In evidenza

Chi è Mike Manley, il nuovo ad Fca

Con l'uscita di scena forzata di Sergio Marchionne dopo una convalescenza dovuta ad un delicato intervento chirurgico, ci si interro...

domenica 22 luglio 2018

Chi è Mike Manley, il nuovo ad Fca


Con l'uscita di scena forzata di Sergio Marchionne dopo una convalescenza dovuta ad un delicato intervento chirurgico, ci si interroga su chi sia il nuovo ad del colosso dell'auto italo-americana, Mike Manley. Responsabile dal 2009 del marchio Jeep e, dall'ottobre del 2015, del brand Ram, Manley, 54 anni, nato in Gran Bretagna, è anche membro del Group Executive Council (GEC) di Fca dal primo settembre 2011.

In precedenza, ha ricoperto il ruolo di Chief operating officer Asia (Apac) e ha diretto diretto le attività internazionali di Chrysler fuori dell'area Area Nafta con la responsabilità di implementare gli accordi di cooperazione per la distribuzione dei prodotti del gruppo Chrysler attraverso il network internazionale di Fiat. Da dicembre 2008, inoltre, è stato Executive vice president - International sales e global product planning operations: in questa posizione, è stato responsabile della pianificazione prodotto e di tutte le attività di vendita al di fuori del Nord America.

Ha un Master of Business administration (Mba) conseguito presso l'Ashridge Management College.

La svolta della carriera di Manley, sottolinea il Corriere, arriva proprio quando viene nominato presidente e ad del marchio Jeep: "Lo aveva ammesso anche lui in una recente intervista: «La vera svolta della mia carriera c’è stata quando mi hanno dato l’incarico di guidare Jeep». Il marchio, aveva spiegato, «aveva grandi potenzialità di crescita e le abbiamo sfruttate bene, in meno di un decennio siamo passati da poco più di 300 mila veicoli venduti l’anno a 1,4 milioni e l’obiettivo è di salire ancora». Il merito del rilancio, insomma, in parte va proprio a lui".

"Tanto che nel 2011 gli viene offerto di entrare a far parte del Group executive council, l’organismo decisionale responsabile della supervisione dell’andamento operativo del business e delle decisioni su alcune scelte operative", prosegue il quotidiano, "si tratta del più alto organo decisione dopo il consiglio di amministrazione di FCA. Dal 2015 è anche a capo del marchio Ram, brand specializzato nella produzione di pickup e van. E anche qui Manley ha consolidato i buoni risultati: come ha spiegato qualche mese fa, dal 2009 il brand ha registrato una crescita del 163%".

Elkann: Marchionne un mentore e soprattutto un amico - L'amministratore delegato uscente di Fiat Chrysler, Sergio Marchionne, "per me è stato una persona con cui confrontarsi e di cui fidarsi, un mentore e soprattutto un amico. Ci ha insegnato a pensare diversamente e ad avere il coraggio di cambiare, spesso anche in modo non convenzionale, agendo sempre con senso di responsabilità per le aziende e per le persone che ci lavorano". Così il presidente del gruppo, John Elkann, nella nota in cui il Lingotto ha ufficializzato la sostituzione del manager italo-canadese con Michael Manley.

Marchionne "ci ha insegnato che l’unica domanda che vale davvero la pensa farsi, alla fine di ogni giornata, è se siamo stati in grado di cambiare qualcosa in meglio, se siamo stati capaci di fare una differenza. E Sergio ha sempre fatto la differenza, dovunque si sia trovato a lavorare e nella vita di così tante persone. Oggi, quella differenza continua a farla la cultura che ha introdotto in tutte le aziende che ha gestito e ne è diventata parte integrante. Le transizioni che abbiamo appena annunciato, anche se dal punto di vista personale non saranno prive di dolore, ci permettono di garantire alle nostre aziende la massima continuità possibile e preservarne la cultura. Per me - ha concluso Elkann - è stato un privilegio poter avere Sergio al mio fianco per tutti questi anni. Chiedo a tutti di comprendere l’attuale situazione, rispettando la privacy di Sergio e delle persone che gli sono più vicine".

giovedì 19 luglio 2018

Bari, Maldarizzi Group acquisisce il mandato Bmw e Mini

BARI - Maldarizzi Automotive Group annuncia l’acquisizione su Bari dei marchi BMW e MINI. Un’acquisizione avvenuta nello spirito di una significativa continuità: la storica presenza dei marchi sul territorio barese viene affidata e sarà proseguita dalla concessionaria Unica srl, nel solco di una esperienza consolidata dal mandato di Maldarizzi per BMW e MINI a Trani e Foggia.

L’ingresso in Maldarizzi Automotive Group garantirà la completa integrazione della precedente concessionaria BMW e MINI di Bari (già sede Baldassarre) attraverso un’operazione complessiva di ammodernamento, i cui lavori sono attualmente in corso in vista della prossima apertura. Viene altresì assicurato il mantenimento e l’assorbimento delle risorse umane precedentemente occupate, confermando l’importanza che per le società Maldarizzi riveste da sempre il rispetto per la “Responsabilità Sociale d’Impresa”, a tutela imprescindibile del valore umano e professionale.

“Questo nuovo traguardo – dichiara il Cav. Lav. Dott. Francesco Maldarizzi, CEO Maldarizzi Automotive Group – rappresenta una importante attestazione di fiducia da parte di BMW Italia SpA, un riconoscimento per il lavoro svolto ed i successi conseguiti dalle società del Gruppo sino a qui. Un’occasione per proseguire nell’impegno costante di portare sempre alti i valori e i principi che contraddistinguono la filosofia e la vision del brand Maldarizzi Automotive: una dedizione incondizionata alle esigenze del cliente, un approccio sempre attento alle politiche non solo aziendali ma di incentivo e investimento nella crescita e nella formazione delle persone, un occhio sempre rivolto al futuro e allo sviluppo del nostro territorio”.

martedì 17 luglio 2018

Auto: in Europa vendite +5,1%

ROMA - Si chiude in positivo il mese di giugno per il mercato europeo dell'auto. Le immatricolazioni nei 28 Paesi dell'Unione Europea e dell'Efta (Islanda, Norvegia e Svizzera) sono state 1.618.985, il 5,1% in più rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Nei primi sei mesi dell'anno sono state vendute 8.695.785 auto, il 2,8% in più sull'analogo periodo 2017. I dati sono dell'Acea, l'Associazione europea dei costruttori d'auto.

Il gruppo Fca ha venduto a giugno, nell'Europa dei 28 più i Paesi dell'Efta, 104.102 auto, il 2,6% in meno dello stesso mese dello scorso anno. La quota scende dal 6,9% al 6,4%. Riduce il calo delle vendite del Gruppo il marchio Jeep, che con oltre 16 mila registrazioni aumenta le vendite del 72,1%

domenica 15 luglio 2018

Porsche Panamera richiamata in officina

Porsche Panamera richiamata in officina. Si tratta di circa 700 modelli 2017-2016 Porsche Panamera 4S, Panamera Turbo e Panamera Turbo Executive, e modello 2018 Panamera Turbo S E-Hybrid, Panamera Turbo S E-Hybrid Executive, Panamera 4S Sport Turismo, Panamera Turbo Sport Turismo, Panamera Turbo S E-Hybrid Sport Turismo e Panamera 4S Auto di lusso executive. Lo ha comunicato un portavoce della casa automobilistica.

Il problema è legato ai collegamenti che possono staccarsi dalla barra antirollio dell'asse posteriore, danneggiando potenzialmente le parti circostanti della sospensione e compromettendo il comportamento del veicolo, aumentando il rischio di incidente. L'azione di richiamo è una delle più grandi operata nella storia di Porsche, non la più grande, ha detto il portavoce.

 La casa di Stoccarda fa parte del gruppo Volkswagen, coinvolto di recente nello scandalo della manipolazione dei motori diesel. Nell’attività a tutela dei consumatori e dei proprietari o possessori di veicoli a motore, lo “Sportello dei Diritti” ancora una volta anticipa in Italia l’avvio di procedure di tal tipo da parte delle multinazionali automobilistiche anche a scopo preventivo, poiché non sempre tutti coloro che possiedono una vettura tra quelle indicate viene tempestivamente informato.

Per il presidente Giovanni D’Agata dello “Sportello dei Diritti”, anche se Porsche non ha sino ad oggi registrato incidenti a causa di questo problema, il rischio è sempre latente. Pertanto i consumatori e i proprietari di veicoli a motore interessati devono quindi prestare la massima attenzione e rivolgersi alle autofficine autorizzate o ai concessionari della Porsche nel caso in cui la propria autovettura corrisponda ai modelli in questione.

Gli uomini della rinomata casa automobilistica tedesca dovranno apportare i dovuti correttivi e risolvere un problema non certo grave, che consiste nella sostituzione dei link di collegamento per la barra antirollio, ma destinato comunque a suscitare non poca preoccupazione per la difettosità segnalata che è ancora più rischiosa se si pensa alla potenza di accelerazione che hanno questi modelli. Porsche non ha immediatamente annunciato un programma di notifica. I proprietari possono chiamare la casa automobilistica al numero 800-767-7243 o visitare il suo sito Web per verificare il numero di identificazione del veicolo e saperne di più.

venerdì 13 luglio 2018

Difetto in tre modelli Maserati del 2017: il bollettino Rapex segnala “rischio lesioni"

Tre delle supercar, Ghibli, Quattroporte e Levante sono stata segnalate per un grave problema tecnico che potrebbe potenzialmente creare 'situazioni di guida non sicure'. L'avviso con "Livello di rischio serio" è inserito da Berlino nel bollettino del 13 luglio del Rapex - Rapid Alert System for non-food dangerous products - il sistema di segnalazioni istituito dalla Commissione Europea.

Il richiamo che sta per essere attuato dalla casa di Maranello riguarda le Ghibli, Quattroporte e Levante prodotte tra il 24.7.2017 e il 18.12.2017.: numero di omologazione: e3 * 2007/46 * 0224 * 10; Tipo: M156. La segnalazione " A12 / 0944/18", nel bollettino Rapex pubblicato oggi si riferisce ad una “saldatura sul telaio dell'asse anteriore potrebbe essere difettosa. Ciò potrebbe causare una perdita di stabilità di guida'. E il bollettino Rapex conclude sinteticamente ''non si possono escludere condizioni di guida non sicure''. L'avviso è stato presentato dalla Germania e analoghe misure sono state prese anche in Polonia.

Pur non essendoci stati incidenti - segnala Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti” - è consigliabile che i proprietari di queste auto prestino la massima attenzione e che si rivolgano subito alle autofficine autorizzate o ai Concessionari Maserati in Italia nel caso in cui la propria autovettura corrisponda ai lotti in questione. La difettosità segnalata è potenzialmente ancora più rischiosa se si pensa che le supercar in questione dispongono di un'accelerazione da 0 a 100 km/h che si può realizzare in frazione di secondi e che la velocità massima è di oltre 300 km/h. Maseratinon ha indicato quanti modelli sono stati identificati in Italia.

mercoledì 11 luglio 2018

Le migliori fughe nel cinema

di EDO GIUA - Chi non ricorda la scena in cui John Rambo (Sylvester Stallone) in “First Blood” (titolo originale 1982) in sella ad un enduro viene inseguito in lungo ed in largo dai cattivi sceriffi della “tranquilla” cittadina di Hope, British Columbia, Canada?

Bene, quell’enduro era la Yamaha XT 250 del 1982, prodotta dal 1980 al 1985 (prima serie). Snella e spartana, ha svolto perfettamente il suo ruolo nel film, permettendo a Rambo di inerpicarsi sino alle pendici della montagna.

E come dimenticare in The Karate Kid 1 (1984) l’arrivo spettacolare in spiaggia, di notte, dei cattivi del Cobra Kai, in sella ai loro enduro che rovinano la festa a Daniel Larusso (Ralph Macchio). Le enduro, stavolta, sono delle Honda XL 500R del 1984. Nello stesso film, in un’altra scena, il duro Johnny Lawrence (William Zabko) e i suoi compagni sono alle prese con una Honda VF 750 Interceptor del 1983.

L’anno successivo, nel 1985, in una scena di “Ritorno al Futuro 1” (titolo originale “Back to the Future”), appare una bellissima Honda XL 600R del 1984, rossa.

1986. A sbaragliare tutti ci pensa l’affascinante Tom Cruise (Maverick) in Top Gun, che conquista la bella istruttrice Charlie (Kelly McGillis) in sella alla mitica Kawasaki GPZ 900R, la prima Ninja.

Rimanendo in ambito militare USA, in “Ufficiale e Gentiluomo” (titolo originale “An Officer and a gentleman” 1981), Richard Gere (Zack Mayo), impazza per le strade della cittadina Port Townsend, in sella ad una Triumph Bonneville 750 T140E.

Un chopper Harley-Davidson FXR Super Glide, permette a Bruce Willis di fuggire in “Pulp Fiction” (1994).

Fuggono anche Bud Spencer e Terence Hill in “Altrimenti ci Arrabbiamo” (1974) rispettivamente su di una Motozodiaco Tuareg 223-2 ed una Ossa 250 AE73 Enduro inseguiti da varie Ducati Scrambler ed altre Ossa.

Non fugge, invece, Beatrix Kiddo/Black Mamba (Uma Thurman) su di una Kawasaki ZZR 250 gialla per le strade di Tokio, in “Kill Bill vol.1” (2003).

Terminiamo questa carrellata di fughe e non solo con la più famosa della fughe, quella di Steve McQueen in “La Grande Fuga” del 1963 (titolo originale “The Great Escape”) in sella ad una Triumph TR-6 Trophy 650cc del 1961 leggermente adattata a moto militare tedesca.

domenica 8 luglio 2018

Tutte le auto di Cristiano Ronaldo

C'è anche la Bugatti personalizzata...

domenica 1 luglio 2018

Apre a Milano il 'Porsche Studio'

Porsche e la consociata Porsche Design stanno lavorando per offrire ai clienti basati a Milano un intrigante mix di affascinanti auto sportive ed esclusivi prodotti lifestyle, sotto lo stesso tetto. Il nuovo “Porsche Studio”, ubicato nel cuore della città principale del nord Italia, è il primo concetto distributivo con questo nome a proporre veicoli a marchio Porsche insieme alla collezione completa di Porsche Design.

La location del nuovo “Porsche Studio” è perfettamente coerente con questo approccio strategico, sottolineandolo ulteriormente: la scelta è infatti caduta su Via della Spiga, nel centro storico della città, che consente ai marchi di posizionarsi nel cuore di quello che è conosciuto come “Quadrilatero della Moda” milanese.

Il Porsche Studio di Milano riunisce i mondi dei due marchi su un’area di circa 400 metri quadrati. Accanto a un veicolo in esposizione, una speciale parete offre una panoramica virtuale dei momenti più importanti dei 70 anni di Porsche e delle sue auto sportive. Presso il Porsche Studio, i clienti avranno la possibilità di configurare i modelli speciali e di concordare la prova della vettura. Se il cliente ha già preso la decisione di acquistare, è inoltre possibile finalizzare il contratto in loco. Eventi e iniziative promozionali organizzati con cadenza regolare consentiranno di informare i visitatori sui nuovi temi di volta in volta introdotti da Porsche e Porsche Design.

All’interno della collezione di orologi di Porsche Design spicca il modello “1919 Datetimer 70Y Porsche Sports Car Limited Edition”, un pezzo speciale realizzato in occasione delle celebrazioni per i “70 anni di auto sportive Porsche”. A Milano, Porsche Design presenta una collezione che include diverse tipologie di prodotto, fra cui orologi, moda e abbigliamento sportivo, valigeria e borse, occhiali, dispositivi audio ed elettronici.

venerdì 29 giugno 2018

Nuova Mercedes Classe A: innovazione in costante crescita


di ROBERTO BERLOCO - A come auto e, in certo senso, la meno Mercedes di sempre. Questo anzitutto perché sin dal 1997, anno dell’originaria edizione, si è trattato della prima vettura prodotta dalla Casa di Stoccarda con l’anteriore a muovere, fatto straordinario per una fabbrica devota alla trazione opposta sin dalla propria nascita.

Poi, ancora, pure con la successiva stilizzazione del 2004, per la ragione d’essere destinata ad una fascia di mercato bassa, anche se con i dovuti accorgimenti dovuti al prestigio del blasone, ad ogni modo insolita per un tale genere di marchio, per via di quelle sue caratteristiche di monovolume compatto che hanno retto per ben quindici anni.

Infine perché, attraverso la totale rinnovazione del 2012, con la quale avveniva una decisa rottura stilistica con il passato, era stata per giunta motorizzata anche con un 1,5 l a gasolio di marca Renault. Un particolare che aveva finito per sorprendere ulteriormente gli amanti della tradizione, ai quali mancava l’episodio di un’automobile con la Stella a tre punte sulla calandra e un cuore francese sotto il cofano.

Fin dal suo lancio sul mercato, insomma, quella che a buon diritto può esser definita la “piccola” di casa, non era dunque passata inosservata, rappresentando un’eccezione abbastanza sorprendente e, forse, un tantino imbarazzante per i patiti di uno dei simboli delle quattro ruote più celebri al mondo.

In realtà, se pure vi fosse stato margine per un’incomprensione iniziale, questo particolare capitolo della storia dell’azienda tedesca è finito per piacere, s’è vero com’è vero che ad oggi, dallo stabilimento di Rastatt, di esemplari ne sono usciti alcuni milioni.

L’ultima nata, con la presentazione al Salone di Ginevra durante il Marzo scorso, riprende lo schema della generazione precedente, la terza in successione, con la quale s’era assistito al passaggio dall’impostazione derivante ad una classica due volumi di segmento C.

E se, nella sostanza, il colpo d’occhio riporta ad una innegabile somiglianza tra il precedente modello e l’attuale, con l’eccezione di un maggiore slancio della carrozzeria e con quella dei gruppi ottici, tanto anteriori quanto posteriori, adeguati agli stilemi estetici più recenti riscontrabili tra fasce superiori della stessa griffe stellata, è nella tecnologia di guida che s’annidano le maggiori novità.


Tutte al passo dei tempi e introdotte da una concezione rivoluzionata del cruscotto dedicato ai comandi, che ora sta come sospeso dietro al volante e, sfruttando l’assenza di calotta, produce l’effetto d’una più importante e singolare presenza, impreziosita ai suoi bordi finanche da particolari bocchette d’aerazione, che richiamano l’immagine di turbine d’aviogetti.

Comprensibile, pertanto, come ad impressionare subito, una volta accomodati all’interno, sia proprio l’estetica per così dire avveniristica di questo schermo, in realtà composto da due affiancati, misuranti 10,25 pollici ciascuno e con i quali è possibile interagire attraverso ben tre modalità: un intervento di tocco fisico, nello stile delle classi “E” e “S”; uno di manopola, situata a portata di mano tra i due sedili davanti; infine uno di leve posizionate sul volante.

Ed è da tale inedito quadro elettronico che, d’altronde, emerge il vero pezzo forte dell’innovazione tecnica voluta per questa nuova “A”, cioè l’infotelematica battezzata con l’espressione “Mercedes Benz User Experience”, abbreviata nella sigla “MBUX”, un sofisticato sistema d’interconnessione che ha per scopo di rendere originale e piacevole l’esperienza di vita in auto.

Per esempio attraverso un servizio di assistenza vocale tra i più avanzati ad oggi, consistente in un meccanismo d’intelligenza artificiale dotato di un “orecchio” sempre teso, vale a dire un sensore capace di comprendere la voce parlata all’interno dell’abitacolo e di rispondere alle esigenze manifestate con le parole, azionando automaticamente comandi o producendo indicazioni sul pannello visore spalmato sulla plancia.

O potendo contare su un ventaglio di scelta fra oltre sessanta colori e dieci temi di sfondo, è possibile personalizzare la strumentazione digitale, configurandola attraverso animazioni in tre dimensioni ad alta qualità e sposando così al meglio gusti ed esigenze dell’automobilista.

E ancora, a cercare tra le numerose facoltà che sostanzia o veste questo particolare ausiliario virtuale, quelle di poter selezionare l’assetto che si ritiene più opportuno, ad esempio, per la climatizzazione o per le sospensioni, d’informare circa il traffico o situazioni d’incidenti lungo il percorso che si sta seguendo, d’individuare il parcheggio libero più vicino e, addirittura, d’interagire con le vetture che si trovano intorno, naturalmente a patto che siano a loro volta fornite di connettività.

A dirla tutta la lista delle gioie tecnologiche straripa ben oltre dai confini dello stesso “MBUX”, con molte altre di quelle comodità d’utilizzo mirate a facilitare il movimento da bordo e che, negli ultimi anni, si era soliti riscontrare soprattutto nell’alto di gamma: come, ad esempio, la guida semiautonoma o quel particolare dispositivo che permette di conservarsi all’interno della carreggiata pure in mancanza di segnaletica orizzontale.

Quanto alle motorizzazioni, una sola quella a gasolio e con cilindrata ereditata da una tra il paio della versione d’uscita, ossia il collaudato 1,5 l, stavolta però nutrito da ben 116 cv, vale a dire sette e ventisei cavalli in più rispetto alle due gradazioni applicate al motore precedente. Per l’alimentazione a benzina, invece, sono disponibili un 1,4 l turbo da 163 cv ed un 2,0 l da 224 cv, con i quali si volta pagina sia dal 1,6 l da 102 cv, 120 cv e 156 cv, sia dal 2.0 l con potenze oscillanti fra i 184 cv e i 218 cv. Naturalmente si tratta di motori entrati in scena per ora, destinati cioè ad essere affiancati da altre declinazioni forse di cubatura, sicuramente di potenza e che, con ogni probabilità, culmineranno nella proiezione più spinta, nota con l’acronimo “AMG”, la stessa che, fino al lancio di quest’anno, vantava ben 381 cv ed un’accelerazione da 0 a 100 km/h in appena 4,2 secondi.

Share

Twitter Delicious Facebook Digg Stumbleupon Favorites More