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domenica 2 novembre 2025

Dispositivo speciale: la Lamborghini Temerario Alleggerita debutta al Motor Valley Fest 2025


Durante il Motor Valley Fest 2025, la casa di Sant’Agata Bolognese ha svelato la nuova Temerario Alleggerita, versione estrema e leggera della già esclusiva Lamborghini Temerario. Il debutto ha attirato gli occhi degli appassionati e della stampa: carrozzeria in fibra di carbonio, peso ridotto e performance ancora più estreme fanno di questo modello un esemplare da collezione.

All’evento, Lamborghini ha sottolineato il carattere artigianale e l’esclusività della vettura: ogni esemplare verrà realizzato con materiali pregiati, componenti dedicate e allestimenti unici. Il motore rimane un V12 aspirato, ma la gestione e la messa a punto sono ottimizzate per garantire un’esperienza di guida pura, tipica delle supercar di razza.

La scelta di lanciare questo modello al Motor Valley Fest – manifestazione dedicata alle eccellenze dell’automobile italiana – non è casuale: Lamborghini ha voluto rafforzare il legame con il territorio e con il patrimonio motoristico italiano, celebrando la “valle dei motori” come epicentro dell’innovazione e della passione.

Con la Temerario Alleggerita, Lamborghini ribadisce che l’era delle supercar estreme non è solo una questione di cavalli, ma di identità, materiali d’avanguardia e produzione limitata. I dettagli tecnici – peso inferiore di decine di chilogrammi rispetto alla versione standard, assetto specifico e materiali da racing – la rendono un oggetto per pochi, simbolo di prestigio e performance senza compromessi.

Un look high‑tech per la Chevrolet Corvette 2026: l’abitacolo fa il salto di qualità


La gamma Corvette 2026 (inclusi modelli Stingray, E‑Ray, Z06 e ZR1) affronta un aggiornamento significativo, soprattutto nell’abitacolo: Chevrolet introduce nuove finiture, tecnologie avanzate e un’esperienza di guida ancora più immersiva. Il cambiamento estetico è solo parte della trasformazione: l’abitacolo adotta materiali premium, dettagli curati come cuciture a contrasto e un’esclusiva palette colori, mentre la plancia è riprogettata per offrire ergonomia e comfort da vettura sportiva di razza.

Nel corso dell’aggiornamento, la Corvette mantiene i valori tradizionali – telaio sportivo, motore potente e trazione posteriore – ma arricchisce il pacchetto con un sistema multimediale aggiornato e nuovi programmi di personalizzazione. L’obiettivo è offrire ai clienti che cercano emozione e prestazioni un prodotto che non rinunci anche al comfort e all’esperienza premium.

La Chevrolet ha inoltre annunciato che questa generazione 2026 sarà l’ultima a montare il motore V8 aspirato (o la prima prima‑serie significativa che segue in questa direzione, a seconda dei mercati), consolidando il modello come un’icona destinata a dominare gli appassionati della guida sportiva.
Con questo aggiornamento, la Corvette 2026 dimostra di saper tenere il passo anche in un mondo dove tecnologia e raffinatezza contano quanto le prestazioni pure.

domenica 6 luglio 2025

Bonhams Cars: asta stellare con Ferrari 812 GTS Hardtop in evidenza


La casa d’aste Bonhams Cars ha organizzato una nuova sessione, con un’attenzione particolare a una rarissima Ferrari 812 GTS Hardtop del 2022, proveniente dalla collezione privata dell’ex‑Presidente Bernard Fornas. Un gioiello automobilistico che rende l’asta un evento d’élite.

Il pezzo forte: Ferrari 812 GTS

Questa Ferrari, dotata di tetto rigido apribile, straordinaria potenza e fascino tipico delle supercar moderne, rappresenta un’occasione irripetibile per collezionisti e appassionati. Le condizioni, la storia e l'appartenenza a una collezione prestigiosa ne fanno un punto di riferimento.

Mercato delle cilindre alte

L’asta di Bonhams conferma il crescente interesse verso supercar recenti, sportive e con pedigree. La Ferrari 812 GTS non solo entusiasma per la guida, ma cattura i mercati di lusso e investimento, dove le auto di nicchia trovano nuovo valore.

Contesto strategico

Per Bonhams, mettere in asta un modello così recente e raro sottolinea la capacità dell’asta di attrarre pezzi di elevata richiesta. Questo rinforza il ruolo dell’azienda nel mercato delle auto di lusso e contribuisce a riscrivere i confini tra collezionismo e trading automobilistico ad alto valore.

domenica 8 giugno 2025

Lamborghini svela la “Temerario Alleggerita” al Motor Valley Fest 2025


Il celebre Motor Valley Fest, vetrina annuale dell’eccellenza motoristica nella terra emiliana, ha ospitato quest’anno un’annuncio degno di nota: Automobili Lamborghini presenta la nuova “Temerario Alleggerita”, edizione speciale della raffinata “Temerario” nata nel 1997.

Design e performance

La “Alleggerita” si distingue per la sua vocazione racing: carrozzeria alleggerita, accorgimenti aerodinamici potenziati e componenti in fibra di carbonio. Questi interventi riducono significativamente il peso complessivo, migliorando agilità e tempi sul giro. Le immancabili livree esclusive, ispirate al motorsport, rendono ogni esemplare un autentico pezzo da collezione.

Tecnologia d’avanguardia

Ogni auto è equipaggiata con sospensioni attive e un sistema di scarico sportivo ridisegnato: maggiore sportività, ma anche un sound più coinvolgente. Interni minimalisti e sedili racing enfatizzano l’esperienza orientata alle prestazioni. Lamborghini non ha ancora reso pubblici i dati relativi a potenza, accelerazione e velocità massima, ma le aspettative puntano a prestazioni simili o superiori alla “Temerario” originale.

Evento e prospettive

La presentazione al Motor Valley Fest ribadisce lo stretto legame tra Lamborghini e la cultura dell’eccellenza motoristica italiana. L’azienda ha colto l’occasione anche per anticipare piani futuri nel campo dell’hybridation e dell’elettrificazione, pur mantenendo l’anima sportiva che da sempre contraddistingue la casa del Toro.

domenica 20 ottobre 2024

Ferrari svela la nuova F80


Oggi è un giorno davvero speciale per la Casa di Maranello: è infatti il momento in cui viene presentata a pubblico e stampa la F80, nuovo capitolo della storia leggendaria rappresentata dalle supercar del Cavallino Rampante. La F80 sarà prodotta in serie limitata a 799 esemplari e si affiancherà a vetture come la GTO, la F40 e la LaFerrari, andando a rappresentare la vetrina tecnologica e prestazionale del meglio di ciò che la Casa di Maranello può offrire.

A partire dal 1984, Ferrari ha sviluppato una serie di supercar che hanno portato con sé tecnologie e innovazioni entrate nell’immaginario collettivo. Queste vetture, rivolte ai clienti più appassionati del Marchio, sono immediatamente divenute icone del loro tempo, caratterizzando indelebilmente la storia non solo dell’Azienda, bensì dell’intero settore automobilistico.

L’ultima nata, la F80, si pone l’obiettivo di rappresentare l’eccellenza assoluta per una vettura con motore a combustione interna e utilizza tutte le soluzioni tecnologiche più all’avanguardia, a partire dalla tecnologia ibrida di ultima generazione, per portare il motopropulsore a un livello inimitabile. L’architettura è disegnata per estrarre il massimo della performance, a partire dal telaio in fibra di carbonio per arrivare all’aerodinamica, mai così estrema per una vettura omologata, fino alle nuove sospensioni attive finalizzate all’estrazione della massima prestazione durante la guida in pista.

Tuttavia, in modo unico nel panorama delle supercar attuali, la F80 riesce a combinare questi valori con una guidabilità tale da renderla utilizzabile senza compromessi anche su strada e con una guida più rilassata. Tale caratteristica si ripercuote su tutte le scelte tecnologiche e di architettura, mirate alla ricerca dell’obiettivo, a prima vista impossibile, di creare una supersportiva da pista guidabile alla stregua di una vettura di gamma.
In questo modo, il pilota utilizzerà più a lungo la vettura godendo al massimo delle sue prestazioni e delle emozioni di guida che sa conferire. L’architettura della F80 è stata a tal punto estremizzata da arrivare a concepire una cabina rastremata e focalizzata sul driver, garantendo comunque un’ottima abitabilità anche per il passeggero. I vantaggi di tale scelta sono fondamentali in termini di miglioramento della penetrazione aerodinamica e contenimento del peso.

L’abitacolo ha dunque un effetto monoposto ben percepibile, nonostante la vettura sia omologata per due persone, rendendola così una vettura dall’architettura definibile come “1+”. Tale scelta nasce dall’esigenza di diminuirne la larghezza per ottenere benefici sull’aerodinamica (riduzione del drag) e ridurre il peso. Tale concetto è perfettamente coerente con il mondo delle corse da cui la vettura trae ispirazione e soluzioni tecniche.

La scelta del motopropulsore, in linea con quanto avvenuto per le supercar che hanno preceduto la F80, si basa sulla tendenza tecnologica attuale del motorsport: se GTO ed F40 montavano un V8 turbo perché negli anni 80 le Formula 1 usavano motori turbo, oggi sia in Formula 1 sia nel World Endurance Championship (WEC) si utilizzano motori V6 turbo abbinati a un sistema ibrido a 800 V; è risultato quindi naturale il transfer di tale architettura, utilizzando la quale peraltro Ferrari ha conquistato due 24 Ore di Le Mans consecutive con la 499P, alla F80.

Il motopropulsore è impreziosito dall’inserimento di un turbo elettrico (e-turbo), per la prima volta in assoluto su una Ferrari, che grazie al motore elettrico posizionato tra ciascuna delle turbine e il compressore raggiunge un’elevatissima potenza specifica e una risposta immediata ai bassi regimi.

L’aerodinamica gioca un ruolo chiave sulla F80 e, grazie tra l’altro all’ala mobile e all’estrattore nella zona posteriore, al fondo, al triplano e all’S-Duct all’anteriore, riesce a generare 1050 kg di carico verticale a 250 km/h. Le prestazioni vengono ulteriormente enfatizzate dalle sospensioni attive che partecipano in modo diretto allo sviluppo dell’effetto suolo, dall’assale anteriore elettrico che permette di avere quattro ruote motrici per sfruttare al meglio coppia e potenza e dai nuovi freni con tecnologia CCM-R Plus derivata dal mondo delle competizioni.

Come tutte le supercar che l’hanno preceduta, anche la F80 segna l’inizio di una nuova era stilistica con un linguaggio più teso ed estremo che ne sottolinea l’anima racing. Appare evidente il richiamo a motivi mutuati dall’industria aerospaziale per rimarcare ricercatezza e innovazione tecnologica delle scelte progettuali. Non mancano comunque cenni alle sue celeberrime progenitrici, che ne richiamano l’importantissimo lignaggio.

MOTOPROPULSORE

MOTORE A COMBUSTIONE INTERNA
Il motore F163CF a V di 120° della F80, da tre litri di cilindrata, rappresenta la massima espressione del sei cilindri Ferrari: è infatti in grado di raggiungere ben 900 cv e conseguentemente un valore di potenza specifica record per un motore Ferrari di 300 cv/l, ai quali vanno aggiunti i 300 cv erogati dal sistema ibrido composto da assale (e-4WD) e motore (MGU-K) elettrico.

Il legame con le gare, soprattutto di durata, è forte: la sua architettura e diversi componenti sono strettamente derivati dal motopropulsore della 499P vincitrice delle ultime due edizioni della 24 Ore di Le Mans. In comune con la vettura impegnata nel World Endurance Championship (WEC) troviamo architettura, basamento, catene di comando e layout della distribuzione, recuperi della pompa olio, cuscinetti, iniettori e pompe GDI.

Tuttavia, il travaso dalle corse riguarda naturalmente anche la Formula 1, da cui è stato ripreso sia il concetto di MGU-K (attraverso l’industrializzazione di un motore elettrico simile a quello delle monoposto del Cavallino Rampante) sia quello di MGU-H (che genera potenza utilizzando l’energia cinetica in eccesso delle turbine, a sua volta creata dall’energia termica emessa dai gas di scarico) attraverso lo sviluppo dedicato dell’e-turbo.

Per garantire massime prestazioni in ogni condizione è stata estremizzata la calibrazione del motore e soprattutto le fasi di accensione e iniezione, il numero di iniettate e la gestione dei variatori di fase. La F80 è dotata del primo motore stradale Ferrari che beneficia di un nuovo approccio per il controllo statistico della detonazione, il quale consente di avvicinarsi ai limiti di detonazione sfruttando la capacità del motore di utilizzare pressioni in camera di combustione più elevate (+20% rispetto a 296 GTB).

Un altro aspetto fondamentale è stato il lavoro eseguito sulla calibrazione del motore per le rampe dinamiche in ogni marcia, primizia assoluta per una Ferrari stradale. Questo sviluppo è stato focalizzato sulle calibrazioni in dinamico e sulla gestione dell’e-turbo. Le calibrazioni in dinamico hanno beneficiato del fatto che limiti di detonazione e condizioni di pompaggio del compressore differiscono in condizioni dinamiche e stazionarie; di conseguenza, è stata sviluppata una calibrazione dedicata per ogni marcia al fine di raggiungere prontezze simili a quelle di un motore aspirato nelle diverse condizioni di utilizzo.

In merito all’e-turbo, avere il motore elettrico in asse al gruppo giranti consente di impostare la fluidodinamica ricercando massime prestazioni ai medi/alti giri senza essere costretti a compromessi legati al turbo lag ai bassi regimi. L’aggiunta di potenza elettrica permette l’utilizzo di strategie dell’e-turbo finalizzate ad azzerare il turbo lag e garantire così tempi rapidissimi di risposta.

Gli iniettori dell’impianto GDI a 350 bar sono posizionati al centro della camera di combustione al fine di miscelare ottimamente la carica e migliorare l’efficienza anche grazie a strategie a iniezione multipla, combinando prestazioni e contenimento delle emissioni. I profili degli assi a camme di aspirazione e scarico sono stati rivisti per ottimizzare il rendimento fluidodinamico e portare il regime massimo a 9000 giri/min., con limitatore dinamico a 9200 giri/min.

I condotti di aspirazione e scarico sono lucidati per migliorare le prestazioni; quello di aspirazione è stato accorciato per aumentare la permeabilità e raffreddare la carica tramite un detuning fluidodinamico, ed è disegnato per avere maggiore turbolenza in camera di combustione. La linea di scarico a tre brick rispetta le normative vigenti (Euro 6E-bis) ma è predisposta per future evoluzioni delle norme a livello globale.

I collettori di scarico in Inconel© sono pensati per minimizzare le perdite di carico e trovare l’accordatura ideale a esaltare il sound dei V6 della Casa di Maranello. L’albero motore in acciaio viene lavorato a partire da uno stampato con perni ritorti a caldo di 120°. L’ordine di scoppio 1-6-3-4-2-5 conferisce alla F80 la timbrica tipica dei motori Ferrari. Per ridurre i pesi l’albero motore è stato alleggerito su maschette ed estremità.

Anche bielle e pistoni sono state riviste: le bielle in titanio presentano un’interfaccia dentata sulla superficie di accoppiamento tra fusto e cappello per garantire il centraggio perfetto e massimi livelli di precisione nell’accoppiamento con i cuscinetti. I pistoni in alluminio sono stati ottimizzati per limitare il peso e resistere a pressioni in camera e flussi termici aumentati, dovuti agli incredibili valori di coppia e potenza. Nello specifico, per la realizzazione dello spinotto è stato utilizzato acciaio ad alta resistenza rivestito di DLC (diamond-like carbon). Inoltre, nella zona di accoppiamento tra quest’ultimo e la biella è stato inserito un foro dedicato al passaggio d’olio per migliorare la lubrificazione.

Per abbassare il baricentro della vettura il propulsore è stato installato al limite del fondo piatto, portando a soli 100 mm la distanza massima tra l’asse dell’albero motore e tutti i componenti disposti sul fondo della coppa. Si è inoltre deciso di cabrare il motopropulsore attorno all’asse Z di 1,3° alzando il cambio per non penalizzare l’efficienza del fondo aerodinamico.

Per alleggerire il motore sono stati rivisti basamento, sottobasamento, coperchio distribuzione e altri componenti; sono inoltre state introdotte viti in titanio. Grazie a questi interventi il peso è inalterato rispetto al V6 della 296 GTB, nonostante l’incremento prestazionale di 237 cv.

L’installazione ribassata del gruppo motopropulsore è stata ottenuta grazie allo sviluppo di un nuovo volano a diametro ridotto concepito e progettato da zero. Questo concetto innovativo è stato reso possibile dall’adozione di due ranghi separati di molle, il che ha inoltre permesso di ridurre la rigidezza complessiva del sistema e filtrare meglio le vibrazioni verso il gruppo trasmissione. Anche il damper è stato sviluppato ad hoc con l’obbiettivo di smorzare le vibrazioni torsionali della driveline dovute all’incremento delle prestazioni e smaltire l’alta potenza termica.

POWERTRAIN IBRIDO
Quello della F80 è il primo motore elettrico interamente progettato, testato e prodotto da Ferrari a Maranello, con il preciso obiettivo di massimizzare le prestazioni e ridurre il peso. Il design dei motori elettrici, due posizionati in corrispondenza dell’assale anteriore e uno al posteriore, deriva direttamente dall’esperienza maturata da Ferrari nel mondo delle corse; in particolare, la tipologia con statore a bobina di dente e rotore con configurazione Halbach array (tecnologia che massimizza il campo magnetico grazie alla disposizione dei magneti) e ritegno dei magneti con fibra di carbonio è stata mutuata dal design della MGU-K utilizzata in Formula 1.

Il rotore utilizza la tecnologia Halbach array allo scopo di massimizzare la densità dei flussi magnetici e minimizzare peso e inerzia. Il ritegno dei magneti con anelli in fibra di carbonio è invece utilizzato per riuscire a portare il regime massimo a 30000 giri/min. Lo statore a bobina di dente diminuisce il peso del rame delle testate, mentre l’avvolgimento con filo Litz ottimizza le perdite in alta frequenza. Il filo Litz, grazie alla presenza di più trefoli al posto di unico filo, riduce il cosiddetto ‘effetto pelle’ permettendo alla corrente di passare uniformemente in tutta la sezione dei cavi e minimizzandone le perdite. La resinatura delle parti attive dello statore migliora la rimozione del calore.

Un convertitore DC/DC si occupa di trasformare corrente continua con una certa tensione in corrente continua a tensione diversa. Questo innovativo componente permette di gestire contemporaneamente tre livelli di tensione all’interno di uno stesso oggetto: 800 V, 48 V e 12 V.

Il convertitore Ferrari, a partire dalla corrente erogata dalla batteria di alta tensione a 800 V, genera corrente continua a 48 V per l’alimentazione delle sospensioni attive e dell’e-turbo e corrente a 12 V per l’alimentazione delle centraline e di tutti gli elementi ausiliari della vettura. La sua innovativa tecnologia risonante permette di convertire la corrente richiesta senza alcuna latenza, comportandosi a tutti gli effetti come un accumulatore di energia con un’efficienza di conversione superiore al 98%. Questo componente ha permesso di non installare una batteria a 48 V, con conseguente risparmio di peso e semplificazione del layout.

L’assale, anch’esso sviluppato e prodotto interamente in Ferrari, comprende due motori elettrici, un inverter e un sistema di raffreddamento integrato. Tale componente permette di attivare il torque vectoring sull’asse anteriore. L’integrazione delle funzioni e il nuovo layout meccanico hanno fruttato un risparmio di circa 14 kg rispetto alle precedenti applicazioni: il componente pesa infatti soltanto 61,5 kg. Particolare cura è stata posta all’ottimizzazione dell’efficienza meccanica: l’olio a bassa viscosità (Shell E6+) e l’adozione di un sistema di lubrificazione attiva a carter secco con serbatoio olio ricavato nell’assale hanno ridotto del 20% le perdite di potenza meccaniche. L’adozione di ingranaggi ad alto ricoprimento (HCR) hanno contribuito alla riduzione di 10 db delle emissioni acustiche.

Il componente che si occupa di convertire la corrente continua proveniente dalla batteria di alta tensione in corrente alternata utile per la movimentazione del motore elettrico è l’inverter. Quello dell’assale anteriore opera anche nel verso opposto, convertendo la corrente alternata derivante dalla frenata rigenerativa sull’assale in corrente continua da immettere nella batteria per ricaricarla. L’inverter, dedicato alla conversione di potenza e al controllo dei due motori elettrici anteriori, è in grado di generare una potenza totale dell’assale pari a 210 kW; sulla F80 è integrato nel componente stesso e pesa soltanto 9 kg, generando così una riduzione di massa rispetto alla SF90 Stradale.

È presente poi un altro inverter per il motore elettrico al posteriore (MGU-K) che svolge tre funzioni: avviamento del motore a combustione interna, recupero di energia per la ricarica della batteria di alta tensione, incremento di coppia in determinate condizioni dinamiche. Genera una potenza massima di 70 kW in fase rigenerativa e di 60 kW come supporto al motore a combustione interna. Entrambi gli inverter integrano il sistema Ferrari Power Pack (FPP), modulo di potenza che comprende gli elementi necessari alla conversione della potenza nel minor spazio possibile. È composto da sei moduli in carburo di silicio (SiC), schede di pilotaggio (gate driver) e un sistema di raffreddamento dedicato.
La batteria ad alta tensione, parte del sistema di accumulo dell’energia, è progettata per raggiungere altissimi livelli di potenza specifica. Il suo design innovativo si basa su tre principi: la scelta di celle al litio con chimica derivante dal mondo Formula 1, l’estensivo utilizzo della fibra di carbonio per la costruzione dell’alloggiamento monoscocca e una metodologia brevettata di progettazione e assemblaggio (cell-to-pack) che ne minimizza peso e volume. Situata in posizione ribassata nel vano motore posteriore, favorisce la dinamica del veicolo abbassando il baricentro della F80. Le connessioni elettriche e idrauliche sono integrate sul componente per accorciare cavi e tubi, mentre la sua configurazione prevede l’utilizzo di 204 celle connesse in serie e suddivise equamente in 3 moduli, per un’energia totale pari a 2,3 kWh e una potenza massima di 242 kW.

Infine, con l’obiettivo di ottimizzare l’integrazione della componentistica elettrica ed elettronica interna, è stato sviluppato un apparato sensoristico senza fili CSC (Cell Sensing Circuit), al fine di monitorare la tensione delle celle tramite contatti a molla e misurarne la temperatura con sensori a infrarossi.

AERODINAMICA

Le prestazioni aerodinamiche della F80 si spingono a livelli mai raggiunti prima da una Ferrari stradale, come dimostrano i 1050 kg di carico verticale prodotti a 250 km/h. Il raggiungimento di questo straordinario obbiettivo è stato possibile grazie a una perfetta simbiosi tra tutti gli enti dedicati all’impostazione dell’architettura della vettura; per ciascuno dei quali la ricerca del compromesso perfetto tra carico aerodinamico e velocità massima è stata la base sulla quale varare scelte progettuali estreme, da vera supercar.

L’avantreno della F80, che sviluppa 460 kg del carico totale a 250 km/h, prende ispirazione dai concetti aerodinamici impiegati sulle vetture impegnate in Formula 1 e nel World Endurance Championship (WEC) reinterpretandoli in chiave innovativa e facendone il cardine del progetto. Da un lato la posizione di guida racing ha reso possibile la realizzazione di un telaio a chiglia alta, dall’altro il cooling layout ha permesso di liberare l’intera porzione centrale della vettura massimizzando lo spazio a disposizione.

Nel volume centrale, incastonato tra i puntoni e in evidenza rispetto agli elementi circostanti grazie alla verniciatura in tinta carrozzeria, si trova il generoso main plane dell’ala anteriore. All’interno dell’S-Duct due flap seguono il profilo principale completando una configurazione alare a triplo elemento con curvature e slot di soffiaggio di chiara ispirazione 499P. Il funzionamento aerodinamico dell’anteriore si basa sulla stretta sinergia del triplano con l’S-Duct e la chiglia alta che riducono al minimo il bloccaggio verso l’ala esaltandone la prestazione.

In questo modo, il flusso d’aria in arrivo dal fondo e dal paraurti subisce una violenta espansione verticale e viene deviato all’interno del condotto verso il cofano creando un potente upwash, che si traduce in un forte nucleo di aspirazione sotto il fondo. Il picco di carico aerodinamico così generato si attesta a 150 kg dei 460 kg agenti sull’anteriore ed è molto sensibile alle variazioni di altezza da terra: le sospensioni attive garantiscono quindi il bilanciamento aerodinamico della vettura, controllando in tempo reale l’assetto e regolando la distanza tra sottoscocca e strada in ogni situazione di guida.

Il volume liberato sotto i piedi del driver ha permesso inoltre di sviluppare tre coppie di bargeboard. Questi dispositivi generano una forte vorticità concentrata introducendo nel campo di moto una componente di velocità in direzione outwash che, oltre a migliorare il livello di aspirazione sul fondo, riduce il bloccaggio e aumenta la prestazione del triplano anteriore. Grazie ai bargeboard, inoltre, l’effetto nocivo della scia della ruota anteriore viene contrastato confinandola fuori dal fondo e prevenendo la contaminazione del flusso d’aria che alimenta il posteriore.

La prestazione aerodinamica del retrotreno, che genera i restanti 590 kg di carico a 250 km/h, è determinata dal funzionamento combinato del sistema ala posteriore-diffusore. La sua efficienza è fortemente dipendente dalla quantità di carico che riesce ad esprimere il fondo, dal momento che esso incide poco sulla resistenza.

Per estremizzare le prestazioni del diffusore della F80 ne è stato massimizzato il volume di espansione grazie alla rotazione di 1,3° sull’asse ‘Z’ dell’assieme motore-cambio e alla forma di telaio e sospensioni posteriori. L’inizio della curvatura è stato anticipato, realizzando un estrattore dalla lunghezza record di 1800 mm che genera una vasta zona a bassa pressione sotto la vettura, la quale a sua volta richiama un’ingente portata d’aria nel sottoscocca.

Per realizzare un effetto di sigillatura aerodinamica del fondo è stata sfruttata la geometria del telaio a brancardi curvi e stretti, realizzando un condotto per catturare il flusso che scorre aderente alla fiancata e ricavando un soffiaggio all’interno del vano ruota posteriore, sotto la leva inferiore della sospensione. La sua interazione con la deriva esterna del diffusore permette di interferire con i vortici generati nella zona di contatto tra ruota e fondo stradale, evitandone l’ingresso anticipato all’interno del diffusore. Grazie a questa sinergia il carico verticale generato dal solo diffusore è pari a 285 kg, ovvero più del 50% del totale sul posteriore.

L’ala attiva è l’elemento più caratterizzante della F80, che completa il concept aerodinamico della vettura. È dotata di una regolazione che ne permette sia il sollevamento, sia la regolazione dinamica e continua dell’incidenza con cui è possibile modulare carico verticale e resistenza. In configurazione High Downforce (HD), utilizzata in frenata, ingresso e in percorrenza curva, l’ala forma un angolo di 11° rispetto alla direzione del flusso, generando un carico verticale di oltre 180 kg a 250 km/h.

All’estremo opposto dell’inviluppo di rotazione l’ala è in configurazione Low Drag (LD), riconoscibile dalla posizione cabrata con bordo d’attacco rivolto verso l’alto. In questa configurazione la resistenza all’avanzamento è molto inferiore, grazie alla riduzione dell’effetto deportante e all’effetto di trazione generato dal nucleo di bassa pressione residuo agente sulla superficie inferiore dell’ala stessa.

L’ala posteriore rappresenta il tassello principale del sistema di aerodinamica adattiva che consente alla F80 di adattarsi a ogni condizione dinamica, misurata ed elaborata in tempo reale dai sistemi di controllo del veicolo. In base alla richiesta del pilota in termini di accelerazione, velocità e angolo di sterzo si identifica il miglior compromesso tra carico, bilanciamento e resistenza e si comanda a sospensioni attive e sistemi di aerodinamica attiva l’assetto ottimale, ovvero l’angolo di incidenza dell’ala posteriore e lo stato di attivazione del flap mobile denominato Active Reverse Gurney installato sotto il triplano anteriore.

Anche all’avantreno, infatti, il livello di carico e resistenza varia in base a due diverse configurazioni del dispositivo: in posizione chiusa la downforce generata è massima, mentre in posizione aperta è ortogonale al flusso e determina, in modo simile ai DRS delle vetture di Formula 1, lo stallo del fondo vettura privilegiando la riduzione della resistenza all’avanzamento per raggiungere la massima velocità.

TERMICA
La definizione del cooling layout ha richiesto uno studio approfondito che coniugasse i requisiti termici del motore – il quale in uso prestazionale smaltisce oltre 200 kW – e del nuovo sistema ibrido alle necessità aerodinamiche. Si è quindi puntato a minimizzare gli impatti sul packaging per validare una configurazione funzionale ai fondamentali aerodinamici e che rappresentasse la sintesi perfetta tra le esigenze aerodinamiche e termiche della F80.

Le masse radianti sono state quindi disposte in modo tale da massimizzare la portata d’aria fredda e minimizzare le interferenze con quella calda, garantendo la miglior efficienza di scambio termico. Per migliorare il bilanciamento termico complessivo si è inoltre ricorso a soluzioni innovative quali il film trasparente annegato nel cristallo del parabrezza che, sfruttando il circuito elettrico a 48 V, effettua in autonomia lo sbrinamento del vetro riducendo la richiesta di potenza verso il gruppo HVAC. In aggiunta, il circuito del climatizzatore è gestito da valvole elettroattuate che modulano la portata di liquido refrigerante a seconda della richiesta del circuito HVB, migliorando la gestione dell’energia.

All’anteriore sono stati installati due condensatori che servono il circuito di climatizzatore, batteria e sospensioni attive e tre radiatori di alta temperatura per il raffreddamento del V6. Due sono in posizione laterale ed esterna rispetto al puntone per sfruttare lo spazio tra il fondo e il proiettore, mentre il terzo è collocato orizzontalmente e al centro e lavora con l’upwash generato dal triplano che garantisce la portata d’aria corretta.

L’evacuazione del calore è stata ottimizzata per non interferire con l’aerodinamica anteriore e i flussi di raffreddamento destinati al posteriore. L’apertura principale dei radiatori laterali si affaccia sul vano ruota, che offrendo un ridotto bloccaggio assicura alle masse radianti un’alta permeabilità. Un’altra apertura che migliora il contenimento laterale della scia è integrata nella sponda laterale del parafango anteriore, oltre a dirigere l’aria calda all’esterno della ruota. Il radiatore centrale sfoga il calore tra paraurti e cofano anteriore senza interferire con il flusso in uscita dall’S-Duct.

La fiancata della F80 integra diverse funzioni in un’unica forma stilistica disegnata dal volume della parte superiore della porta che si abbassa gradualmente, definendo un convogliatore integrato nella carrozzeria. A causa della sua forma, il flusso che lambisce il parafango è protetto dalla contaminazione termica della scia calda della ruota anteriore e guidato lungo la superficie della porta verso l’ingresso realizzato all’inizio della fiancata. La presa d’aria è sormontata da due alette contrapposte che reinterpretano la tipica forma delle prese aeronautiche ‘NACA’: si sfrutta così la vorticità per catturare nel convogliatore parte del flusso che fluisce nella regione soprastante. All’interno la portata d’aria è divisa tra quella che alimenta il propulsore, che beneficia di 5 cv extra di sovralimentazione dinamica, l’intercooler per il raffreddamento dell’aria motore e il raffreddamento dei freni posteriori.

Anche sotto questo aspetto si è spinto per l’adozione di soluzioni innovative che permettessero al sistema frenante, progettato attorno ai nuovi dischi CCM-R Plus, di lavorare nel miglior regime termico. Il condotto anteriore sfrutta le camere interne del puntone del telaio per canalizzare il flusso freddo a elevata energia dal paraurti e direzionarlo verso disco, pastiglie e pinza, gli elementi più sensibili dell’impianto. Tale soluzione, brevettata dalla Casa di Maranello, sfrutta per la prima volta un vincolo del packaging per raggiungere un’elevata efficienza di raffreddamento, grazie all’incremento del 20% della portata rispetto alla LaFerrari, senza però penalizzare l’aerodinamica anteriore.

DINAMICA VEICOLO

La F80 è dotata delle tecnologie più avanzate in merito alla gestione del controllo dinamico della vettura in ogni condizione, su strada e su pista. Uno dei fiori all’occhiello è certamente il sistema di sospensioni attive Ferrari, ridisegnato da zero rispetto a quello visto su Ferrari Purosangue per adattarlo all’anima supersportiva di questa vettura.

Il sistema comprende quattro corner completamente indipendenti e attuati da altrettanti motori elettrici a 48V, sospensioni con configurazione a doppio quadrilatero, ammortizzatori attivi in-board e leve create con stampa 3D e tecnologia additive manufacturing, utilizzata per la prima volta su una Ferrari stradale. I vantaggi di questo sistema riguardano l’ottimizzazione del layout, l’inquadramento più elevato dei corner, la riduzione delle masse non sospese, l’assenza della barra antirollio e un recupero dell’angolo di campanatura dedicato.

Il sistema soddisfa due requisiti apparentemente inconciliabili quali la necessità di un’elevata rigidezza in pista, laddove è necessario ridurre il più possibile la variabilità dell’altezza da terra, e al contempo di un’ottima capacità di assorbire le asperità del fondo stradale durante la guida su strada. In questo modo, la vettura gode di una eccellente guidabilità su strada, essendo parimenti in grado di gestire al meglio il carico aerodinamico in qualsiasi condizione di utilizzo.

A velocità ridotte il sistema ottimizza il bilancio meccanico e l’abbassamento del baricentro vettura, mentre all’aumentare dell’andatura il controllo delle altezze favorisce l’ottimizzazione del bilancio aerodinamico seguendo le fasi di percorrenza della curva in sinergia con l’aerodinamica attiva. In condizioni di frenata prestazionale, per esempio in ingresso curva, il controllo dell’altezza da terra permette di evitare l’instabilità data dal bilanciamento che solitamente si sposterebbe verso l’anteriore, riducendo la variazione di altezza. In percorrenza curva il sistema permette invece di guadagnare carico mantenendo intatto il bilanciamento ottimale. In uscita curva, infine, consente di opporsi alla migrazione del bilancio verso il posteriore, mantenendo sempre la condizione migliore per ottenere più trazione alle quattro ruote e stabilità.

Un’altra grande evoluzione apportata alla F80 è il nuovo sistema SSC (Side Slip Control) nella sua versione 9.0 che beneficia dello stimatore integrato FIVE (Ferrari Integrated Vehicle Estimator). Il nuovo stimatore si basa sul concetto di digital twin, modello matematico che replica in virtuale il comportamento della vettura utilizzando le misurazioni provenienti dai sensori presenti su di essa.

Il nuovo sistema consente non solo di stimare l’angolo di assetto in tempo reale come il precedente, ma anche la velocità del centro di massa della vettura con una precisione rispettivamente inferiore a 1° e 1 km/h. Di tale nuovo stimatore beneficiano tutte le tecnologie di controllo dinamico, per esempio il controllo di trazione.

L’architettura ibrida della F80, dotata di eManettino come tutte le Ferrari ibride plug-in, si sviluppa in tre diverse configurazioni di guida: ‘Hybrid’, ‘Performance’ e ‘Qualify’. Non è presente la modalità eDrive, già vista su SF90 Stradale e 296 GTB, in quanto la F80 non consente la marcia in modalità full-electric, non coerente con la sua destinazione d’uso.

La posizione ‘Hybrid’ è quella standard all’accensione della vettura e rende disponibili le funzioni volte a renderla più efficiente e fruibile in ogni condizione. Tale posizione è finalizzata al recupero o mantenimento di energia per prolungare la capacità del motore MGU-K di generare boost all’occorrenza. La posizione ‘Performance’ ha invece l’obiettivo di garantire la continuità delle prestazioni durante un lungo stint di guida in pista, mantenendo lo stato di carica sempre intorno al 70% e ottimizzando i flussi di energia alla batteria. La posizione più estrema, denominata ‘Qualify’, punta a scaricare a terra la massima prestazione e fornire al pilota tutta la potenza di cui la F80 dispone, grazie alla cesellatura elettronica delle curve di coppia che, in caso di cambiata al limitatore, permette di sfruttare le curve congiunte migliori tra motore elettrico e motore a combustione.

Nelle posizioni ‘Performance’ e ‘Qualify’ dell’eManettino è inoltre possibile attivare una nuovissima funzione, prima assoluta per Ferrari e per l’intero settore automotive: si tratta della tecnologia denominata Boost Optimization, che consente di identificare il tracciato o circuito sul quale si sta guidando e, di conseguenza, fornire potenza extra nelle zone della pista in cui vi è più necessità. Il pilota, dopo aver selezionato tale funzione, inizierà un giro di formazione nel quale il sistema riconoscerà curve e rettilinei del tracciato e ottimizzerà l’erogazione di potenza in base ai dati raccolti. Al termine del giro, la vettura sarà pronta a fornire automaticamente la potenza aggiuntiva necessaria, senza necessità di interventi da parte del pilota. Il Boost Optimization è diverso a seconda che venga utilizzato nella posizione ‘Performance’ – in tal caso, manterrà la sostenibilità della prestazione il più a lungo possibile – o ‘Qualify’, dove invece massimizzerà le zone di boost anche a costo di una riduzione della carica della batteria ad alto voltaggio.

L’impianto frenante della F80 introduce una grande innovazione, vale a dire l’adozione della tecnologia CCM-R Plus, sviluppata in collaborazione con Brembo. L’utilizzo di materiali e tecnologie derivati direttamente dall’esperienza di Ferrari nel mondo delle corse ha generato un prodotto contraddistinto da una netta superiorità rispetto agli altri impianti carboceramici stradali.

È infatti composto da fibre lunghe di carbonio per migliorarne notevolmente resistenza (+100%) e conducibilità termica (+300%) rispetto alla precedente soluzione. Le superfici frenanti sono rivestite da uno strato di carburo di silicio (SiC) che garantisce una incredibile resistenza all’usura e un ridotto tempo di rodaggio; l’abbinamento con pastiglie freni dalla mescola specifica garantisce una stabilità assoluta del coefficiente di attrito anche nelle condizioni più estreme di guida continuata su circuito. I canali di ventilazione del disco, disposti su due file, assicurano un raffreddamento superiore grazie alla maggiore area di scambio termico e alla geometria ottimizzata derivata dall’esperienza in Formula 1 e dalle evolute metodologie di calcolo fluidodinamico (CFD).

Per la F80 sono state specificamente co-sviluppate insieme a Michelin due coperture in taglia 285/30 R20 e 345/30 R21 con tecnologia Pilot Sport Cup2 e Pilot Sport Cup2R. La Pilot Sport Cup2 permette di massimizzare emozioni di guida e fruibilità della vettura tramite una progettazione dedicata di carcassa e battistrada, mentre lo pneumatico Pilot Sport Cup2R ha permesso di raggiungere livelli prestazionali in circuito mai sperimentati prima su vetture stradali Ferrari, sia dal punto di vista del grip massimo sia della costanza nel tempo, grazie all’utilizzo di mescole specifiche derivate da applicazioni motorsport.

A riprova, infine, dell’obiettivo di massimizzarne l’utilizzabilità anche fuori dal contesto più prestazionale, la F80 è dotata di serie di tutti i principali sistemi ADAS di assistenza alla guida: Adaptive Cruise Control con funzione Stop&Go; Automatic Emergency Brake; Lane Departure Warning; Lane Keeping Assist; Automatic High Beam; Traffic Sign Recognition; e Driver Drowsiness and Attention Warning.

TELAIO E SCOCCA

TELAIO
L’insieme della cellula e degli altri elementi del telaio della F80 è stato progettato seguendo un approccio multimateriale, utilizzando cioè il materiale più adatto per ciascuna area. Cellula e tetto sono in fibra di carbonio e materiali compositi, mentre i sottotelai anteriore e posteriore sono in alluminio e sono fissati alla cellula con viti in titanio. Al posteriore è presente, inoltre, un sottotelaio in alluminio dedicato all’installazione della batteria e avvitato a quello posteriore.

I sottotelai sono composti da profilati estrusi a sezione chiusa, connessi tra loro mediante fusioni. La cellula è composta da brancardi cavi in fibra di carbonio, che costituiscono le principali linee di carico. Il tetto è composto da fibra di carbonio ed è prodotto in un’unica sessione in autoclave. Per entrambe le aree sono state utilizzate tecniche innovative: il doppio sistema a sacco tubolare permette infatti la produzione in una singola sessione, approccio derivato dalla Formula 1. Vasca e tetto utilizzano i setti interni in fibra di carbonio e Rohacell/Nomex come strutture portanti.

Come su LaFerrari, gli assorbitori laterali sono integrati nel brancardo. Il layout asimmetrico della cabina ha consentito di ottimizzare in modo separato ciascun lato della cellula: il lato pilota ha un sedile regolabile, che fornisce un ampio intervallo di posizioni per migliorare comfort di guida e sicurezza in caso di impatto laterale. Ciò ha comportato la presenza di un maggior numero di setti strutturali nel pavimento e assorbitori più lunghi rispetto al lato passeggero, che ha il sedile fisso e permette un risparmio di peso garantendo comunque il massimo livello di sicurezza per entrambi gli occupanti.

I puntoni anteriori hanno anche la funzione termica di canali di raffreddamento per l’impianto frenante. Ferrari ha co-sviluppato una tecnologia di fusione che consente di ridurre lo spessore minimo delle pareti delle fusioni dal precedente limite a 2,0 mm (-23% rispetto alle precedenti applicazioni). Tutto questo ha portato a una riduzione del 5% di peso e a un aumento della rigidezza torsionale e flessionale del 50% rispetto alla LaFerrari, oltre a un miglioramento delle caratteristiche NVH per vivere un’esperienza di guida quanto più confortevole possibile.

SCOCCA
La scocca della F80 è totalmente nuova ed è realizzata in fibra di carbonio tramite la tecnologia, proveniente da motorsport e Formula 1, dell’autoclave con fibra di carbonio pre-impregnata. Il cofano anteriore è caratterizzato da un S-Duct, elemento fisso che integra i due parafanghi anteriori.

Le porte presentano un’apertura a farfalla, come sulla LaFerrari, e hanno una doppia cerniera ad asse di rotazione che permette un’apertura di quasi 90° sopra il corpo vettura. Per l’ossatura delle portiere, elemento strutturale che ha anche il compito di assorbire i carichi dinamici in caso di impatto laterale, è stata utilizzata una particolare fibra di carbonio ad alte prestazioni.

Il cofano posteriore, che riprende in vista laterale il tema stilistico delle porte, è caratterizzato da sei sfoghi per l’aria calda proveniente dal motore V6 e da una griglia, realizzata nello stesso materiale esterno del cofano, anch’essa con lo scopo di evacuazione dell’aria.

DESIGN

ESTERNI
La F80 si inserisce all’interno di una ricerca creativa che ha portato il team del Centro Stile Ferrari diretto da Flavio Manzoni a un cambio radicale di paradigma progettuale, stabilendo un ponte tra passato e futuro nel design Ferrari. Tale ricerca, basata sull’assimilazione di una serie di elementi di linguaggio e di DNA del Marchio, si è focalizzata sullo studio delle monoposto per approdare alla realizzazione di una vettura dall’estetica moderna e innovativa che, pur avendo la possibilità di ospitare un passeggero a bordo senza compromessi relativi al comfort, assume a tutti gli effetti i connotati di una single seater.

Il design della F80 nasce con questa logica a partire da input tecnologici che le conferiscono una caratterizzazione fortemente tecnica. Gli ambiziosi obiettivi di performance hanno reso necessario un approccio olistico al progetto; la forma della F80 si è andata perciò delineando fino a raggiungere la sua maturazione definitiva grazie a una costante sinergia tra il Centro Stile e i reparti di ingegneria, aerodinamica ed ergonomia. A partire dai primi studi e dalle ricerche formali più astratte, attraverso un processo di convergenza naturale si è raggiunto un equilibrio tra forme e volumi che ha permesso di esprimere il massimo delle prestazioni richieste per la vettura anche dal punto di vista estetico.

La F80 ha un fortissimo impatto avveniristico e un evidente richiamo all’industria aerospaziale. La sua architettura è caratterizzata da una sezione a diedro con due appoggi molto solidi in corrispondenza delle ruote. In vista laterale, l’appoggio posteriore si sviluppa in modo assai plastico, enfatizzando la muscolarità di tutto il parafango posteriore. Effetti più architettonici caratterizzano invece l’appoggio anteriore: una sorta di pannello in rilievo funge da prolungamento dell’arco ruota, un omaggio ai codici stilistici della F40.

Dai volumi così delineati emerge la cabina, una sorta di bolla dall’effetto sospeso e dalle proporzioni sorprendenti, frutto di un lavoro di architettura e di proporzioni certosino. Ben 50 mm più compatta rispetto a quella della LaFerrari, produce un effetto notevole sulla percezione dei volumi, allargando le spalle della vettura e rendendo il cockpit ancora più compatto.

Come per tutte le Ferrari di ultima generazione, il binomio tra la parte superiore in tinta carrozzeria e quella sottostante in fibra di carbonio verniciata permette di esaltare il design della vettura, rivelando le funzioni tecniche in seconda lettura. Sulla F80 si è cercato di evitare un effetto antropomorfo del frontale della vettura; i proiettori anteriori sono dissimulati all’interno di un visore, una sorta di schermo nero dalle funzioni sia aerodinamiche che ottiche che rende la F80 particolarmente originale.

Il posteriore, caratterizzato dal tema a coda tronca, prevede due configurazioni: una con l’ala mobile riposta e l’altra con l’ala sollevata. I gruppi ottici si trovano incastonati all’interno di un doppio livello, composto dallo specchio di poppa e dallo spoiler, con l’idea di creare un effetto a sandwich che attribuisce al posteriore un carattere molto sportivo in entrambe le configurazioni.

A spoiler sollevato la vettura esprime ancora più potenza e dinamismo, rivelando una seconda natura, per effetto del diverso bilanciamento dei volumi nelle due configurazioni. Le funzioni sono state risolte dal punto di vista del design in modo da creare una perfetta relazione tra performance e forma. Alcune di esse, legate alla termica e all’aerodinamica, sono state integrate in modo molto caratterizzante: per esempio, il canale che convoglia l’aria verso l’aspirazione motore e i radiatori laterali in stile ‘NACA’ è un elemento iconico, oltre che funzionale, e definisce uno dei temi di stile più originali della fiancata.

Altro elemento funzionale, ma dal forte valore simbolico, è rappresentato dagli sfoghi d’aria della dorsale: sei feritoie, pari al numero dei cilindri del motore termico, definiscono un’inaspettata relazione tra le linee precise e geometriche e le superfici plastiche della vettura.

INTERNI
Le proporzioni compatte della cabina sono state ottenute tramite lo sviluppo di un abitacolo ispirato a una monoposto, quasi fosse, dal punto di vista percettivo, una Formula 1 carenata. Attraverso un lungo processo che ha coinvolto designer, ingegneri, ergonomi ed esperti di Colour & Trim, si è ottenuta una soluzione inedita che ha reso il pilota protagonista assoluto di questo interno, trasformando la vettura in una “1+”.

Il cockpit, decisamente avvolgente, si sviluppa interamente attorno al pilota, convergendo verso i comandi e il quadro strumenti. Anche la plancetta comandi è orientata in maniera ergonomica verso il pilota, per cui si crea una sorta di effetto cocoon intorno al driver.

Il sedile passeggero, pur assolvendo a tutte le funzioni ergonomiche, è perfettamente integrato nelle finizioni dell’abitacolo tanto da sparire quasi a una vista d’insieme, grazie anche a una sapiente differenziazione di materiali e colori rispetto al sedile del pilota e al resto delle finizioni.

L’idea di realizzare uno sfalsamento longitudinale dei sedili dei due occupanti ha consentito un posizionamento più arretrato del passeggero rispetto a quello del pilota, con il vantaggio di ridurre lo spazio interno, senza penalizzare ergonomia e percezione di comfort degli occupanti. Tale accorgimento ha permesso di ridimensionare della cabina, riducendo la sezione frontale della vettura.

La F80, inoltre, è dotata di un nuovo volante appositamente sviluppato di circa 14 mm più stretto del precedente e dalla forma stondata in alto e in basso. Il volante vede la geometria della corona ridursi di 70 mm sull’asse verticale per aumentare la visibilità e la sensazione di sportività della guida. L’impugnatura è stata perfezionata per aumentare il grip delle mani sul volante, con o senza guanti. Fanno il loro ritorno, infine, i tasti fisici sulle razze destra e sinistra del volante, che sostituiscono l’architettura full-digital utilizzata da Ferrari negli ultimi anni per una maggiore facilità di utilizzo e riconoscibilità al tatto dei pulsanti, modifica quest’ultima che troverà posto anche nelle future auto stradali del Cavallino Rampante.

mercoledì 18 settembre 2024

Supercar Owners Circle conclude i festeggiamenti in grande stile

Photo credits: Supercar Owners Circle

Il club più esclusivo ha celebrato il suo decimo anniversario a Borgo Egnazia

Il decimo anniversario di Supercar Owners Circle (SOC), l’esclusiva community internazionale di collezionisti di supercar, hypercar e auto d’epoca, a Borgo Egnazia, ha superato ogni aspettativa, regalando ai fortunati partecipanti un'esperienza davvero unica. L'evento, svoltosi dal 12 al 15 settembre, ha trasformato il cuore della Puglia in un palcoscenico straordinario per alcune delle auto più esclusive al mondo, creando un mix irripetibile di lusso e velocità.

Dopo il grande successo dell'evento inaugurale tenutosi a giugno ad Andermatt, in Svizzera, collezionisti internazionali provenienti da oltre 15 Paesi diversi, tra cui Italia, Germania, Svizzera, Stati Uniti, Kuwait e Singapore, si sono riuniti per un’esperienza unica dimostrando ancora una volta come SOC sia un punto di riferimento assoluto per gli amanti delle auto unendo il meglio di un concorso d’eleganza insieme all’adrenalina di un rally.

"Con un parterre di più di 50 supercar e hypercar da sogno, le performance su strada sono state spettacolari. Due Pagani one-off, la Pagani Zonda 760 MY Roadster e una Pagani Huayra Epitome unica – che si è aggiudicata il titolo di best of show - sono stati guidate per la prima volta in assoluto all'evento SOC" ha dichiarato Florian Lemberger, CEO e presidente di Supercar Owners Circle.

Presenti anche una Mercedes-AMG One, l'iconica Ferrari SP3, diverse Koenigsegg, tra cui Jesko Absolut e Jesko Attack, e la Gordon Murray T.50, una tra le prime auto cliente progettata dal famoso designer Gordon Murray.

L’evento ha inoltre visto la partecipazione del celebre youtuber Shmee 150, che ha sfoggiato le sue Zenvo TSR-S e Mercedes AMG GT Black Series.

Vetture esclusive e one-off di straordinaria bellezza hanno percorso più di 500 km attraverso le strade della Puglia e della Basilicata, portando gli equipaggi in un viaggio indimenticabile attraverso ben due siti UNESCO, dai suggestivi trulli di Alberobello a un pranzo panoramico nella storica Matera, fino a toccare la pista dell'aeroporto di Grottaglie-Taranto per una vera esperienza di guida adrenalinica.

Lotus, il main partner automotive di quest’evento, ha lasciato tutti a bocca aperta con un'esclusiva presentazione di una serie limitata di sole 10 Lotus Emira "SOC 10 Year Anniversary Edition".

A rendere ancora più prestigioso il parterre sono stati altri Automotive Partners d'eccezione, come Pagani Automobili con il suo ultimo modello Pagani Utopia, Dallara Automotive, rappresentata dal suo CEO Andrea Pontremoli e Naran Automotive, con il prototipo della Naran Hypercar.

Non solo prestazioni mozzafiato: Alcantara è stato il official lifestyle partner dell'evento, offrendo un'esperienza tattile e visiva ineguagliabile, evidenziando ancora una volta l’importanza del lusso italiano. L'evento è stato inoltre supportato da Corte Vetusto Mezcal, Mirai Flights, Acqua di Parma e Marchesi Antinori S.p.A.. Un plauso anche a Labocosmetica e al suo team di Detailer professionisti per l'impeccabile cura ai dettagli delle vetture.

"Un sentito ringraziamento va alle autorità locali, ai comuni e a tutte le persone coinvolte. Grazie al loro supporto, siamo riusciti a creare un'esperienza indimenticabile per i nostri ospiti, celebrando insieme la passione per le supercar in un contesto unico e affascinante" con queste parole Paolo Balladore, COO di Supercar Owners Circle, ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile l'organizzazione e il successo di questo evento.

domenica 4 agosto 2024

Lamborghini presenta un'Opera Unica


Lamborghini presenta un’Opera Unica: una Revuelto creata dal reparto di personalizzazione Ad Personam in collaborazione con il Centro Stile Lamborghini, che rende omaggio al blu e ai paesaggi marini caratteristici della Sardegna. La Lamborghini Opera Revuelto è stata presentata in occasione di una cena esclusiva nel lussuoso hotel Cala di Volpe, nel cuore di una delle destinazioni turistiche più famose e spettacolare in Italia. Oltre ai tempi di produzione standard di una Lamborghini Revuelto, gli effetti di vernice esterna hanno richiesto altre 475 ore di lavoro artigianale. L’opera d’arte è stata realizzata trattando meticolosamente la carrozzeria dell’auto come se fosse una tela: dalla dissolvenza localizzata da due a tre toni, poi esaltata dalla pittura a pennello che ricorda le onde quando colpiscono la scogliera, alla tecnica di verniciatura utilizzata per personalizzare dettagli come la copertura del pulsante Start/Stop e la targa nominale. La finitura a ricamo degli interni ha richiesto 85 ore di lavoro solo per produrre il nuovo strumento necessario per l’effetto di cucitura ad acqua dedicato a questa Opera Unica.

La Revuelto, unica nel suo genere, utilizza le tecniche di verniciatura sviluppate appositamente da Lamborghini Ad Personam, mettendo in evidenza gli angoli e le linee intriganti della vettura come un’architettura moderna. Tre distinte tonalità di blu sono combinate grazie alla maestria di Lamborghini nell’utilizzo di pennello e spatola per creare effetti speciali, riservati a questa Opera Unica. Ispirate ai mari cristallini della Sardegna, alle bolle d’acqua, alle onde e al blu profondo delle grotte acquatiche, le tonalità di blu più scure e più chiare sono utilizzate sulle varie superfici della Revuelto, per accentuarne il design e le linee avanguardistiche. Il Blu Tawaret è il colore di base sui pannelli anteriori dell’auto e sul tetto, in contrasto con il Blu Cepheus più chiaro utilizzato per creare un effetto di dissolvenza e sui pannelli posteriori. Il Blu Okeanos è abbinato come terzo blu per creare un effetto di dissolvenza ancora più profondo sul cofano e intorno allo splitter anteriore, messo in risalto dalla vernice Nero Bocca, dallo splitter e dai brancardi in carbonio lucido e dal nero lucido dei cerchi Altanero con freni carboceramici neri. L’effetto “sfumato” della vernice a pennello e a spatola porta le onde dei tre blu attraverso il posteriore, dal frontale ai lati e alla parte posteriore, evocando i blu turchesi scintillanti che si trovano nella luce rifratta del mare sulla sabbia e sulle pietre.

La Selleria, è caratterizzata dal Blu Delphinus come colore principale dei rivestimenti, messo in risalto dal Blu Amon più chiaro sugli schienali dei sedili, sulle portiere e sulle rifiniture della console centrale, con cuciture e profili bianchi Bianco Leda a contrasto. I sedili, i pannelli delle porte, il tunnel e la linea del tetto introducono una novità nell’applicazione del ricamo Revuelto: grazie a uno strumento appositamente sviluppato, le cuciture a tre toni in Blu Amon, Blu Chepeus e Bianco Leda, che richiamano le tonalità scintillanti delle acque sarde. Questo effetto è ripreso dalla placca Opera Unica in carbonio Blu Mira sulla parete posteriore dell’abitacolo e dalla copertura del pulsante Start/Stop sulla console centrale.

Revuelto è la prima supersportiva V12 ibrida plug-in HPEV (High Performance Electrified Vehicle). La vettura, definisce un nuovo paradigma in termini di prestazioni, sportività e piacere di guida grazie alla sua nuova architettura senza precedenti, al design innovativo, all’aerodinamica di massima efficienza e al nuovo concetto di telaio in carbonio. La potenza di 1015 CV viene erogata dalla combinazione di un motore a combustione completamente nuovo e di tre motori elettrici, insieme a un cambio a doppia frizione che ha fatto il suo debutto per la prima volta su una Lamborghini a 12 cilindri. La supersportiva combina questi attributi per offrire prestazioni ai vertici del segmento: accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 2,5 secondi e velocità massima di oltre 350 km/h. Questi numeri si combinano con il suo eccezionale dinamismo grazie all’introduzione del torque vectoring elettrico e alla trazione integrale disponibile anche in modalità di guida completamente elettrica, garantendo che la supersportiva Revuelto esprima le sue qualità amplificate sia in pista che nella guida quotidiana.

domenica 7 luglio 2024

Pagani Automobili svela la nuova Huayra Epitome


Pagani Automobili è lieta di presentare la nuova Huayra Epitome, opera unica proveniente dalla divisione Grandi Complicazioni. È una straordinaria dimostrazione dell’impegno di Pagani nel portare le Hypercar a nuovi livelli di prestigio, innovazione e personalizzazione. Questa one-off rappresenta il massimo della tecnologia Pagani attualmente disponibile per le vetture stradali, in un’automobile su misura fino al più piccolo dettaglio.

La Huayra che sintetizza la più alta tecnologia Pagani.

Il cuore pulsante della nuova Huayra Epitome è il motore Pagani V12, capace di erogare 864 CV (635 kW) a 6.000 giri/min a 18 °C, con una coppia di 1.100 Nm. Costruito da AMG secondo le specifiche Pagani, questo propulsore sovralimentato da 5.980 cc a 60° presenta un sistema di distribuzione che prolunga il limitatore a 6.700 giri/min, offrendo una performance avvincente e dinamica. Ad oggi, la Epitome è la prima e unica Huayra dotata di cambio manuale, per una guida all’insegna della purezza meccanica. Grazie a un differenziale controllato elettronicamente e a un albero di trasmissione a tre bracci in stile racing, il cambio trasversale manuale a sette marce Pagani by Xtrac consente di trasferire tutta la potenza e l’eccezionale reattività del motore sulla strada. Il gruppo volano-frizione è composto da una frizione tridisco a diametro maggiorato per una migliore trasmissione di coppia, con un differenziale a gestione elettronica e un sistema di giunti tripoide di derivazione racing che garantiscono una maggiore reattività del motore. La ricerca tecnologica si è anche concentrata sulle sospensioni, con una geometria che riduce l’effetto di affondamento in accelerazione, l’effetto di beccheggio in frenata e il rollio in curva. Questo permette al pilota di affrontare le curve frenando all’ultimo istante, migliorando il controllo e la sicurezza del veicolo. Pagani Automobili desidera dare maggior risalto possibile al comfort di guida, considerandolo uno degli obiettivi più importanti nello studio e nell’evoluzione di tutte le vetture, anche quelle da pista. Grazie al nuovo sistema di sospensioni attive della Huayra Epitome, nell’abitacolo è presente un pulsante ‘super soft’ posizionato sul tunnel centrale che può essere attivato quando si guida su strade sconnesse per un comfort extra. Superati i 150 km/h, la regolazione degli ammortizzatori torna alla sua condizione normale, a seconda della modalità di guida selezionata.

Il sistema di scarico alleggerito in titanio a sei vie crea una sinfonia sonora che accompagna ogni accelerazione, ancora più coinvolgente con la pressione del pulsante quattro scarichi posizionato sul tunnel centrale. Le due uscite dirette aggiuntive con forma a sezione tonda sono state studiate per sfruttare il principio del diffusore soffiato e generare ulteriore deportanza. I cerchi monolitici in lega di alluminio forgiato della Huayra Epitome rappresentano il massimo della conoscenza tecnica di Pagani per raggiungere prestazioni e sicurezza ottimali. Realizzati con design esclusivo, ispirato a quello dell’Imola Coupé della collezione privata dello stesso cliente, presentano sette razze all’anteriore e nove razze al posteriore, con una dimensione anteriore più grande rispetto alla Huayra Coupé, mantenendo lo stile iconico della Roadster ma con un obiettivo di leggerezza per l’uso in pista. Abbinati agli pneumatici Pirelli P Zero™ Trofeo R, assicurano un’aderenza straordinaria, completando il pacchetto di prestazioni di questa vettura unica.

Linee pure ed eleganti, ma fende l’aria come lama affilata.

Un design pulito ed elegante caratterizza la Huayra Epitome, distinguendosi con elementi realizzati su misura per soddisfare le richieste di sartorialità che caratterizzano i progetti Grandi Complicazioni. Le forme inedite del paraurti anteriore e posteriore, il cofano anteriore con gruppi ottici esclusivi ed un nuovo sistema di estrazione d’aria del passaruota, il cofano posteriore con convogliatori laterali maggiorati e alettone integrato sono solo alcune delle caratteristiche che rendono questa one-off un pezzo di design e ingegneria senza tempo. Il frontale presenta un nuovo paraurti con splitter integrato, progettato su richiesta del cliente, per aumentare la deportanza e bilanciare la vettura in qualsiasi condizione di guida, accelerando il flusso d’aria verso i convogliatori del radiatore interno. La bocca più ampia consente una maggiore immissione d’aria verso i nuovi condotti interni, ottimizzando l’aerodinamica e migliorando l’efficienza dei radiatori anteriori. Anche i gruppi ottici sono esclusivi: la Huayra Epitome è l’unica one-off Pagani che presenta quattro gruppi ottici installati sul cofano anteriore e due elementi DRL installati sul paraurti, una scelta che garantisce l’esclusività della vettura favorendo l’essenzialità delle forme e migliorando al contempo l’efficacia luminosa. La parte posteriore è stata completamente ridisegnata seguendo le richieste del cliente, che desiderava un cofano con ala integrata, sintesi di Arte e Scienza: un design che non solo migliorasse le prestazioni, ma che elevasse anche l’estetica, mantenendo l’eleganza distintiva della Huayra. I supporti dell’ala si sviluppano organicamente dai muscoli laterali del cofano, creando un elemento scultoreo unico. Così, tutte le forme danno continuità alle linee della vettura, come scolpite dal vento. Il nuovo profilo aerodinamico dell’ala, progettato secondo gli studi della Huayra R, mira a bilanciare ottimamente la vettura in qualsiasi condizione di guida. Anche una nuova copertura aerodinamica per i fanali posteriori è stata progettata per ridurre la resistenza del flusso d’aria, estendendo lo strato limite laminare sul cofano e conferendo un aspetto aggressivo e unico al retro della vettura.

La divisione Grandi Complicazioni

Per natura, alcune invenzioni tecnologiche richiedono una progettazione così complessa che possono essere realizzate solo in limitatissime quantità. Anche un solo esemplare. Nel mondo dell’Alta Orologeria si chiamano Grandes Complications e Pagani Automobili ne omaggia l’ispirazione per la divisione dedicata ai progetti speciali: si tratta di vetture realizzate in serie ultra-limitata, che presentano tecnologie talmente complesse che solo pochi maestri artigiani sono in grado di portare a compimento. Questa divisione propone un’infinita possibilità di personalizzazioni, a partire dai concetti, alle forme, agli elementi, fino ad arrivare ai materiali, ai colori e alle finiture. Ogni dettaglio è progettato in totale sinergia con i clienti, così da soddisfare ogni desiderio e realizzare un’opera integralmente su misura.

domenica 17 dicembre 2023

Festeggiati i 25 anni di Pagani a Dubai

Si sono svolti i festeggiamenti del 25° anniversario di Pagani Automobili presso il prestigioso Bulgari Resort di Dubai, alla presenza di numerosi clienti e celebri esponenti della stampa locale e internazionale. L’appuntamento segna un ulteriore passo nel percorso celebrativo del 25° Anniversario di Pagani, che ha visto un susseguirsi di eventi internazionali dedicati a tutti coloro che hanno creduto nel progetto di Horacio Pagani fin dall’inizio: clienti, colleghi, collaboratori e appassionati. L’evento di Dubai, nello specifico, è dedicato ai clienti e ai partner delle aree di Medio Oriente e Africa. Horacio Pagani non ha solo sognato e costruito Hypercar tra le più amate al mondo, ma ha fatto dell’azienda un Atelier creativo in cui una comunità di persone si riconosce, condivide azioni e pensieri, affronta le grandi complicazioni della meccanica, maneggia la bellezza e si lascia guidare dall’ispirazione.

Il debutto della Utopia in MEA

Protagonista assoluta è la Utopia, vettura che apre il terzo atto della storia del marchio, al suo debutto nella regione del Medio Oriente e Africa. La nuova Hypercar è caratterizzata da un design semplice e senza tempo, che incarna un’idea automobilistica visionaria e in controtendenza. L’ispirazione è il più puro principio leonardesco di Arte e Scienza, che mira alla realizzazione di un oggetto che unisca la più raffinata piacevolezza estetica alla più sofisticata tecnologia. Prodotta in soli 99 esemplari, la prima serie di Utopia Coupé è già stata assegnata ad una ristretta cerchia di appassionati.

In esposizione anche la Zonda F Roadster e la Huayra Roadster

Presentata al Salone di Ginevra del 2006, la Zonda F Roadster condivide con la sorella coupé tutte le finiture e gli allestimenti, in modo da rappresentare una concreta alternativa per il potenziale acquirente. L’adozione dei nuovi tessuti triassiali in fibra di carbonio ha permesso di riprogettare il telaio e di mantenere lo stesso peso della coupé (1.230 kg). Il risultato finale è una vettura altamente aerodinamica che ha fatto registrare un tempo di 7’29 sulla pista del Nürburgring. Prodotta solo nella versione Clubsport, poiché questo allestimento si è dimostrato di gran lunga più gradito rispetto all’originale, grazie anche all’aumento della potenza del motore a 650 CV, la Roadster F presenta un impianto frenante Brembo, con dischi autoventilanti in carbo-ceramica da 38 cm di diametro, sia davanti che dietro, e i cerchi in lega di alluminio e magnesio, di disegno Pagani e realizzati dalla APP-Tech, da 19 pollici di altezza all’anteriore e da 20 pollici al posteriore. Va infine ricordato che la Roadster F ha riscosso un notevole successo commerciale, tanto che i telai disponibili per la produzione hanno presto raggiunto il tutto esaurito. Accanto alla Zonda F Roadster si trova la Huayra Roadster. Definita da Horacio Pagani come il suo «progetto più complicato», è una vettura quasi interamente a vista, con ogni parte meccanica visibile, orgogliosamente esposta. Presentata al Salone di Ginevra nel 2017, è la prima roadster di sempre a essere più leggera della versione coupé. Un obiettivo raggiunto attraverso la revisione completa di tutti i componenti e lo sviluppo di nuove formule di compositi avanzati, tra cui il Carbo-Triax HP52 combinato al carbo-titanio, che hanno permesso al team di ridurre il peso della vettura di 80 kg rispetto alla precedente coupé e di ottenere un incremento del 52% in termini di rigidezza. Per svilupparla sono stati necessari sei anni di duro lavoro, curando ogni minimo dettaglio. Il risultato finale è una vettura open-air prodotta in 100 esemplari secondo la più autentica filosofia Pagani.

domenica 2 luglio 2023

Ferrari presenta la SF90 XX Stradale


È stata presentata oggi la SF90 XX Stradale, nuova versione speciale basata sulla SF90 Stradale, insieme alla spider SF90 XX Spider dotata di tetto rigido retrattile (RHT). Le due vetture V8 PHEV verranno prodotte in edizione limitata rispettivamente a 799 e 599 esemplari e rappresentano la versione più innovativa ed estrema del concetto di “versione speciale”, cioè di quelle Ferrari volte a esasperare le prestazioni di alcuni modelli di gamma.

Negli ultimi vent’anni il concetto è stato perfezionato al punto che molte di queste Ferrari sono tra le più apprezzate della storia recente del Cavallino Rampante, basti pensare alla 488 Pista o alla 812 Competizione. Nello stesso arco di tempo, Ferrari ha sviluppato il ‘Programma XX’, volto a rendere un ristretto gruppo di clienti dei veri piloti che guidassero in pista al limite vetture non omologate all’uso stradale. Il progetto si è rivelato un grande successo per tutti i modelli sviluppati, l’ultimo dei quali è la FXX-K EVO.

Facendo tesoro di questa serie di fortunate esperienze, Ferrari ha deciso di realizzare una vettura omologata per l’uso stradale che rappresentasse l’apice di entrambi i programmi. La SF90 XX Stradale nasce dalla supercar di gamma, vale a dire la SF90 Stradale, e ne massimizza le emozioni di guida in pista e al limite. Le performance vengono esaltate grazie ai suoi 1030 cv (30 in più rispetto alla SF90 Stradale), alle logiche software specifiche e all’uso di soluzioni aerodinamiche di rottura, come l’ala posteriore fissa che fa il suo ritorno su una Ferrari stradale dai tempi della F50 e che le consente di raggiungere l’impareggiabile valore di 530 kg di carico aerodinamico a 250 km/h.

Dal medesimo concetto nasce anche la SF90 XX Spider, che unisce la massima adrenalina in pista alle gioie della guida a tetto aperto, tra le quali spicca quella di poter godere appieno dell’iconico sound del V8 Ferrari. Anche la SF90 XX Spider giova delle raffinate soluzioni aerodinamiche della SF90 XX Stradale, unite allo studio specifico dei flussi d’aria in abitacolo a tetto aperto per garantire un ottimo livello di comfort. Il tetto è l’acclamato Retractable Hard Top (RHT) Ferrari, con pannelli in alluminio e movimentazione possibile fino a 45 km/h, apribile o richiudibile in soli 14 secondi.

MOTOPROPULSORE

La SF90 XX Stradale eredita l’impostazione PHEV tipica di SF90 Stradale e SF90 Spider, in cui il motore V8 endotermico è integrato a tre motori elettrici, due indipendenti sull’assale anteriore e uno al posteriore tra motore e cambio. Tale configurazione permette alla vettura di raggiungere la potenza di 1030 cv (+30 cv rispetto alla SF90 Stradale), posizionandosi come nuovo riferimento in termini di prestazioni.

MOTORE ENDOTERMICO

Grazie ai suoi 797 cv, il motore V8 turbo in posizione centrale-posteriore della SF90 XX Stradale sposta ancora più in alto il limite prestazionale di quest’architettura. Il punto di partenza è il propulsore della SF90 Stradale, che in questa versione assume il codice F154FB e viene reso ancor più efficiente tramite la lucidatura dei condotti di aspirazione e scarico, nonché l’adozione di nuovi pistoni e lavorazioni specifiche eseguite sulla camera di combustione per aumentare il rapporto di compressione. La rimozione dell’impianto d’aria secondario ha poi permesso di ridurre il peso del motore di ben 3,5 kg rispetto all’applicazione precedente.

SOUND MOTORE

La riprogettazione del sound della SF90 XX Stradale ne esalta l’anima racing, elevandola alla sua massima espressione. Per potenziare l’intensità e celebrare la timbrica del V8 a tutti i regimi sono stati ottimizzati i condotti del sistema a tubo caldo, che trasmette in abitacolo le pulsazioni di combustione, esaltando le frequenze più elevate per offrire la massima evoluzione del V8 Ferrari.

Tramite l’uso di materiali innovativi è stato possibile migliorare la trasparenza acustica del sistema: il risultato è un’esplosione di ricchezza sonora dell’iconico V8 Ferrari. La linea di collegamento al polmone di aspirazione è stata avvicinata al parafiamma e, di conseguenza, all’abitacolo, affinché gli occupanti possano godere di armoniche più roche e graffianti che raccontano quanta aria viene aspirata dal motore in proporzione alla coppia richiesta. Sempre sul circuito di aspirazione, il risuonatore è stato avvicinato al motore, così da aumentarne armonia e intensità.

Lavorando su entrambi i rami del sistema a tubo caldo si è ottenuto un netto miglioramento della qualità sonora, che dà il meglio di sé ai medi regimi. Man mano che ci si avvicina al limitatore, laddove la vettura esprime il suo massimo potenziale, le modifiche all’impianto hanno permesso un ulteriore incremento di qualità e intensità crescenti e lineari.

MOTORI ELETTRICI

Al pari della SF90 Stradale, anche la SF90 XX Stradale è dotata di tre motori elettrici, uno posto tra il motore endotermico e il cambio e due sull’assale anteriore, che in questo caso esprimono un massimo di 233 cv (171 kW) grazie alla logica brevettata di dinamica del veicolo di ‘extra boost’, novità assoluta per le vetture stradali del Cavallino Rampante. Una batteria con tecnologia ad alte prestazioni a ioni di litio alimenta i tre motori e garantisce un’autonomia di 25 km in modalità full-electric. A motore termico spento, i motori anteriori permettono alla vettura di raggiungere una velocità massima di 135 km/h.

La logica di controllo gestisce in maniera ottimale i flussi di potenza privilegiando di volta in volta efficienza o prestazioni. Agendo su un apposito selettore al volante denominato ‘eManettino’ è possibile selezionare quattro modalità di gestione della power unit: in modalità ‘eDrive’ il motore termico resta spento e la trazione è affidata al solo assale anteriore elettrico; in ‘Hybrid’ la logica di controllo privilegia l’utilizzo dell’energia presente nella batteria e gestisce in autonomia le transizioni, massimizzando così l’autonomia in marcia elettrica; in ‘Performance’ il motore endotermico è sempre acceso e privilegia la ripetibilità della prestazione rispetto al raggiungimento del suo picco; in ‘Qualifying’ si raggiunge la massima potenza del sistema grazie a una logica di controllo che favorisce l’ottenimento delle prestazioni, anche tramite la nuovissima funzionalità di ‘extra boost’.

CAMBIO

Il cambio a doppia frizione e otto rapporti introdotto per la prima volta nella gamma Ferrari sulla SF90 Stradale viene riconfermato su SF90 XX Stradale e SF90 XX Spider. Cambiano invece notevolmente le logiche di cambiata: le vetture utilizzano infatti quelle, brevettate, introdotte sulla Ferrari Daytona SP3 per ottenere profili di accelerazione dinamica più coinvolgenti. Inoltre, la nuova logica migliora il sound in cambiata, introducendo un suono in rilascio dallo scarico tipico della guida prestazionale ai regimi medio/alti.

A tale scopo, si è studiata una nuova e specifica calibrazione del motore, che lavora in sinergia con la logica di controllo del cambio: rispetto alla SF90 Stradale è stata rivista la sequenza delle attuazioni e il ciclo di pressione in camera di combustione è stato ottimizzato in modo da massimizzare l’intensità del sound in cambiata proprio quando avviene il rilascio che permette l’azionamento del cambio.

AERODINAMICA

Le prestazioni aerodinamiche della SF90 XX Stradale sono le più alte mai raggiunte da una Ferrari stradale, comparabili solo a quelle della supercar LaFerrari. Rispetto alla SF90 Stradale il carico verticale massimo è raddoppiato, per un maggior grip e una netta riduzione del tempo sul giro a Fiorano. Tale risultato, che deriva dall’ineguagliabile esperienza della Casa di Maranello nel mondo delle corse, è basato sul ripensamento della gestione dei flussi di raffreddamento delle componenti termiche ed elettriche, nonché sulla riprogettazione del vano motore dovuto all’aumento della potenza massima disponibile.

Dal punto di vista aerodinamico, l’elemento caratterizzante è senza dubbio l’ala fissa posteriore studiata, testata e sviluppata sulle vetture del ‘Programma XX’: tale strumento, dalle enormi potenzialità, è stato perfettamente integrato nei volumi della vettura grazie alla grande sinergia con il Centro Stile Ferrari. La sua forma è dettata dalla necessità di guidare puntualmente l’interazione del campo generato dall’ala con il sistema di pressioni e contropressioni sviluppato intorno allo shut-off Gurney.

Tale elemento, anch’esso riprogettato, gestisce con efficacia il compromesso tra carico e resistenza ed è dotato di due configurazioni; in quella LD (Low Drag) si innalza, carenando la parte fissa e minimizzando la resistenza a favore delle prestazioni longitudinali, mentre nella HD (High Downforce) si abbassa, chiudendo il soffiaggio e consentendo così al flusso di colpire la parte fissa. Si viene così a generare una zona di sovrappressione che, oltre a generare carico verticale posteriore, impone al flusso in arrivo una componente verticale, permettendo così alla vettura di esprimere il massimo carico aerodinamico posteriore, pari a 315 kg a 250 km/h.

Il motore termico beneficia di un maggior raffreddamento grazie all’aumento di efficacia dei radiatori anteriori. Anche il nuovo layout del fondo è stato ottimizzato per aumentare l’estrazione d’aria dai radiatori davanti alle ruote anteriori. Il disegno delle aperture laterali inferiori del paraurti, già presenti sulla SF90 Stradale, è stato invece maggiorato per diminuire la contropressione.

La contemporanea gestione dell’aumento di potenza e carico verticale ha posto i progettisti di fronte a una sfida nuova, per far fronte alla quale è stato ribaltato il layout del radiatore deputato a raffreddare la parte elettrica, aumentandone così l’efficacia, ed è stata chiusa parte del fondo vettura, ampliando la superficie utile a generare carico all’anteriore. Quest’architettura spiccatamente corsaiola è condivisa – non a caso – con la nuovissima 296 GT3.

La diversa inclinazione del radiatore anteriore ha migliorato i coefficienti aerodinamici, generando al contempo flussi d’aria calda in uscita dal cofano gestiti da due S-Duct posti sul lato dell’evacuazione sul cofano.

Tramite uno scoop posto sul posteriore, di fronte all’ingresso della presa d’aria degli intercooler si è resa invece più dolce l’espansione del flusso diretto ai radiatori. Nel vano motore l’aria viene richiamata da tre aperture, di cui una è sopra la bocca degli intercooler, una seconda è trasversale al cofano e la terza è rappresentata da una coppia di condotti posti lateralmente ai piloni dell’ala fissa.

La vettura beneficia di uno splitter di dimensioni più generose rispetto a quelle dell’analogo elemento della SF90 Stradale, definite attraverso un dettagliato studio in galleria del vento. Tale elemento genera un flusso energetico sotto la vettura che viene poi sfruttato dal fondo riprogettato. Il diffusore anteriore maggiorato contribuisce ad aumentare la deportanza di oltre 45 kg a 250 km/h, lavorando in sinergia con i generatori di vortici che sono stati riprogettati. Il carico generato dal fondo viene stabilizzato e moltiplicato da superfici di carrozzeria adeguatamente modellate.

Come già accennato, gli S-Duct contribuiscono alla generazione di carico anteriore, che solo grazie a essi cresce del 20% rispetto alla SF90 Stradale. Fondamentale è stata l’introduzione dei louver sul passaruota anteriore, che permettono estrazione dinamica di flusso dal vano ruota, riuscendo così a far raggiungere alla vettura un valore totale di deportanza anteriore pari a 325 kg alla velocità massima.

L’aumento della resistenza all’avanzamento è stato gestito lavorando sulle forme che più impattano la capacità di penetrazione: all’anteriore sono stati introdotti due soffiaggi nel paraurti per scaricare le sovrappressioni agenti e aumentare la permeabilità della carrozzeria. Il primo, posto all’altezza dei radiatori anteriori, crea una piccola bolla che scherma la ruota anteriore e la carena in modo più efficace. Il secondo invece porta aria energizzata sul cofano anteriore, favorendo il passaggio d’aria lungo il vano anteriore e il fianco e mantenendo pulito il tubo di flusso in ingresso ai radiatori laterali. Lo svuotamento della parte posteriore del vano ruota ha apportato benefici sia dal punto di vista del carico generato che della resistenza, e le superfici permettono la corretta gestione del flusso in uscita.

Il diffusore posteriore è stato oggetto di uno sviluppo tale da garantire un contributo fondamentale, generando carico efficiente grazie al posizionamento del bordo di uscita che contribuisce al contenimento della scia del corpo vettura.

DINAMICA VEICOLO

Lo sviluppo della SF90 XX Stradale ha mirato alla creazione della Ferrari stradale dotata delle migliori prestazioni assolute, di un eccellente divertimento di guida nonché del completo mantenimento delle funzionalità del powertrain ibrido della SF90 Stradale. Sulla SF90 XX Stradale riveste notevole importanza la fruibilità delle prestazioni, in particolare la capacità della marcia elettrica di consentire prestazioni sorprendenti in utilizzo urbano ed extraurbano – la velocità massima in modalità ‘eDrive’ è di 135 km/h.

Il passaggio tra marcia elettrica e ibrida è gestito fluidamente tramite il coordinamento dell’assale anteriore elettrico, del DCT a otto rapporti, del motore elettrico al posteriore e del V8 termico in modo da garantire una progressione continua nell’accelerazione e da rendere disponibile la potenza del powertrain nel minor tempo possibile.

La funzionalità di Torque Vectoring, nonché il recupero di energia in frenata e rilascio, sono disponibili in tutte le configurazioni; su SF90 XX Stradale debutta il Ferrari Dynamic Enhancer in versione 2.0, anch’esso attivo in tutte le posizioni del Manettino e in tutte le condizioni di aderenza. I diversi sistemi vengono gestiti dal sistema electronic Side Slip Control (eSSC) 1.0.

Una grande novità è rappresentata dall’introduzione del controllore ‘ABS evo’ che aveva debuttato sulla 296 GTB, il quale garantisce grazie alla sua integrazione con il sensore 6W-CDS non solo un miglioramento della performance, ma anche una maggiore ripetibilità della frenata prestazionale in condizioni di asciutto. Tale controllore si attiva in condizioni di alta aderenza e nelle posizioni Manettino da ‘Race’ in su per sfruttare i dati provenienti dal sensore 6W-CDS al fine di ottenere una stima precisa della velocità della vettura. È così possibile determinare lo slittamento delle ruote e ottimizzare di conseguenza la distribuzione di frenata.

Ne consegue che la vettura può sfruttare al meglio la forza longitudinale degli pneumatici sia in condizioni di frenata in rettilineo che in combinato, laddove l’asse posteriore è sottoposto a un compromesso tra la prestazione di frenata longitudinale e la stabilità laterale. Il sistema massimizza la ripetibilità della manovra attorno a un valore bersaglio, riducendo le dispersioni dovute a tolleranze dei componenti o a variabilità di condizioni. Tale controllore, in definitiva, permette alla SF90 XX Stradale di frenare più tardi e in maniera più ripetibile, esaltandone così l’handling in pista.

Il sensore 6W-CDS suindicato fornisce un maggior numero di informazioni rispetto a quello finora utilizzato: in particolare, grazie alla misura delle accelerazioni sui 3 assi (x, y, z) e delle relative velocità di rotazione, consente a tutti i controllori di dinamica veicolo di determinare la condizione dinamica della vettura in maniera molto più precisa ottimizzandone gli interventi.

Inoltre, fa il proprio debutto su SF90 XX Stradale la logica di controllo ‘extra boost’ di diretta derivazione F1 che garantisce potenza aggiuntiva per una finestra di tempo di durata definita. L’obiettivo di questo software, attivo solo in posizione ‘Qualifying’ dell’eManettino, è infatti di erogare un picco di potenza di durata opportuna che garantisce da solo un vantaggio nel tempo sul giro a Fiorano pari a 0,25 secondi. La logica alterna l’erogazione in fasi di picco e mantenimento, monitorando anche lo stato dei componenti in modo tale da ottimizzare il profilo di erogazione della potenza elettrica.

La disponibilità della potenza aggiuntiva è visualizzabile tramite un indicatore ad arco sul tachimetro che mostra gli utilizzi residui di ‘extra boost’, per un massimo di trenta. La logica di controllo garantisce la fruibilità di tale soluzione per almeno un giro di pista in base alle sue peculiarità, grazie a un’individuazione di tipo euristico dei punti del tracciato in cui conviene utilizzare il surplus di potenza, escludendo invece le zone in cui non sarebbe conveniente.

L’assetto della vettura presenta rigidezze elastiche e angoli cinematici dedicati, volti a ottimizzarne il comportamento al limite. L’incremento di performance laterale rispetto alla SF90 Stradale è pari al 9% in condizioni di handling prestazionale, merito soprattutto del maggior carico aerodinamico. Il gradiente di rollio è stato ridotto del 10%, per una miglior gestione dei moti di cassa.

In virtù del carico aerodinamico incrementato rispetto alla SF90 Stradale e alle conseguenti decelerazioni più elevate, si è intervenuto su intervenuto sull’impianto frenante della SF90 XX Stradale, che conserva la pinza ‘Aero’ all’anteriore a fronte di una completa riprogettazione dei dischi volta ad aumentarne la capacità radiante. Al posteriore invece, oltre ad aver aumentato il diametro di dischi e pastiglie freno a 390 mm, sono state impiegate pastiglie full material per massimizzarne la superficie a contatto e migliorarne il coefficiente d’attrito.

STILE

ESTERNI

La SF90 XX Stradale rappresenta la versione più estrema della SF90 Stradale; i suoi criteri di progettazione sono perciò quelli di una vettura da pista di cui viene assicurata anche l’omologazione su strada. La vettura non è tuttavia solo una versione speciale; rappresenta infatti il primo modello del ‘Programma XX’ che varca i cancelli dell’Azienda per trasferire dal mondo racing il massimo della tecnologia, efficienza aerodinamica e potenza del Cavallino Rampante su strada.

La SF90 XX Stradale, disegnata dal Centro Stile Ferrari diretto da Flavio Manzoni, integra i principi ingegneristici che stanno alla base della SF90 Stradale e li estremizza. Grazie alla stretta sinergia tra il Centro Stile e il reparto tecnico sono stati eseguiti interventi molto significativi, mirati prevalentemente a incrementare il carico aerodinamico della vettura d’origine.

La vettura appartiene concettualmente al ‘Programma XX’: i suoi connotati, frutto di un linguaggio di design incisivo e radicale, sono pertanto ancora più estremi. La SF90 XX Stradale presenta codici stilistici volti a far emergere soprattutto il suo carattere volto alla prestazione pura, mantenendo tuttavia la pulizia formale della progenitrice; di qui la scelta di non dissimulare prese e sfoghi d’aria, che fanno parte del lessico tipico delle auto da corsa. Su questa vettura, le soluzioni tecniche diventano elementi connotativi: le tre branchie presenti sul parafango anteriore e su quello posteriore della SF90 XX Stradale sono stilemi tipici del codice Ferrari, come nel caso della F12tdf.

Una delle caratteristiche più distintive del design della SF90 XX Stradale è senza dubbio l’ala fissa al posteriore. Il volume della coda, rivisitato per favorirne l’aerodinamicità, risulta più slanciato donando così alla silhouette un carattere a coda lunga tipico delle vetture da competizione. Anche le prese d’aria per gli intercooler crescono di dimensioni e convogliano l’aria verso le masse radianti con più efficienza.

Il frontale della SF90 XX Stradale mantiene la caratteristica forma a freccia; i proiettori, il cui profilo superiore è stato abbassato, si integrano al suo interno grazie a due nuovi profili alari verticali. Nasce così un linguaggio più geometrico, in linea con lo spirito della vettura. Altro tratto distintivo del frontale sono i due imponenti profili alari che dominano gli ingressi d’aria, elementi otticamente sospesi che conferiscono alla vettura una percezione di larghezza e adesione all’asfalto unica.

Il posteriore è caratterizzato dalla coda a forma di trimarano, che incorpora anche i due scarichi centrali. Rispetto alla SF90 Stradale vi sono due sfoghi più imponenti disposti dietro le ruote. Per enfatizzare visivamente la larghezza del posteriore si è intervenuto sul concetto di layer. Uno di essi è rappresentato dall’ala fissa, che non si vede su una Ferrari stradale dalla F50 del 1995; il secondo è invece il profilo in tinta carrozzeria che avvolge una barra luminosa in grado di stravolgere il concetto di twin lights della SF90 Stradale. Il terzo, già anche sulla SF90 Stradale, è rappresentato dallo spoiler soffiato combinato all’ala mobile o shut-off Gurney.

In tutta la vettura e ancor più nella sua parte inferiore spiccano gli elementi in fibra di carbonio, volti a sottolinearne gli aspetti tecnici. Altri elementi connotativi sono gli sfoghi d’aria di forma quadrangolare arrotondata, presenti sul cofano anteriore e posteriore, che si prestano a diventare parte della livrea. Sono pensati come tocchi di colore che si armonizzano per contrasto con gli elementi laterali dell’ala posteriore in fibra di carbonio. La vettura è dotata di cerchi specifici a stella volvente in cui spiccano pinne aerodinamiche in rilievo.

INTERNI

Il principio che ha guidato la progettazione degli interni della SF90 XX Stradale è stato quello di enfatizzare l’aspetto racing dell’abitacolo attraverso azioni mirate a una significativa riduzione di peso. Le aree di maggior intervento sono state pannelli porta, tunnel e tappeti, semplificati dal punto di vista formale e materico, privilegiando tessuti tecnici e, nelle parti funzionali, fibra di carbonio. La parte superiore della plancia è in Alcantara®, mentre la zona inferiore è stata trattata con un tessuto tecnico. Entrambe le sellature sono ispirate al mondo delle corse.

I pannelli porta enfatizzano il tema presente sulla SF90 Stradale: nella parte superiore, le sgusciate che confluiscono sulla plancia sono messe in risalto dal contrasto cromatico. La presenza di tre branchie nella zona mediana è invece un richiamo agli sfoghi presenti sui passaruota per un effetto complessivo di grande dinamismo e plasticità. Le tre aperture, che rimandano al linguaggio degli esterni, integrano funzioni tecniche e di comando, con un’interpretazione stilistica inedita.

L’essenzialità del tunnel centrale lo rende molto leggero in termini visivi e di peso. Su di esso domina il cancelletto che si trova in posizione centrale e rialzata rispetto a quello della SF90 Stradale; in un livello di seconda lettura si trovano i comandi alza-vetro e la sede per la chiave. Il tema è caratterizzato da volumi che creano una sofisticata combinazione di spazi vuoti funzionali e pieni strutturali, conferendo al tunnel un aspetto sportivo e al tempo stesso ricercato, nonché mettendone in risalto la funzionalità.

Per la SF90 XX Stradale è stato progettato un sedile racing specifico, con struttura tubolare in fibra di carbonio a vista e supporti progettate per esaltare il piacere della guida sportiva senza compromettere il comfort. Il meccanismo di movimentazione dello schienale è stato integrato nel sedile grazie a materiali di rivestimento elastici che consentono di mascherare le scomposizioni. La struttura appare quindi senza soluzione di continuità, come quella di un sedile monoscocca ma con la possibilità di regolarne lo schienale. Assieme alla struttura in fibra di carbonio, tale accorgimento ha permesso una riduzione di peso di 1,3 Kg rispetto al sedile monoscocca della SF90 Stradale.

SF90 XX SPIDER

La SF90 XX Spider ha permesso al Centro Stile di sfruttare le modifiche al posteriore per realizzare un’architettura inconfondibile in cui il concetto di flying buttress, caro alla tradizione Ferrari, si armonizza con il tema a freccia dell’anteriore protendendo in avanti il corpo vettura e dandole una connotazione totalmente diversa rispetto alla SF90 XX Stradale.

Il baricentro della vettura appare ribassato, in particolare dal laterale, non solo per il tetto dotato di parabrezza avvolgente in continuità con i cristalli laterali, ma anche perché i flying buttress si trovano più in basso rispetto alla SF90 XX Stradale. A tetto aperto i roll-bar sporgono rispetto al resto della carrozzeria, ma essendo in fibra di carbonio non compromettono l’effetto ribassato e allargato generato dagli archi rampanti. Lo schiacciamento ottico verso il basso del volume ne risulta quindi amplificato.

In configurazione chiusa, i roll-bar si collegano alla struttura del tetto formando un tutt’uno con essa. Il tetto, in piena continuità con i roll-bar, è in fibra di carbonio e tramite il rinomato meccanismo Ferrari RHT (Retractable Hard Top) è apribile in marcia in soli 14 secondi fino a una velocità di 45 km/h, per dare agli occupanti la possibilità di godere appieno della vettura in qualsiasi condizione climatica.

7 ANNI DI MANUTENZIONE

Gli impareggiabili standard qualitativi raggiunti e la grande attenzione nei confronti del cliente sono alla base del programma settennale di assistenza estesa di Ferrari, offerto anche su SF90 XX Stradale e SF90 XX Spider. Questo programma, valido per l’intera gamma, prevede la copertura di tutti gli interventi di manutenzione ordinaria per i primi 7 anni di vita della vettura. Il piano di manutenzione ordinaria rappresenta un servizio esclusivo per i clienti, che saranno certi di mantenere inalterato il livello di prestazioni e sicurezza della propria auto nel corso degli anni. Questo servizio speciale è riservato anche a chi acquista una Ferrari non di prima immatricolazione.

Tra i vantaggi principali del programma Genuine Maintenance, controlli pianificati (a intervalli di 20.000 km oppure una volta all’anno senza limiti di chilometraggio), ricambi originali e ispezioni accurate attraverso i più moderni strumenti di diagnostica a opera di personale qualificato formato direttamente presso il Ferrari Training Centre di Maranello. Il servizio è disponibile in tutti i mercati e riguarda tutti i Punti Vendita della Rete Ufficiale.

Grazie al programma Genuine Maintenance si amplia ulteriormente la vasta gamma di servizi di post-vendita offerti da Ferrari per soddisfare i clienti che desiderano conservare immutate nel tempo le performance e l’eccellenza che contraddistinguono le vetture fabbricate a Maranello.