivamente, 28 e 27 anni di età, Ogier e Latvala non sono soltanto tra i più giovani protagonisti della scena rallistica mondiale, bensì anche tra i più veloci avendo vinto ciascuno 7 gare del WRC.

Dalla quarta gara in poi, quindi dal Rally del Portogallo, la Volkswagen intende schierare una terza vettura da affidare al promettente norvegese Andreas Mikkelsen (che ha conquistato due volte l’lntercontinental Rally Challenge) e al suo navigatore Mikko Markkula (Finlandia).

La Polo R WRC è il frutto di un intenso lavoro di sviluppo e test durato 17 mesi, che ha preso il via dalla vettura di serie, un pilastro della gamma Volkswagen. Ne è nata una Polo senz’altro speciale, con il suo quattro cilindri 1.6 litri turbo intercooler da 315 CV e 425 Nm di coppia. Il pacchetto è completato da trazione a quattro ruote motrici, cambio sequenziale a sei rapporti e cerchi 8x18” (su asfalto) o 7x15” (su sterrato).

Accanto alla Polo R WRC è stata presentata la “gemella” stradale che sarà prodotta in 2.500 esemplari. Bianca e decorata con strisce azzurre e grigie, richiama chiaramente la versione “racing” grazie anche ai paraurti più imponenti in stile WRC. Sotto il cofano c’è un 2 litri TSI turbo a iniezione diretta da 220 CV e 350 Nm di coppia che spinge la compatta super sportiva a 243 km/h di velocità massima e da 0 a 100 km/h in 6,4 secondi. Assetto sportivo e cerchi in lega da 18” con pneumatici 215/35 permettono di gestire al meglio le prestazioni, mentre fari bi-xeno e, all’interno, sedili sportivi, volante multifunzione rivestito in Alcantara e pedaliera in alluminio, completano la caratterizzazione.

Skoda Octavia


Si alza il sipario sulla terza generazione della ŠKODA Octavia, uno dei modelli di riferimento nel segmento delle compatte. La vettura colpisce per l’impressionante offerta di spazio, il nuovo design, l’elevato grado di funzionalità, gli innovativi sistemi di sicurezza, i consumi contenuti, l’ampia gamma di soluzioni “Simply Clever”.
“La Octavia è il cuore del nostro Marchio” afferma Winfried Vahland, Presidente della ŠKODA. “È una vettura che interpreta alla perfezione il DNA della ŠKODA: spazio in abbondanza, qualità, cura dei dettagli, tecnologie moderne e consolidate, design ricercato, un’elevata funzionalità e un ottimo rapporto qualità/prezzo. Le aspettative dei nostri Clienti sono cresciute, quindi abbiamo lavorato per rendere la Octavia, che oggi è alla sua terza generazione, ancora migliore. Il risultato dei nostri sforzi è evidente – la Octavia è una classe a sé stante”.
Da sempre, grazie a un equipaggiamento complessivo di prim’ordine, la Octavia regala ai propri Clienti un “qualcosa in più”. La generosa offerta di spazio e la combinazione di un design elegante, da berlina, con i vantaggi di un’auto dotata di un grande portellone posteriore, le consentono di distinguersi all’interno della propria categoria. “Con la nuova Octavia proseguiamo sulla nostra strada: è una vettura con qualità da media a un prezzo da compatta; l’auto ideale per Clienti esigenti e consapevoli, che si aspettano una Octavia moderna, ma che mantenga tutte le sue qualità” ha dichiarato Frank Welsch, Membro del Consiglio di Amministrazione della ŠKODA per lo Sviluppo Tecnico.
Eccellente offerta di spazio, grande funzionalità
La nuova ŠKODA Octavia è un punto di riferimento all’interno del segmento in termini di spaziosità. “L’offerta di spazio è comparabile a quella di vetture che si collocano in un segmento superiore” conferma Welsch. Particolarmente rilevanti sono i dati relativi alla lunghezza interna dell’abitacolo (1.782 mm), allo spazio per le ginocchia (73 mm) e per la testa (980 mm) a disposizione dei passeggeri posteriori. Il volume del bagagliaio, pari a 590 litri, è il migliore del segmento. Anche altre dimensioni degli interni sono aumentate rispetto alla Octavia di seconda generazione: lo spazio per la testa per gli occupanti anteriori (+8 mm) e la larghezza a livello dei gomiti (+39 mm nella parte anteriore dell’abitacolo, +26 mm in quella posteriore).





Uno stile ricercato: design distintivo, chiaro e raffinato
La nuova ŠKODA Octavia non colpisce solo per lo spazio a disposizione e la grande funzionalità, ma anche per lo stile. Il Team Design ŠKODA, guidato da Jozef Kabaň, ha rielaborato profondamente l’immagine della Octavia, dando vita a una vettura che attrae fin dal primo sguardo: ora è più dinamica, e allo stesso tempo elegante. “Ciascuna linea e ciascuna giuntura testimoniano l’amore per i dettagli e la precisione nella loro realizzazione. La nuova Octavia è inconfondibile” commenta Welsch.
La nuova ŠKODA è cresciuta significativamente in lunghezza (+ 90 mm) e in larghezza (+45 mm) rispetto al modello precedente. Il passo è 108 mm più lungo: un accorgimento che consente di ricavare più spazio per i passeggeri posteriori all’interno dell’abitacolo.
Il frontale della vettura è marcato ed esprime sicurezza, grazie all’enfasi sulle linee orizzontali e alla nuova collocazione del logo ŠKODA. La fiancata risulta molto più dinamica rispetto al passato: un risultato reso possibile dalla maggior lunghezza del passo, dallo sbalzo anteriore ridotto e dallo spostamento del montante C in posizione ancora più arretrata. La linea “tornado” allunga idealmente la vettura, evidenziandone la silhouette da coupé. Un nuovo elemento stilistico è costituito dalla linea dinamica del finestrino posteriore, la cosiddetta “pinna” - una piccola, ma efficace, idea di design che dona alla Octavia un aspetto ancora più energico.
Il posteriore della vettura si distingue per le linee precise e le proporzioni perfette. Tutti gli elementi sono collocati al posto giusto. Anche sulla nuova Octavia risalta il tipico design dei gruppi ottici posteriori, con illuminazione a forma di C, che caratterizza tutte le ŠKODA. Gli interni, completamente riprogettati, colpiscono per l’aspetto accurato e l’eleganza.
Sicurezza ai massimi livelli
Durante le fasi di progettazione della nuova Octavia, uno degli obiettivi principali è stato quello di realizzare un’auto ancora più sicura. Per questo motivo, gli ingegneri ŠKODA hanno sviluppato una serie di sistemi di sicurezza all’avanguardia, che include la funzione di frenata di emergenza (Front Assistant, disponibile da maggio 2013), il dispositivo di assistenza per il mantenimento di corsia (Lane Assistant), la funzione di frenata anti collisione multipla (Multicollision-braking), il sistema proattivo di protezione degli occupanti in caso di incidente (Crew Protect Assistant), il dispositivo di riconoscimento della stanchezza del conducente (Driver Activity Assistant); la nuova Octavia è inoltre dotata di un cofano dal comportamento attivo in caso di impatto, per la protezione dei pedoni. Tutti questi dispositivi contribuiscono a evitare eventuali incidenti o a mitigarne gli effetti per gli occupanti e gli altri utenti della strada.
La taratura precisa del telaio, il passo lungo e la struttura della carrozzeria - leggera ma allo stesso tempo rigida - si combinano per assicurare all’ultima nata in casa ŠKODA un comportamento estremamente stabile. In caso di incidente, conducente e passeggeri sono protetti in maniera ottimale grazie a un pacchetto completo per la sicurezza passiva, che comprende fino a 9 airbag e cinture di sicurezza a tre punti. Gli airbag per le ginocchia, di serie, e gli airbag laterali per i passeggeri posteriori sono disponibili per la prima volta sulla Octavia.


Ancora più efficienza: emissioni di CO2 da 89 g/km
Gli ingegneri ŠKODA hanno ottenuto progressi particolarmente significativi sul fronte dei consumi e delle emissioni, grazie a motori benzina e Diesel di ultima generazione, a un coefficiente di resistenza aerodinamica ancora più basso e al peso ridotto della vettura.
La versione GreenLine della nuova Octavia (equipaggiata con il propulsore 1.6 TDI 110 CV/81 kW) fa segnare emissioni di CO2 pari a soli 89 g/km, con un consumo di appena 3,4 litri di gasolio ogni 100 km. L’offerta comprende quattro motorizzazioni benzina - tutte con tecnologia TSI - e quattro Diesel TDI common-rail. In futuro arriverà anche una versione a metano. Le versioni Green tec, dotate di sistema start-stop e dispositivo per il recupero dell’energia, sono disponibili per tutte le motorizzazioni – eccezion fatta per i propulsori di accesso (sia benzina, sia Diesel). Il top per la gamma Octavia è il 1.8 TSI 180 CV (132 kW). Per quanto riguarda la trasmissione, è possibile scegliere tra cambio manuale e cambio DSG. Più avanti verranno proposte anche le versioni a trazione integrale e la variante sportiva RS.
Nonostante le dimensioni maggiori e un’ampia scelta di nuove tecnologie presenti a bordo, la vettura pesa fino a 102 kg in meno rispetto alla Octavia di seconda generazione.
Questo risultato è stato possibile grazie a una serie di fattori: la costruzione con materiali leggeri, il design avanzato della carrozzeria, l’uso di acciai ad alta e altissima resistenza e un’accurata selezione dei materiali. La riduzione del peso varia a seconda della configurazione di ogni vettura.

Tecnologie innovative per un comfort maggiore
La nuova Octavia offre diverse nuove funzioni comfort, fin qui disponibili solo per vetture di segmenti superiori. Oltre a debuttare sulla nuova Octavia, alcuni dispositivi sono disponibili per la prima volta in assoluto su una ŠKODA. In questo contesto, l’utilizzo di nuove tecnologie non è fine a se stesso, ma intende fornire un concreto valore aggiunto ai Clienti: una tecnologia che rende la mobilità più sicura e più confortevole.
Per la prima volta una ŠKODA è equipaggiata con l’Adaptive Cruise Assistant, sistema che mantiene automaticamente una distanza predefinita dal veicolo antistante. Il nuovo Intelligent Light Assistant gestisce invece l’attivazione e la disattivazione automatica degli abbaglianti, incrementando così il livello di comfort e sicurezza durante la marcia. L’Automatic Parking Assistant rende estremamente semplice, per chi è al volante della Octavia, l’entrata e l’uscita da un parcheggio. In futuro sarà poi disponibile, per la prima volta in assoluto su una ŠKODA, anche il riconoscimento della segnaletica stradale, che andrà a integrare il pacchetto di assistenza al conducente “Traveller Assistant”. La selezione della modalità di guida (Driving Mode Selection) consente di impostare a proprio piacimento alcuni parametri semplicemente premendo un pulsante. Un’ulteriore novità è il tetto panoramico scorrevole: un’opzione che contribuisce ad incrementare il comfort e la sensazione di benessere a bordo della Octavia, che sarà disponibile con il KESSY (Keyless-Entry-Start-and-Exit-System, ovvero il dispositivo di accesso alla vettura e avviamento del motore senza l’inserimento della chiave).



Sistemi di infotainment di nuova generazione
Per la Octavia, la ŠKODA offre diversi impianti radio e sistemi di navigazione, tutti completamente nuovi. Per i dispositivi top di gamma saranno disponibili display touchscreen con sensore di prossimità e funzione di scorrimento. Il nuovo sound-system CANTON e un’acustica ottimizzata all’interno dell’abitacolo garantiscono ai passeggeri un piacevole ascolto.
Praticità e funzionalità con le soluzioni “Simply Clever”
Come su ogni ŠKODA, anche sulla nuova Octavia la vita a bordo è più facile grazie a un’ampia scelta di dettagli “Simply Clever” – disponibili, a seconda dell’allestimento, di serie o a richiesta. Tra questi vanno menzionati gli elementi di carico ripiegabili, che consentono di fissare in modo sicuro gli oggetti all’interno del vano bagagli, la copertura double-face per il fondo del bagagliaio, il raschietto per il ghiaccio sistemato nel portellino che dà accesso al serbatoio e l’alloggiamento per il giubbotto ad alta visibilità sotto il sedile del conducente. Ulteriori dotazioni intelligenti sono il supporto per dispositivi multimediali (iPod, cellulari, smartphones), i tanti vani portaoggetti e ganci: accorgimenti che consentono di organizzare al meglio lo spazio, sia nell’abitacolo, sia nel bagagliaio. La Octavia è equipaggiata anche con la funzione di protezione contro gli errori di rifornimento di carburante e con la copertura avvolgibile per il vano bagagli, sistemata appena dietro ai sedili posteriori.

Verona, 11 dicembre 2012









15 Anni di Prius


Esattamente 15 anni fa la Toyota Prius veniva lanciata sul mercato con lo slogan “giusto in tempo per il 21mo secolo”. Un decennio e mezzo più tardi, il veicolo ibrido più famoso al mondo continua non soltanto a essere “in anticipo sui tempi”, come suggerito dal suo nome latino, ma con vendite globali di quasi 3 milioni di unità si attesta anche come un vero successo di mercato.
La Prius, e più in generale la tecnologia ibrida di Toyota, festeggiano il loro 15mo compleanno.

Nata per affrontare delle sfide ambientali assolute in termini di qualità dell’aria e cambiamento climatico, e per risolvere il problema della questione energetica, l’idea di Toyota di realizzare trasmissioni alternative per i propri veicoli inizia a formarsi nel corso degli anni ’60, diventando negli anni ’90 un’azione concreta, con la ricerca di un percorso di sviluppo tecnologico che continua ancora oggi, con l’obiettivo di raggiungere il traguardo della mobilità sostenibile.

Il 1994 è stato l’anno in cui Toyota ha avviato il progetto G21. Il suo scopo era di creare per il 21mo secolo un’auto ecologica e rispettosa dell’ambiente che, a dispetto delle impeccabili credenziali ambientali, riuscisse a garantire la comodità e il piacere di guida di un veicolo convenzionale.

Il lancio della Prius di prima generazione va quindi fatto coincidere con l’avvento della moderna rivoluzione del settore automobilistico. Nel 1997, l’esordio di Prius sollevò diverso scetticismo, ma la grande convinzione di Toyota, sicura delle proprie ragioni, non ha mai vacillato. Oggi, la 3a generazione di Prius è diventata una delle automobili più vendute nel mondo.
A livello globale, Toyota ha venduto quasi 3 milioni di unità di questo modello, per un totale di quasi 5 milioni di veicoli full hybrid venduti nel mondo dal 1997 a oggi. Solo nel 2012, le vendite ibride dei veicoli Toyota e Lexus raggiungeranno 1,2 milioni di unità. Questi modelli hanno tutti qualcosa in comune con Prius: la trasmissione full hybrid.

Nel 2013, la Toyota Prius si è attestata nuovamente in Europa come il primo modello in termini di affidabilità e qualità secondo il TÜV Report, registrando il minor numero di difetti nella categoria dei veicoli dai quattro ai cinque anni di età. La continuità dei successi ottenuti nel rapporto TÜV conferma l’affidabilità e la qualità dei veicoli non soltanto all’interno della gamma Toyota, ma in particolar modo della sua tecnologia full hybrid, che continuerà a essere impiegata su un numero sempre crescente di modelli.

Toyota offre oggi varianti ibride in nuovi segmenti del mercato, con dimensioni che variano, da quelle di Yaris Hybrid (nel segmento B) a quelle della nuova Auris Hybrid (segmento C), passando per la gamma Prius e per i modelli firmati Lexus. In questo modo Toyota è riuscita a ottenere la seconda media di emissioni più bassa tra tutti i costruttori automobilistici, riuscendo a raggiungere con quattro anni di anticipo il target 2015 sulle emissioni1.

Oltre agli eccellenti livelli di consumi ed emissioni di CO2, i veicoli ibridi benzina si dimostrano anche essere una soluzione migliore rispetto ai diesel o agli ibridi diesel, in quanto contribuiscono in maniera ottimale al miglioramento della qualità dell’aria grazie all’eliminazione di NOx e Particolato, i principali fattori correlati alla salute nelle aree urbane.

Toyota e Prius hanno messo sul piatto la tecnologia ibrida, e non si tratta di un’opzione fine a sé stessa, ma di una piattaforma tecnologica chiave che porterà in futuro a una serie di soluzioni che riusciranno a garantire la riduzione, se non l’eliminazione, dei problemi legati alle emissioni carboniche.

Le vendite ibride aumentano con grande velocità, e con 21 nuovi modelli ibridi previsti a livello globale entro il 2015, di cui uno equipaggiato con celle a combustibile, il loro ritmo sembra destinato a crescere esponenzialmente.

Toyota al Top per affidabilità


Secondo il rapporto TÜV 2013, Toyota continua a dimostrarsi come il brand di maggior successo. Nell’ultima edizione pubblicata oggi dal TÜV, la principale società tedesca di certificazione tecnica, 29 modelli Toyota sono nella Top 50 dei veicoli più affidabili nelle diverse categorie relative allanzianità del veicolo, con 20 modelli all’interno delle diverse Top 10 e con Prius al primo posto della categoria dai 4 ai 5 anni di vita

Toyota ha dominato la categoria dei veicoli tra i due e i tre anni di vita, con 4 modelli inseriti nella Top 10: Avensis, Prius, Yaris e iQ.
La Toyota Prius ha dimostrato il minor numero di difetti nella categoria dai quattro ai cinque anni di vita, seguita a poca distanza da Auris e Corolla, rispettivamente al terzo e al quarto posto della classifica.

Il rapporto di quest’anno ha inoltre dimostrato l’affidabilità e la qualità dei modelli Verso e RAV4, che hanno ottenuto un’ottima posizione nelle categorie più alte.

Toyota è leader di questa speciale classifica anche nelle ultime edizioni del rapporto. La continuità delle straordinarie prestazioni di questi modelli rappresenta la prova dell’eccezionale affidabilità e longevità dei veicoli Toyota.

Pubblicato per la prima volta quarant’anni fa, il rapporto TÜV è diventato per i clienti un’utilissima guida all’acquisto, valutando l’affidabilità a lungo termine e la qualità dei veicoli disponibili sul mercato.

In Germania, gran parte delle ispezioni tecniche obbligatorie vengono effettuate dagli esperti del TÜV. Il rapporto TÜV 2013 è basato sul controllo di circa 8,1 milioni di veicoli nel periodo compreso da Luglio 2011 e Giugno 2012.

domenica 9 dicembre 2012

MotorShow chiude con record 400mila visitatori

BOLOGNA. E' già un successo. In attesa dei dati definitivi, il MotorShow di Bologna chiude l'edizione 2012 con un bilancio di 400.000 visitatori paganti. ''Un grande risultato, come gia' era stato un grande risultato aprire questa manifestazione in un anno cosi' difficile per il mercato dell'auto e per il Paese'' ha spiegato Giada Michetti, ad di GL Events Italia, societa' organizzatrice del Salone. ''Non mi sarei aspettata un tale successo di pubblico, nemmeno la neve ha scoraggiato il pubblico dell'8 dicembre''.

venerdì 7 dicembre 2012

Fiat Panda Monster Truck


390 centimetri di altezza  e ruota da 150 cm di diametro per la Panda più esagerata di tutte.
Due settimane di lavoro per un prototipo perfettamente funzionante.
Protagonista del prossimo spot on air all’inizio del 2013.

La nuova  Fiat Panda riesce sempre a stupire. La sua eccezionalità viene fuori quando ne abbiamo bisogno;  che si tratti di un grande bagagliaio, di un’agilità che permetta di districarsi nel traffico o di una trazione integrale per arrivare dove pochi riescono. Insomma, come recita il claim pubblicitario che accompagna il lancio commerciale del modello: ‘Nuova Panda, esageratamente Panda’.

Se nei primi spot la city-car Fiat, grazie alle ultime tecnologie digitali impiegate nei film di animazione, si 'trasformava' prima in un agile scooter e poi in un capiente-piccolo aereo cargo, oggi per mostrare le prestazioni off-road della nuova Panda 4x4 Fiat ha scelto di ricorrere alle tecniche scenografiche del cinema unite a quelle dell’elaborazione automotive. Nasce così Panda Monster Truck, un prototipo realizzato da Fiat in collaborazione con Mercurio Cinematografica, lo scenografo Andrea Faini e L'Officina di Fabio Gementi.

La versione Monster Truck unisce una Panda 4x4 al pianale di una Jeep CJ7 4200 ed è dotata di ruote da trattore stradale con gomme "High Speed" del diametro di 150 centimetri e larghe 50 cm montate tramite delle flange in ferro pieno tornite appositamente. Il risultato finale è una Panda ‘big foot’ alta ben  390 centimetri (misurata ‘al garrese’), lunga 380 cm e larga 250 cm.  Per realizzarlo sono state impiegate poco più di due settimane di lavoro ponendo la massima cura nel collegare tra le due vetture il sistema di sterzo e la frizione, l'acceleratore e i freni.

Perfettamente funzionante, la Fiat Panda Monster Truck sarà protagonista del prossimo spot on air all’inizio del 2013. Realizzato dall’agenzia Leo Burnett, il filmato pubblicitario racconta  la storia di quattro amici che partono per un fine settimana in montagna. La Panda 4x4, trasformandosi in Monster Truck, sale agilmente fino al rifugio, stupendo tutti per le sue capacità. E quando il guidatore, credendo di essere su una normale Panda 4x4, scende dall’auto, si ritrova a cadere verso il basso per due metri, per poi atterrare nella soffice neve tra le risate degli amici.

Volkswagen UP Metano


La eco up!, il metano e il biometano
La mobilità a emissioni zero di oggi e di domani
Con la eco up! debutta la vettura a gas metano più parca nei consumi
Metano e biometano vantano un enorme potenziale per la riduzione delle emissioni di CO2

La nuova eco up! è attualmente l’auto alimentata a gas metano più parca nei consumi. Infatti, per percorrere 100 km, la quattro posti Volkswagen consuma appena 2,9 kg di gas metano (CNG, ovvero gas naturale compresso) a fronte di emissioni di CO2 di soli 79 g/km. Ma non sono bassi solo i consumi: anche i costi del carburante sono particolarmente contenuti. Per percorrere 100 km con la eco up!, disponibile in versione tre e cinque porte, in Germania sono sufficienti poco più di 3 Euro. In Italia, il Paese che rappresenta il maggiore mercato europeo di vetture a gas, sono sufficienti poco meno di 3 Euro. Attualmente nessun’altra auto così versatile e compatta è in grado di garantire un simile risparmio.

Motori a gas come interfaccia per le energie alternative
Uno dei maggiori vantaggi delle vetture a metano, come la eco up!, consiste nella possibilità di alimentare queste vetture non solo con gas metano, bensì anche con carburanti alternativi, quali ad esempio il biometano ottenuto da fonti rinnovabili. Il biometano viene prodotto da materie vegetali di scarto e non si pone quindi in concorrenza con la produzione di generi alimentari; inoltre, le emissioni di CO2 vengono neutralizzate perché, con la combustione, viene rilasciata la stessa quantità di biossido di carbonio che è stata precedentemente assorbita durante la crescita delle piante. Nuovi procedimenti per ottenere il biometano (come la produzione dalla paglia) ridurranno poi ulteriormente la dipendenza dalle fonti di approvvigionamento di gas metano tradizionali. Un esempio: solo in Germania, secondo uno studio del Centro tedesco di ricerca sulle biomasse di Lipsia, ogni anno rimangono inutilizzati fino a 13 milioni di tonnellate di paglia. Con queste biomasse, in via teorica, potrebbero essere alimentati quattro milioni di veicoli a gas metano. Un primo impianto per la produzione di biometano dalla paglia è stato messo in funzione in Germania a febbraio del 2012.
Il gas offre, inoltre, l’opportunità di immagazzinare corrente da fonti rinnovabili, quali l’energia eolica. Tramite elettrolisi viene prodotto idrogeno che può essere utilizzato per l’alimentazione dei futuri veicoli a celle a combustibile. Prima che questa sofisticata e costosa tecnologia di motorizzazione venga introdotta su ampia scala, nella seconda fase della catena del processo viene anche prodotto metano, il quale, a sua volta, può essere impiegato come carburante per il funzionamento di vetture come ad esempio la nuova eco up!. Il mondo della produzione di carburante e dei sistemi di trazione si trova dunque di fronte a una svolta epocale. Il gas naturale sintetico così ricavato può inoltre essere impiegato nelle centrali a gas per produrre anche grandi quantità di energia elettrica in qualsiasi momento. In questo modo il gas eolico può essere utilizzato come “accumulatore” di energia eolica.

Da 20 anni Volkswagen con alimentazione a gas metano
Agli inizi degli anni ’90 la Volkswagen iniziò a dotare i propri veicoli di sistemi di alimentazione a gas metano, inizialmente in post-montaggio in collaborazione con l’affiliata IAV a Berlino. Con la crescente diffusione di tali veicoli crebbero tuttavia anche i requisiti richiesti, al punto che Volkswagen si decise a lavorare a motorizzazioni a metano di serie. Uno degli obiettivi era ridurre al massimo l’ingombro del serbatoio del metano all’interno dell’abitacolo. Il primo veicolo nuovo a essere dotato di motorizzazione a gas metano è stato nel 2002 la Golf Variant 2.0 BiFuel: una vettura della classe compatta. Il successivo, importante passo è seguito nel 2006, con il lancio sul mercato del Caddy 2.0 EcoFuel (Volkswagen Veicoli Commerciali) e della Touran 2.0 EcoFuel. Con questi due modelli la motorizzazione a gas metano della Volkswagen è stata impiegata, finalmente, nel variegato segmento dei furgoni per consegne urbane e dei van compatti. Nel 2009 ha debuttato la Passat con la pionieristica motorizzazione 1.4 TSI EcoFuel: grazie alla doppia sovralimentazione ottenuta con compressore meccanico e turbocompressore, il nuovo motore offriva una dinamica di marcia senza precedenti per una vettura a metano. Nello stesso anno la Volkswagen ha pertanto adottato questo gruppo propulsore anche sulla Touran, soluzione che si è rivelata ugualmente vincente sulle nuove generazioni di entrambi i modelli.
Oggi, alla fine del 2012, con il Caddy 2.0 EcoFuel, con la versione a passo lungo Caddy Maxi 2.0 EcoFuel (109 CV), con la Touran 1.4 TSI EcoFuel, la Passat e la Passat Variant 1.4 TSI EcoFuel (150 CV) e con la eco up! interamente di nuova concezione (68 CV), VW offre ben sei veicoli a gas metano nelle classi più diverse. Il prossimo anno debutterà anche la nuova Golf in una versione EcoFuel. La Volkswagen vanterà così una gamma di veicoli a metano tra le più ampie a livello mondiale.

Il metano e il biometano carburanti innovativi
Rispetto a benzina e gasolio, il metano fornisce una quantità di energia notevolmente superiore: 1 kg di gas metano corrisponde rispettivamente a 1,3 l di gasolio e a 1,5 l di benzina. La capacità di 1 kg di gas metano è di 11,69 kWh, che scende a 9,86 per il gasolio, e a 8,77 per la benzina. Inoltre, il gas offre il vantaggio di poter essere ottenuto da materie prime rinnovabili e combusto in modo da neutralizzare le emissioni di CO2: ciò significa concretamente che nella combustione del biometano prodotto in modo industriale (che ha la stessa struttura chimica del gas naturale) viene rilasciata la medesima quantità di CO2 che è stata precedentemente assorbita dalla crescita delle relative piante. Decisiva la scelta di produrre il biometano da residui vegetali e non da frutti, escludendo così che questo processo entri in concorrenza con la catena alimentare.

Percentuale dei veicoli a metano in Europa
Il gas naturale e il biometano (come pure l’idrogeno e il metano prodotti per elettrolisi dalla corrente elettrica) sono importanti pietre miliari sulla via che conduce a un futuro indipendente dal petrolio. Grazie ai nuovi modelli quali la eco up!, ai grandi progressi nella guerra alle emissioni di CO2, al potenziamento delle infrastrutture di rifornimento e al sistema di incentivazione statale per questi sistemi di trazione ecocompatibili, sarà possibile incrementare in misura rilevante la percentuale di veicoli a gas in molte parti d’Europa.
In Germania sono attualmente presenti 97.000 veicoli a gas metano (dato aggiornato a metà del 2012); nel 2011 questo parco veicoli è stato interessato da un aumento del 4,3%. Se, d’altro canto, osserviamo il mercato italiano, è possibile prevedere che la quota di mercato delle motorizzazioni a gas cresca in misura rilevante se vengono create le condizioni contestuali ideali. Nel Paese subalpino, infatti, tra il 2005 e 2011 il numero di vetture a gas metano è raddoppiato, passando da 382.000 a 785.000 auto. In Italia per queste vetture sono previsti sgravi fiscali, incentivi per l’acquisto, possibilità di accesso alle zone a traffico limitato oltre a sovvenzioni per la creazione di stazioni di rifornimento di metano.
Per contro in Germania, nonostante i fornitori di gas metano offrano premi fino a 1.250 Euro per l’acquisto di una vettura nuova, nonostante il carburante stesso abbia un prezzo inferiore a quello della benzina e del gasolio (tra l’altro a fronte della minore pressione fiscale) e sebbene le stazioni di rifornimento siano salite a 911 unità (dato aggiornato a ottobre 2012), siamo ben lontani dal pieno sfruttamento del potenziale disponibile. Rispetto a questa situazione generale, la strategia dei carburanti del governo federale tedesco si pone l’obiettivo di portare la percentuale dei veicoli alimentati a metano al 4% entro il 2020, un dato che corrisponde a ben 1,4 milioni di veicoli. Rispetto al 2012 si tratterebbe di un aumento enorme, ma lo sviluppo che ha interessato l’Italia, dimostra tuttavia che si tratta di un obiettivo realizzabile.

Il biometano come fonte energetica locale
Il biometano acquista un’importanza crescente grazie alle sue caratteristiche di ecocompatibilità e alla possibilità di una produzione industriale nel Paese in cui deve essere utilizzato. Già con l’alimentazione a metano “naturale” si ottiene un abbattimento del 24% delle emissioni di CO2 rispetto ai motori benzina. Il bilancio delle emissioni di CO2 migliora ulteriormente impiegando il biometano: se, nella stazione di rifornimento, al metano naturale viene miscelato il 20% di biometano, le emissioni di CO2 si riducono già del 39%. Se si effettua il rifornimento esclusivamente con biometano, le auto producono fino al 97% di CO2 in meno! In questo modo le emissioni di CO2 – misurate come Well-to-Wheel (dalla fonte della materia prima fino al gruppo propulsore) – sarebbero “paragonabili a quelle della tecnologia delle celle a combustibile o a quelle dei veicoli elettrici alimentati da batterie, partendo dal presupposto che la corrente e l’idrogeno vengano prodotti da fonti rinnovabili”, scrive l’agenzia tedesca per l’energia (dena).
Secondo le stime, le riserve di gas naturale ammontano a livello mondiale a 525.000 miliardi di m3 (dato aggiornato al 2009). Il consumo annuo a 3.000 miliardi di m3. Ciò significa, quindi, che le riserve di gas metano non sono infinite. Tanto più importante è pertanto la previsione dell’agenzia berlinese dena relativa al mercato tedesco sulle vetture a gas metano nell’anno 2020: “Anche in caso di raggiungimento della percentuale del 4% di cui sopra, teoricamente tutte le vetture a gas metano nell’anno 2020 potrebbero essere alimentate esclusivamente con biometano”.
Fino alla metà del 2011 in Germania esistevano già ben 57 impianti per biometano, che immettevano nella rete del metano 64.000 metri cubi standard (Nm3/h) l’ora. In una su quattro stazioni di rifornimento in Germania viene già miscelato il biometano, e quasi 100 distributori offrono biometano puro. Questo valore non viene superato in nessun Paese del mondo. La Verbio AG (di Lipsia) è una delle aziende tedesche leader a livello tecnologico nella produzione sostenibile di biometano. L’azienda è specializzata nella produzione di biometano da materie quali letame, liquame, rifiuti organici e paglia, ovvero da fonti rinnovabili che non entrano in concorrenza con quelle per la produzione di generi alimentari. L’azienda ha sviluppato una propria bioraffineria in grado di ottenere il biometano esclusivamente dalla borlanda, un prodotto di scarto della produzione del bioetanolo, e dalla paglia. Dalla primavera del 2012 viene impiegata un’ulteriore tecnica di produzione del gas da materie rinnovabili: si tratta della produzione di biometano unicamente dalla paglia. La Verbio AG è la prima azienda al mondo a essere riuscita a conseguire un simile risultato.
Un successivo stadio di sviluppo è rappresentato dal gas denominato E-Gas, o anche Power-to-Gas. Come accennato in precedenza, la corrente viene trasformata mediante elettrolisi in idrogeno e, in una seconda fase, in metano. Il Gruppo Volkswagen, insieme a diversi partner di progetto, come la SolarFuel GmbH e il Centro ricerche sull’energia solare e sull’idrogeno (entrambi di Stoccarda), l’Istituto Fraunhofer per l’energia eolica e la tecnologia dei sistemi energetici (Kassel) e l’EWE Energie AG (Oldenburg), realizza per la prima volta soluzioni atte a consentire l’immagazzinamento in grandi quantità della corrente proveniente da fonti rinnovabili che non può essere immediatamente impiegata (ad esempio quella ottenuta dalle pale eoliche o dagli impianti fotovoltaici). Viceversa, il gas immagazzinato può essere impiegato per l’alimentazione delle centrali elettriche. La corrente può essere così utilizzata, da un lato, per l’alimentazione delle auto elettriche (ovvero per l’impiego sulle brevi distanze), dall’altro anche come carburante per i veicoli a gas e a celle a combustibile e quindi per lunghe percorrenze. Il processo di elettrolisi per la trasformazione dell’idrogeno in metano comporta un ulteriore effetto secondario dalle conseguenze positive: la trasformazione viene realizzata impiegando CO2, che evita così di raggiungere l’atmosfera e di contribuire all’“effetto serra” – e questo metano renderà le vetture come la eco up! ancora più ecologiche.