Ford presenta la Puma

domenica 19 gennaio 2020

Ford presenta la Puma

La nuova Ford Puma, crossover di ispirazione SUV coniuga un design degli esterni dalle linee sinuose, la maggior capacità di carico della categoria e l’innovativa motorizzazione EcoBoost Hybrid.

L’efficienza nei consumi e le prestazioni sono garantite dall’avanzata tecnologia Ford EcoBoost Hybrid con batterie a ioni-litio da 48 volt. Questa motorizzazione integra perfettamente l’assistenza alla coppia elettrica con un motore a benzina EcoBoost 1.0 a tre cilindri, per erogare fino a 155 CV.

Puma rappresenta l’evoluzione della filosofia human centric di Ford, con dettagli distintivi tra cui i fari posti sulla parte superiore della fiancata e le linee atletiche che ne accentuano il carattere sportivo. Le proporzioni da crossover compatto, con una maggiore altezza da terra, garantiscono una guida comoda e sicura e una capienza del bagagliaio senza compromessi, di 456 litri.

Il Ford Co-Pilot include le più recenti tecnologie di assistenza alla guida, per un’esperienza al volante fluida e meno stressante:

Adaptive Cruise Control con Stop&Go, Speed Sign Recognition e Lane Centring per affrontare al meglio il traffico, urbano ed extra urbano
Local Hazard Information, la nuova funzionalità di avviso di pericolo in tempo reale, che informa i conducenti di eventuali situazioni pericolose sulla strada da percorrere prima che queste vengano viste o rilevate dai sensori dell’automobile
Puma è il primo modello nel suo segmento a offrire Lumbar Massage Seat, il sedile con massaggio lombare e Hands-free Tailgate, l’apertura e chiusura del portellone senza l’uso delle mani per favorire il comfort di tutti gli occupanti – entrambi previsti di serie sull’allestimento Titanium X. La versione sportiva ST-Line, ispirata alle Ford Performance car, presenta caratterizzazioni distintive come i cerchi in lega da 19” nero matte, sospensioni sportive e volante a fondo piatto.

Motorizzazioni elettrificate

Puma è uno dei 14 modelli elettrificati che Ford introdurrà entro il 2020. Infatti, come già annunciato nel 2019, ogni nuovo veicolo lanciato dall’Ovale Blu dopo la Focus, avrà almeno una versione elettrificata. I clienti che sceglieranno Puma saranno tra i primi a trarre vantaggio dall’EcoBoost Hybrid, creato su misura per ottimizzare l’efficienza nei consumi e offrire un’esperienza di guida più reattiva e gratificante.

La tecnologia EcoBoost Hybrid potenzia il motore a benzina EcoBoost 1.0 3 cilindri con un sistema di starter/generator (BISG) azionato da una cinghia da 11,5 kW, che sostituisce l’alternatore standard, consentendo il recupero e lo stoccaggio di energia durante le decelerazioni del veicolo e la ricarica di un pacco batteria di ioni-litio da 48 volt, raffreddato ad aria.

Il BISG funge anche da motore, integrandosi perfettamente con il motore a tre cilindri, utilizza l’energia accumulata per fornire assistenza alla coppia elettrica del motore durante la guida e l’accelerazione normale, oltre a far funzionare gli accessori elettrici del veicolo.

Offerto con potenza da 125 e 155CV, la motorizzazione Mild-Hybrid monitora continuamente il modo in cui il veicolo viene utilizzato per determinare quando e con quale intensità ricaricare la batteria e quando utilizzare la carica della batteria immagazzinata, con una delle due seguenti modalità:

Sostituzione della coppia, che utilizza la funzionalità del motore elettrico come starter/generator per fornire fino a 50 Nm di coppia – riducendo l’attività del motore benzina per un miglioramento dell’efficienza del carburante fino al 9%, (WLTP), La sostituzione della coppia contribuisce al raggiungimento di 124 g/km di emissioni di CO2 e 5.4 l/100 km di consumi (dati WLTP) per la versione da 125CV (96 g/km e 4.2 l/100 km NEDC) e di 126 g/km di emissioni di CO2 e 5.5 l/100 km di consumi (dati WLTP) per la versione da 155CV(99 g/km e 4.4 l/100 km NEDC) 1
Integrazione della coppia, che utilizza la funzionalità del motore elettrico come starter/generator per aumentare al massimo la coppia utilizzabile, fino a 20 Nm sopra il livello disponibile dal solo motore benzina a pieno carico – per prestazioni ottimizzate, aumentando la coppia disponibile ai regimi del motore più bassi fino al 50% in più, per un’esperienza di guida più fluida e connessa

Il BISG, inoltre, ha consentito agli ingegneri Ford di ridurre il rapporto di compressione del motore EcoBoost 1.0 e di aggiungere un turbocompressore più grande per una maggiore potenza, attenuando il turbo lag con l’integrazione della coppia che fa girare il motore più velocemente per mantenere sempre performante la risposta del turbocompressore.

Capace di riavviare il motore in circa 300 millisecondi – quasi come un battito di ciglia – il BISG consente, inoltre, alla tecnologia Start&Stop di Puma EcoBoost Hybrid di operare in una gamma più ampia di scenari per un risparmio ancora maggiore di carburante, anche in caso di decelerazione fino a una velocità inferiore ai 15 km/h e anche quando il veicolo è in marcia con il pedale della frizione premuto.

Inoltre, i clienti possono scegliere tra una gamma avanzata di propulsori Ford EcoBoost a benzina e Ford EcoBlue diesel, tutti equipaggiati di serie con la tecnologia Start&Stop per ridurre ulteriormente i costi di gestione e una trasmissione manuale a sei rapporti.

Inoltre, il motore EcoBoost 1.0 da 125CV di Puma garantirà emissioni di CO2 di 131 g/km consumi e consumi da 5.7 l/100 km WLTP (da 103 g/km e 4.5 l/100 km NEDC). 1 A seguito del lancio, verrà introdotta anche una motorizzazione diesel e la trasmissione automatica a doppia frizione a sette rapporti, abbinata al motore EcoBoost.2

Il motore EcoBoost 1.0 ed EcoBoost Hybrid di Puma saranno dotati della tecnologia di disattivazione dei cilindri, che può arrestare automaticamente uno dei cilindri quando non è necessaria la piena capacità del motore. La procedura di disattivazione consente di disinnestare o reinnestare un cilindro in 14 millisecondi – 20 volte più velocemente di un battito di ciglia – senza compromessi in termini di prestazioni o precisione.

Puma offre anche la tecnologia dei Drive Modes che consente ai conducenti di impostare i parametri di acceleratore, sterzo e controllo della trazione, oltre ai tempi del cambio per i modelli automatici, per modulare le prestazioni ai diversi scenari di guida.

Le modalità di guida, tra cui Normal, Eco, Sport, Slippery e Trail, che consentono ai clienti di personalizzare la propria esperienza di guida in base alle condizioni stradali e meteorologiche, hanno anche un layout grafico dedicato, nel quadro strumenti.

Puma ottimizza ulteriormente la piattaforma B dell’Ovale Blu, già in grado di garantire gli apprezzati driving dynamics di Fiesta. Sospensioni più rigide con supporti ottimizzati e ammortizzatori di dimensioni maggiori, riducono l’attrito e aumentano la rigidità in tutto il telaio per garantire driving dynamics al vertice della categoria.

Il design evocativo incontra il massimo della praticità

Affascinante, dinamica e sportiva, Puma ottimizza la piattaforma di una B-car Ford grazie all’introduzione di un passo più lungo e offrire le stesse proporzioni di un SUV.

Puma presenta una linea del tetto bassa e inclinata, per una silhouette accentuata e immediatamente riconoscibile. Il team di designer ha sviluppato linee sinuose per accentuare l’equilibrio nelle forme e, insieme al team degli ingegneri, garantire stile, accessibilità e capacità di carico senza compromessi.

Puma viene presentata con allestimenti ben definiti, tra cui la sportiva ST-Line e l’elegante Titanium, che riflettono le preferenze dei singoli clienti.

Le diverse declinazioni di Puma offrono personalità distintive che riflettono le preferenze dei singoli clienti, tra cui l’elegante Titanium X e la sportiva ST-Line X.

L’elegante allestimento Titanium X offre uno stile esclusivo, con finiture premium e cerchi in lega a 10 razze da 18” Pearl Grey, dettagli in colore nero lucido e cromature per la griglia a nido d’ape, le cornici dei fendinebbia, le minigonne laterali, mentre diffusore posteriore e la piastra paramotore presentano riflessi grigi metallizzati. Gli specchietti retrovisori, nello stesso colore della carrozzeria, includono indicatori di direzione integrati e luci di posizione che illuminano il terreno adiacente, quando vengono aperte.

All’interno, Puma Titanium X è la prima Ford dotata di rivestimenti dei sedili, rimovibili e lavabili, dotati di un elegante sistema integrato di cerniere che consente di rimuoverli facilmente utilizzando una sola mano. I copri sedile studiati appositamente per le famiglie rendono più facile che mai pulire macchie di succo di frutta o impronte di animali domestici, aiutando a mantenere l’abitacolo sempre pulito. Gli interni di Puma Titanium X sono ulteriormente arricchiti dal volante in pelle, da applicazioni effetto legno che rivestono la lunetta del quadro strumenti e il cruscotto, e da inserti in tessuto a motivi geometrici per gli interni delle portiere.

La Puma ST-Line X, ispirata alla Ford Performance, è proposta con cerchi in lega da 18” o da 19” colore nero opaco e sospensioni sportive con molle e ammortizzatori dedicati, nonché pedaliera in alluminio. Nella parte anteriore, la griglia ST-Line presenta elementi neri opachi e cornice lucida, come quella dei fendinebbia e uno spoiler sul tetto più grande e funzionale.

Una palette di 10 vivaci colori esterni comprende Blazer Blue, Frozen White, Race Red, Solar Silver, Agate Black, Lucid Red, Grey Matter, Desert Island Blue, Magnetic e Metropolis White.

Spazio innovativo

Lo stile seducente di Puma nasconde una praticità da crossover compatta senza precedenti, supportata da innovative soluzioni di stivaggio posteriori, che offrono soluzioni pratiche ai problemi di trasporto di tutti i giorni. Puma offre uno spazio di carico senza compromessi best-in-class e uno spazio per i bagagli posteriori di 456 litri. Un vano di carico modulabile può ospitare comodamente oggetti fino a 112 cm di lunghezza, 97 cm di larghezza e 43 cm di altezza con la seconda fila di sedili reclinata.

Sviluppato per soddisfare e superare le esigenze dei clienti, il MegaBox è uno spazio versatile ricavato nel piano di carico, in grado di ospitare comodamente due sacche da golf in posizione verticale.

Il MegaBox offre una capacità di 80 litri in uno spazio di 764 mm di larghezza, 753 mm di lunghezza e 306 mm di profondità, in grado di alloggiare oggetti instabili fino a circa 115 cm di altezza – come piante da appartamento – in posizione verticale. In alternativa, con il coperchio rivolto verso il basso, lo spazio può essere utilizzato per nascondere attrezzature sportive sporche o stivali di gomma fangosi. La fodera sintetica e il tappo di drenaggio posizionato sul fondo del Megabox, ne facilitano la pulizia con acqua.

Realizzata con il 100% di carta riciclata e una colla a base d’acqua, il piano regolabile del bagagliaio presenta una struttura a nido d’ape ispirata alle celle esagonali utilizzate nella costruzione di componenti degli aerei e delle supercar, molto resistente.

Lo stivaggio a bordo della Puma è reso ancora più semplice grazie alla tecnologia del Hands-free Tailgate, che consente l’accesso al vano portabagagli con un semplice movimento del piede sotto il paraurti posteriore.

Inoltre, il portellone di Puma presenta anche un’innovativa soluzione a ripiani incorporata, che risolve la sfida di come gestire e riporre i pacchi durante il carico, lo scarico e il trasporto di oggetti di grandi dimensioni. Il telo copribagagli, montato sul portellone, si muove all’unisono con il portellone ed elimina la necessità di supporti laterali, garantendo un accesso senza ostacoli all’area di carico posteriore. Il copribagagli flessibile si adatta facilmente anche agli oggetti più voluminosi.

Ford Co-Pilot

A bordo di Puma, è stata introdotta un’ampia gamma di tecnologie che utilizzano 3 radar, 2 telecamere e 12 sensori a ultrasuoni, racchiusi nell’innovativo Ford Co-Pilot, per la prima volta su un SUV&Crossover compatto, migliorandone sicurezza, guidabilità e comfort.

L’Adaptive Cruise Control con Stop&Go, Speed Sign Recognition e Lane Centring, disponibile in abbinamento al cambio automatico a 7 rapporti, supporta l’automobile nel mantenimento della distanza di sicurezza dai veicoli che precedono e riduce lo stress durante i lunghi viaggi, contribuendo a mantenere il veicolo centrato nella sua corsia e regolando la velocità entro i limiti monitorando i segnali stradali e i dati condivisi dal navigatore.

La funzionalità Stop&Go consente al sistema ACC di arrestare completamente il veicolo nella fase di partenza-arresto utilizzando fino al 50% della forza frenante totale e la rimette in marcia automaticamente se la durata dell’arresto è inferiore ai 3 secondi. In caso di arresto superiore ai 3 secondi, il conducente può premere il pulsante al volante o applicare delicatamente l’acceleratore.

La nuova funzionalità di avviso di pericolo in tempo reale (Local Hazard Information) – abilitata dal modem integrato FordPass Connect – può informare i conducenti di eventuali situazioni pericolose sulla strada da percorrere, anche se l’incidente non è visibile a causa di una curva o per la presenza di altri veicoli.

Le notifiche di avviso di pericolo in tempo reale vengono fornite indipendentemente dal navigatore satellitare, in base ai dati forniti da HERE Technologies – provenienti dalle autorità locali, dai servizi di emergenza e dai dati di guida provenienti dagli altri veicoli connessi al cloud.

Le segnalazioni, che comprendono l’avviso sulla presenza di lavori stradali, veicoli guasti, animali, pedoni o altri oggetti sulla carreggiata ma anche le eventuali condizioni pericolose di guida, vengono trasmesse al veicolo, dando, inoltre, ai conducenti gli aggiornamenti anche sullo sviluppo di circostanze di al di fuori del loro campo visivo.

Per la prima volta su un modello Ford del segmento B, sarà presente una telecamera posteriore (Rear View Camera) che garantisce una visibilità di 180 gradi, che può essere visualizzata sul touchscreen all’interno dell’automobile, in modo che i pedoni, i ciclisti e gli altri veicoli possano essere visti più facilmente durante le manovre di retromarcia in uscita da parcheggi o passi carrai.

Inoltre, per supportare i conducenti di Puma a guidare in retromarcia con maggiore sicurezza, il Blind Spot Information System (BLIS) con Cross Traffic Alert segnala al conducente quando altri veicoli si avvicinano ai lati nell’angolo cieco e consente, nel caso in cui il guidatore non risponda alle segnalazioni, di frenare per evitare o ridurre le conseguenze di una eventuale collisione.

L’Active Park Assist con parcheggio perpendicolare agevola il parcheggio, consente manovre completamente automatizzate, sia in parallelo sia in perpendicolare, identificando gli spazi adeguati. Inoltre, gli abbaglianti automatici Auto High Beam, modulano il fascio di luce passando agli anabbaglianti quando necessario.

La versione aggiornata del sistema Lane-Keeping ha introdotto la funzionalità Road Edge Detection, è in grado di riconoscere gli eventuali cambiamenti del manto stradale – dall’asfalto a una superficie impervia, a esempio, come un ciglio erboso o ghiaia. Il sistema può applicare la coppia per evitare che il veicolo perda aderenza.

Le tecnologie a bordo della Puma, inoltre, supportano i conducenti anche nella difficile gestione degli scenari urbani. Il Pre-Collision Assist con Pedestrian Detection è in grado di rilevare pedoni presenti sulla strada o che potrebbero attraversare nella traiettoria del veicolo. In caso di potenziale collisione e di una mancata risposta da parte del conducente, il sistema applica automaticamente i freni. Puma presenta una versione aggiornata della tecnologia che integra un angolo di ripresa più ampio, permettendo un monitoraggio avanzato dei movimenti dei pedoni.

In caso di incidente, la tecnologia Post-Collision Braking è in grado di ridurre l’impatto di una potenziale collisione secondaria, applicando automaticamente una moderata pressione sui freni. La possibilità di rallentare l’automobile, dopo una prima collisione, può ridurre le lesioni degli occupanti e i danni alla stessa.

Ulteriori tecnologie progettate per aiutare i guidatori di Puma a evitare incidenti includono:

Evasive Steering Assist: aiuta a evitare le collisioni derivanti da eventuali veicoli che procedono a rilento o inaspettatamente fermi, presenti sulla strada. Progettato per funzionare sia alle velocità urbane sia a quelle autostradali, utilizza un radar e una telecamera per rilevare tali veicoli e fornire supporto al guidatore
Wrong Way Alert: il sistema di avviso di marcia in contromano, utilizza una telecamera installata sul parabrezza e sfrutta le informazioni ottenute dal sistema di navigazione della vettura indicando al conducente di fermarsi o invertire il senso di marcia mediante avvisi acustici e visivi, proiettati sia sul computer di bordo, nel caso in cui si oltrepassino due segnali di ‘senso vietato’ su una rampa di accesso per strade a scorrimento veloce o autostradale.
Ford Puma ha conquistato le 5 stelle dall’autorità indipendente per i crash test Euro NCAP. Il crossover di ispirazione SUV ha guadagnato il massimo del punteggio in base ai protocolli più rigorosi introdotti nel 2018. Puma – compresa la versione elettrificata EcoBoost Hybrid – è uno degli otto modelli Ford ad avere le 5 stelle Euro NCAP.

Euro NCAP ha assegnato a Puma il massimo dei voti per la protezione degli occupanti adulti (94%) e bambini (84%), sia nel test sull’impatto laterale sia in quello, più complesso, del palo. Molte le tecnologie apprezzate tra cui il Pre-Collision Assist with Active Braking, l’Intelligent Speed Limiter e il Lane-Keeping System.

Innovativa e coinvolgente

Gli interni innovativi ed esclusivi di Puma sono stati progettati per permettere ai proprietari di riappropriarsi della propria serenità e offrire un rifugio dalla frenesia della vita quotidiana.

I sedili anteriori con funzione massaggio lombare segment-first a bordo di Puma distendono i muscoli e contribuiscono a viaggi più rilassanti.

I sedili anteriori sono caratterizzati da un design slim-skin con profilo più affusolato, che massimizza lo spazio per le ginocchia dei passeggeri della seconda fila, mentre quello del sedile della seconda fila è stato progettato per agevolare l’ingresso e l’uscita dalla vettura. Anche il sedile del guidatore è regolabile in altezza.

I sedili anteriori e posteriori sono offerti con rivestimenti rimovibili e lavabili, a seconda dell’allestimento di Puma prescelto, che rendono più facile che mai mantenere gli interni come nuovi. La cerniera integrata consente ai proprietari di rimuovere facilmente i rivestimenti con una sola mano.

Inoltre, un tetto panoramico apribile a tutta lunghezza, composto da due pannelli di vetro temperato, crea un’atmosfera ancora più spaziosa e ariosa per tutti gli occupanti.

Per gestire al massimo ogni impegno, le features innovative includono il pad di ricarica wireless per ricaricare i propri dispositivi anche in movimento. Il pad si trova appena sotto il cruscotto, rileva i dispositivi compatibili, avviando automaticamente la ricarica, ed evita di occupare uno dei due ingressi USB di Puma con il cavo di ricarica.

I dispositivi possono rimanere collegati tramite Bluetooth al sistema di comunicazione e intrattenimento SYNC 3 durante l’utilizzo del pad di ricarica wireless, consentendo ai driver di Puma di controllare le funzioni di audio, navigazione e gli smartphone connessi, utilizzando semplici comandi vocali. Il sistema è compatibile con Apple CarPlay e Android Auto™ senza costi aggiuntivi, ed è supportato da un touchscreen centrale da 8” con funzione pinch&swipe.

La tecnologia del modem on-board FordPass Connect trasforma Puma in un W-iFi hotspot con connettività disponibile fino un massimo di 10 dispositivi. Il sistema fornisce una serie di funzioni attraverso l’app FordPass, tra cui il Vehicle Locator, il Vehicle Status che fornisce informazioni relative ai livelli di carburante, dell’olio e del sistema antifurto, il Door Lock/ Unlock, che consente l’accesso remoto alla vettura e il Remote Start, che consente l’accensione da remoto per le versioni a trasmissione automatica da 7 rapporti. 4

Inoltre, è disponibile il sistema audio premium B&O, specificamente calibrato per regalare l’esperienza audio migliore possibile indipendentemente dalle condizioni di guida.

Il sistema dotato di dieci diffusori – tra cui un subwoofer da 150 mm x 200 mm integrato nel bagagliaio non ne compromette lo spazio, offrendo un suono dei bassi sempre uniforme.

Le posizioni dei tweeter sono state ottimizzate per riprodurre le sonorità di un vero e proprio spettacolo dal vivo, offrendo un’esperienza di ascolto avvolgente per tutti gli occupanti. Il sistema è alimentato da un amplificatore di elaborazione del segnale digitale da 575 watt (Digital Signal Processing Amplifier) che controlla l’equalizzazione e il missaggio audio, incluso il surround sound.

Inoltre, il quadro strumenti LCD da 12.3”, completamente configurabile, consente ai conducenti di personalizzare e gestire la visualizzazione delle informazioni, tra cui le tecnologie di assistenza alla guida e le notifiche del navigatore. Il quadro strumenti utilizza la tecnologia free form che consente un design delle immagini senza interruzioni che va oltre il tradizionale design rettangolare.

Puma si unisce, arricchendola, alla gamma di SUV & Crossover Ford in Europa, tra cui Fiesta e Focus Active, EcoSport, Kuga, Edge e il nuovo Explorer Plug-In Hybrid.

L’Ovale Blu ha assunto altre 1.700 persone e investito circa 200 milioni di euro nello stabilimento di Craiova, per sostenere la produzione del modello – portando così a quasi 1.5 miliardi di euro l’investimento totale di Ford in questo stabilimento dal 2008.

domenica 12 gennaio 2020

Novità per Audi Q2 e A1


Il model year 2020 di Audi Q2 e Audi A1 presenta allestimenti ancora più ricchi e una ridefinizione dell’offerta. Audi Q2 Admired può contare su di una dotazione funzionale per la guida in città, mentre la variante Identity black, top di gamma anche per Audi A1 Sportback, si avvale di dettagli sportivi e del look nero. L’inedita versione Identity contrast, dedicata ad Audi A1 citycarver, enfatizza il look a contrasto caratteristico del crossover metropolitano dei quattro anelli.

Gli Italiani amano i SUV. Una constatazione suffragata dalla costante crescita della gamma Q, espressione del più avanzato concetto di sport utility, che nel 2019 ha raggiunto il 47% di mix sul totale dell’immatricolato Audi. Soglia d’ingresso della famiglia dei SUV di Ingolstadt è Q2, rinnovata per il 2020 nelle versioni, più ricche, nelle dotazioni estetiche e nell’accessibilità alla motorizzazione 1.5 TFSI.

La ridefinizione degli allestimenti vede l’offerta di Audi Q2 contare sulle varianti Q2, Business, Admired, S line edition e Identity Black. In grado di coniugare design innovativo ed elevata funzionalità, la variante Business prevede ora di serie – a parità di prezzo rispetto al passato – dotazioni di pregio quali il cruise control adattivo (ACC), il display a colori da 3,5 pollici del sistema d’informazioni per il conducente, i proiettori a LED con gruppi ottici posteriori a LED corredati d’indicatori di direzione dinamici, gli inserti in alluminio spazzolato opaco, il poggiabraccia centrale anteriore e il pacchetto luci interne. Il vantaggio Cliente raggiunge il 58%, per spingersi sino al 72% nel caso dello step superiore, denominato Admired, che rappresenta il best seller della gamma Q2 con un mix prossimo al 60% degli ordini.

La rinnovata variante Q2 Admired si arricchisce di dotazioni particolarmente apprezzate nella guida in città quali i sensori di parcheggio anteriori e posteriori, l’Audi smartphone interface, che stabilisce un collegamento con i cellulari iOS o Android e replica l’ambiente Apple CarPlay o Android Auto sul display MMI, e i cerchi in lega da 18 pollici anziché le precedenti ruote da 17 pollici. La vocazione urbana di Audi Q2 Admired è ulteriormente rafforzata dall’abbinamento con le motorizzazioni a 3 cilindri 1.0 (30) TFSI 116 CV* e a 4 cilindri 1.5 (35) TFSI da 150 CV* e 250 Nm di coppia. Audi Q2 35 TFSI, proposta a un prezzo più aggressivo rispetto al passato – nel caso delle varianti Admired, S line edition e Identity black il risparmio raggiunge i 2.550 euro – può essere dotata del cambio manuale a 6 marce o della trasmissione a doppia frizione S tronic a 7 rapporti. In entrambi i casi, al contenimento dei consumi contribuisce la tecnologia COD (cylinder on demand). A carichi medi e ridotti, gli attuatori sull’albero a camme disattivano il secondo e terzo cilindro, chiudendo le valvole di aspirazione e di scarico. La gestione elettronica del motore disattiva l’accensione e l’iniezione.

Il 1.5 TFSI, analogamente a tutte le motorizzazioni di Q2, è abbinabile agli allestimenti top di gamma S line edition e Identity black, arricchiti dalle medesime novità appannaggio della variante Admired. Identity black che, nello specifico, è caratterizzata dai cerchi in lega Audi Sport da 19” a 5 razze a rotore in nero lucido, dal pacchetto look nero ampliato, che include i blade e le calotte dei retrovisori laterali in nero brillante, dai cristalli posteriori oscurati e dai terminali di scarico neri.
Prezzi, per Audi Q2, da 26.900 euro – 1.0 (30) TFSI 116 CV – e da 28.100 euro – 1.6 (30) TDI 116 CV.

Novità all’insegna della sportività e della ricercatezza estetica per la famiglia Audi A1, soglia d’ingresso alla gamma A. Tanto Audi A1 Sportback, che nel 2019 ha pressoché raddoppiato i volumi di vendita rispetto alla precedente generazione e detiene il 42% di quota nel proprio segmento, quanto Audi A1 citycarver, il crossover metropolitano dei quattro anelli, beneficiano dell’introduzione delle versioni Identity.

Audi A1 Sportback Identity black, versione top di gamma basata sulla variante S line edition, può contare su dotazioni votate alla sportività quali i cerchi in lega da 18″ Audi Sport con design a 10 razze a stella nero lucido, il look nero – che include la cornice al single frame e ai finestrini dalla finitura total black analogamente agli inserti ai paraurti – i vetri laterali posteriori e il lunotto oscurati e, elemento di spicco, il tetto a contrasto cui si affianca il pacchetto di contrasto 2 in nero Mythos che interessa le calotte dei retrovisori laterali e i profili esterni, enfatizzando la finitura bicolore della vettura.

La caratterizzazione bicolor di Audi A1 trova massima espressione nell’inedita variante Identity contrast di Audi A1 citycarver, valorizzando l’alternanza delle tonalità del grigio e del nero. Alle dotazioni della versione Admired si aggiungono così elementi caratterizzanti quali i cerchi in lega da 18″ con design a 5 razze in grigio a contrasto, parzialmente lucidi, il tetto e le calotte dei retrovisori laterali a contrasto in nero Mythos o grigio Manhattan e, infine, il look nero, dai contenuti identici ad A1 Sportback. Le novità in vista del 2020, nel caso di A1 citycarver, si completano con il debutto dei pacchetti #ambient, dedicato all’illuminazione dell’abitacolo, #comfort, votato alla praticità d’uso in ambito urbano, ed #epic, il cui filo conduttore è l’hi-tech, dato che include – con un vantaggio Cliente di oltre il 10% – il sistema audio Bang & Olufsen da 560 Watt con tecnologia 3D, un plus unico per la categoria che celebra la partnership della Casa dei quattro anelli con Club to Club, il più importante Festival italiano di musica d’avanguardia, cui si affiancano ulteriori accessori quali l’Audi virtual cockpit e il pacchetto vano bagagli.

Prezzi da 22.200 euro per Audi A1 Sportback MY20, nella versione 1.0 (25) TFSI 95 CV, e da 24.300 euro per A1 citycarver, anch’essa nella variante 1.0 (25) TFSI 95 CV. Il listino per gli allestimenti Identity black e Identity contrast parte rispettivamente da 27.575 euro – A1 Sportback 1.0 (25) TFSI – e da 27.150 euro – A1 citycarver 1.0 (30) TFSI 116 CV.

domenica 5 gennaio 2020

Nuovo motore per la T-Cross


Si amplia l’offerta di motori a benzina della T-Cross, disponibile anche con il 1.5 TSI da 150 CV associato al cambio automatico a doppia frizione DSG a 7 rapporti. Questa potente unità turbo a iniezione diretta introduce una variante sportiva e di carattere al vertice della gamma del City SUV Volkswagen, che dall’arrivo sul mercato nell’aprile scorso ha già conquistato quasi 20.000 Clienti italiani.

La T-Cross 1.5 TSI 150 CV DSG è disponibile presso le Concessionarie Volkswagen negli allestimenti Style e Advanced, con prezzi di listino a partire da 25.200 Euro. L‘inedita T-Cross 1.5 TSI 150 CV DSG coniuga prestazioni, efficienza ed emissioni ridotte: nel ciclo WLTP, il suo consumo combinato è di 6,4-6,7 litri/100 km, mentre le sue emissioni di CO2 si limitano a 144-152 g/km. Inoltre, è omologata secondo le più recenti e rigorose normative sulle emissioni Euro 6d-TEMP-EVAP-ISC.

Questa efficienza è possibile anche grazie all’ACT, il sistema di gestione che disattiva temporaneamente due dei quattro cilindri quando non sono necessari. Il tutto senza intaccare le prestazioni: con 150 CV e una coppia massima di 250 Nm disponibile tra 1.500 e 3.500 giri, la T-Cross 1.5 TSI DSG accelera da 0 a 100 km/h in 8,5 secondi e raggiunge la velocità massima di 200 km/h. Con 4,11 metri di lunghezza, la T-Cross è la più compatta della T-Family, la gamma di SUV e crossover Volkswagen. Il suo design dal carattere forte, si sposa con proporzioni razionali che ne esaltano la praticità, soprattutto all’interno.

La T-Cross, infatti, ha un bagagliaio tra i migliori della categoria, con un volume che varia da 385 a 455 litri grazie al divano posteriore scorrevole (14 centimetri). Fino a quattro porte USB e la ricarica wireless (induttiva) assicurano un collegamento in rete ottimale e l’energia necessaria per gli smartphone. La Volkswagen T-Cross 1.5 TSI 150 CV monta di serie il cambio automatico a doppia frizione DSG a 7 rapporti ed è disponibile nei due allestimenti più ricchi Style e Advanced, caratterizzati da una dotazione di serie completa e da ampie possibilità di personalizzazione. In particolare, la Volkswagen T-Cross vanta 11 diversi colori per la carrozzeria ed equipaggiamenti di sicurezza da categoria superiore.

domenica 29 dicembre 2019

BMW Serie 2 Gran Coupè. Sognare in piccolo può piacere molto

di Roberto Berloco - Ha finalmente un degno destinatario quell’elegante guanto di sfida incarnato dalla Mercedes Benz CLA. Un assalto in piena regola alla Stella dalle tre punte, un attacco magistrale che s’appella Gran Coupè.

Basta il colpo d’occhio, per aver subito tutto chiaro. Con la nuova nata, l’operazione di Monaco di Baviera mira a privare Stoccarda della supremazia nell’infra-segmento delle coupè compatte a quattro porte. Adesso, l’astro che brilla sul muso della CLA, potrebbe cominciare a rilucere meno di quanto abbia fatto sinora e, di certo, non può rappresentare un conforto il dato delle maggiori dimensioni che la sfidata vanta.

Naturalmente, sarà il mercato di quest’anno nuovo a dire se la  principale concorrente della Mercedes Benz, riuscirà o meno nell’obiettivo. Di certo, per ora, ci sono l’anteprima d’una presentazione - la quale, ad ogni buon conto, racconta già tanto - ed un nome composto ma breve, semplice ma del tutto completo ed espressivo.
Gran Coupè, dunque, e come gran bel vedere, anzitutto! Qualunque sia l’angolazione o la distanza da cui la si guardi, questa BMW, che potrebbe definirsi la versione maggiorata della Serie 2 Coupè, avvince subito i sensi, garantendo subito un riguardo tutto speciale a quello della vista, ammessa al piacere d’un tatto sensuale ed intrigante.

Con il pianale ed i sistemi di trazione derivati dalla Serie 1 - anche se, stando alle rivelazioni più recenti di  Klaus Fröhlich, responsabile ingegneristico della Casa bavarese, dalla 1 dovrebbe ereditare solo la trazione integrale, non anche l’anteriore, per così lasciar spazio alla più tradizionale posteriore - sfoderando una linea ancor più vivace rispetto al modello al quale s’affianca, vale a dire la Serie 2 Coupè, questa nuova creatura rispecchia l’impronta estetica delle ultime BMW. E’ evidente, soprattutto, nel gruppo ottico di dietro, dove sono innegabili le affinità, oltre che naturalmente con quanto esprime la 1, con quello della più recente X 4, della nuova Serie 3 e del prossimo arrivo in programma, vale a dire la rinnovata X6. Ma un richiamo anche, e di somiglianza più ampio, è ravvisabile soprattutto con l’altra Gran Coupè della stessa griffe, vale a dire quella Serie 8 al cui concept, si deve ascrivere buona parte degli sguardi d’ammirazione degli appassionati dell’Elica al Salone di Ginevra di due anni fa.

Relativamente modesta nelle proporzioni si, ma con una carrozzeria scolpita da quel tipico vento sportivo, che spira per regola a Monaco, e al punto da interpretare un sogno, magari appunto più in piccolo, ma non per questo meno piacevole.

Dalla calandra, muscolosa ed istoriata baroccamente tutt’attorno al doppio rene, sempre più esteso come nell’impostazione del nuovo corso stilistico da alcuni anni a questa parte, per proseguire con le fiancate, non così nervate ma ben tese ed assorbite al senso marcatamente dinamico del corpo vettura, fino alla coda, dov’è di nuovo esaltato il tema d’una robustezza visiva che rimeggia con grinta ed eleganza, tutto in questa BMW testimonia d’uno stile che, pur rimanendo identico nel tempo ed inconfondibile per gli stilemi che lo caratterizzano, interpreta l’istante della moda con originalità e la solita, teutonica puntualità. 

Sul fronte delle versioni, per quanto si prevede ad ora, si partirà dalla 218i per la benzina e dalla 220d per il gasolio, per approdare, in una sorta d’unico ed enorme balzo, alla portentosa 235i X Drive. La più spinta della Gran Coupè, potrà contare sulla sicurezza della trazione integrale, un motore turbo compresso 2.0 l da quattro cilindri, la bellezza di 306 cavalli pronti al galoppo all’atto dell’accensione, ed una velocità massima autolimitata a 250 km/h.

L’attesa ora è di guidarla con mano propria, ricordando che, rinunciando alla motorizzazione più prestazionale della gamma, sono disponibili quelle meno potenti della base - poco sopra i 30.000,00 euro, abbordabili da tasche più modeste o da chi crede che, per essere a bordo d’una BMW di razza, possa bastare pure solo il colpo di scena del suo  “vestito”. Uno che, per tutto questo 2020, saprà senza dubbio stupire per le strade italiane, rinvigorendo i fasti d’un marchio che continua nel contribuire a fare grande la storia dell’auto.

domenica 22 dicembre 2019

Mazda presenta la 2 MY2020

Dopo 5 anni dal debutto della nuova Mazda2, la piccola ammiraglia di Mazda è oggetto di importanti aggiornamenti di prodotto in occasione dei quali vengono introdotte le nuove motorizzazioni ibride dotate di tecnologia Mazda M Hybrid.

L’ultima evoluzione del design Kodo conferisce alla nuova Mazda2 un maggiore prestigio stilistico grazie alla purezza e al dinamismo di un’estetica minimalista e al tempo stesso elegante. Invariata nella dimensioni esterne, la Mazda2 2020 è stata oggetto di un rivisitazione estetica che accentuasse il family feeling con la Mazda3 e la CX-30. La piccola ammiraglia presenta una nuova griglia anteriore a nido d’ape, paraurti anteriori e posteriori di nuovo disegno, proiettori a LED di serie su tutte le versioni e il sistema di frenata automatico di emergenza in città con rilevamento dei pedoni anche di notte.

Per quanto riguarda gli interni, materiali e combinazioni di colori sono stati scelti con cura per creare un ambiente armonioso e di alta qualità. Spiccano le nuove tonalità interne in nero e marrone per la versione Evolve, mentre per la versione Exceed troviamo rivestimenti nero/Blue Navy; il nuovo allestimento top di gamma Exclusive si caratterizza invece per i rivestimenti in pelle con tonalità scura o chiara a scelta, entrambi impreziositi da finiture in tessuto scamosciato Granlux®. La qualità di vita a bordo è migliorata ulteriormente grazie alla disponibilità di serie dell’Apple CarPlay™ e Android Auto™ integrato nel sistema infotainment Mazda Connect con display centrale a grafica TFT a colori da 7″ ed HMI Commander.

È soprattutto da un punto di vista tecnico che la Mazda2 2020 presenta gli aggiornamenti più importanti: con l’adozione della tecnologia Skyactiv Vehicle Architecture le sospensioni sono state aggiornate e lo sterzo rivisto, i sedili resi più confortevoli con una nuova conformazione e struttura, è stata introdotta la tecnologia G-Vectoring Control Plus ed è stato apportato un sensibile miglioramento alla insonorizzazione interna: tutto questo a garanzia di un elevato comfort in ogni condizione di guida.

La Mazda2 2020 sarà disponibile con i nuovi propulsori1.5L Skyactiv-G da 75 CV e 90 CV, ora dotati del cambio manuale a 6 rapporti e della tecnologia Mazda M Hybrid. In ambito meccanico sono stati fatti grandi passi avanti nell’efficienza dei motori grazie a nuovi pistoni, un nuovo sistema di raffreddamento e nuovi iniettori che rendono il motore di Mazda2 un gioiello tecnologico, di base molto efficiente e brillante, tanto da fregiarsi della omologazione Euro6d.

Inoltre, il motore di Mazda2 2020 si avvale della elettrificazione leggera Mazda M Hybrid, cioè di un piccolo propulsore elettrico che fornisce un “aiuto” al motore termico nelle fasi più dispendiose di energia e carburante, garantendo così ottimi valori di efficienza. Il livello di emissioni di CO2 della Mazda2 2020 è infatti di soli 94 g/km mentre il consumo medio è di 4.1l/100 Km (dato NEDC correlato) per entrambi i livelli di potenza, valori che pongono Mazda2 2020 ai vertici della categoria e le fanno godere degli incentivi locali previsti per i veicoli ibridi.

La Mazda2 2020 arriverà negli showroom Mazda a partire da metà gennaio 2020 con un listino che partirà dai 17.800 Euro previsti per la versione Evolve sia con motore da 75 CV sia da 90 CV fino ad arrivare ai 22.550 Euro della versione Esclusive da 90 CV.

Per celebrare l’arrivo della Mazda2 2020 e dei suoi nuovi motori dotati della tecnologia Mazda M Hybrid, Mazda ha previsto l’iniziativa Hybrid Celebration che garantirà un vantaggio che parte da 2.300 Euro ai primi clienti che acquisteranno la piccola ammiraglia entro il 31 gennaio 2020.

martedì 17 dicembre 2019

Nasce a Bari 'Maldarizzi Mobility Hub', il nuovo concept store della mobilità

BARI - Nasce a Bari in via Argiro 54 MALDARIZZI MOBILITY HUB il nuovo punto di riferimento nel campo dell’automotive e della mobilità targato Maldarizzi Automotive S.p.A. Uno spazio liquido e multiservizi che si pone l’obiettivo di diffondere cultura sul tema della mobilità, un punto di contatto tra esigenze di mercato e offerte di soluzioni sempre più personalizzate di consulenza, vendita, noleggio e assistenza a 360°, dalla micromobilità (ovvero il mondo che riguarda i PLEV, acronimo di Personal Light Electric Vehicles, come monopattini, hoverboard, segway, skateboard e monowheel) passando per soluzioni di noleggio e vendita di autovetture e veicoli commerciali. Allontanandosi dal concetto del classico showroom o punto vendita in centro città,

MALDARIZZI MOBILITY HUB è l’innovativo touchpoint attivo e dinamico, un'idea d'interazione tra Cliente e concessionaria d'auto che si trasforma in concept store: uno spazio non solo di vendita, in cui il visitatore viene accolto in una esperienza immersiva di servizi ed offerte sempre più tailor made. All’interno dello spazio, infatti, è possibile conoscere tutti i servizi offerti dall’Azienda, dal noleggio a lungo termine all’assistenza ufficiale post vendita, dalla ricambistica ai servizi assicurativi e finanziari, fino al merchandising ufficiale Maldarizzi Automotive S.p.A. MALDARIZZI MOBILITY HUB sarà anche la piattaforma per accedere al programma MaDE - Maldarizzi Driving Experience - la prima associazione automobilistica sportiva del Sud Italia dedicata ai possessori di Perfomance Car e agli appassionati della guida e delle vetture sportive, performance e luxury.

Un programma di attività dedicato e riservato a clienti speciali, con eventi a tema, corsi di guida sicura e sportiva, raduni, gare, Car Tour, esibizioni sportive e di intrattenimento. Con MALDARIZZI MOBILITY HUB si stringe un legame ancora più forte con il Cliente anche in occasione dei 40 anni dell’Azienda. MALDARIZZI MOBILITY HUB verrà inaugurato Giovedi 19 dicembre dalle ore 17:30, in via Argiro 54 a Bari e rimarrà aperto 7 giorni su 7.

domenica 15 dicembre 2019

Formula 1: importanti novità per il 2021

di Roberto Berloco - E’ uno dei pochi sport che, subito dopo il calcio, fa battere il cuore alla maggioranza degli Italiani.

Forse perché, a rientrare tra i suoi protagonisti, c’è una Casa produttrice fieramente italiana, storica, celebre, assai amata e non solo nella patria del suo fondatore, tale buon’anima a nome di Enzo Ferrari. O, forse, solamente perché, come molti popoli del pianeta, anche quello italiano è sensibile ad una particolare ebrezza, quella della velocità.

Al di là di queste o, ancora, di altre ragioni, un dato è sovranamente certo: nessun’altra declinazione dell’automobilismo sportivo riesce ad attrarre così popolare entusiasmo come la Formula 1.

Se ben oltre un centinaio d’anni di corse - la Parigi-Rouen, la prima a carattere agonistico, la nonna di tutte le gare, ebbe luogo nel 1894 - ha creato una tradizione fondamentale per giustificare l’enorme prestigio di cui gode oggi la serie regina delle quattro ruote in pista, un ruolo importante nell’imporsi alle grandi platee lo ha avuto, senza dubbio, il nutrimento sistematico di valore provenuto da autentiche leggende del volante, come Tazio Nuvolari, Manuel Fangio, Gilles Villeneuve, Niki Lauda, Michael Schumacher o, ancora, da indiscussi campioni capaci di lasciare il segno nel marmo della storia motoristica, come Nigel Mansell, Alain Prost, Rene Arnoux, Nico Rosberg e, tra chi non ha raggiunto ancora la soglia del ritiro, Fernando Alonso, Sebastian Vettel, Lewis Hamilton, insieme ad una lunga serie di molti altri.

Sono, infatti, le abilità dei migliori tra i piloti, a metter fuoco e a far da sale nell’agone, il loro giuocare d’astuzia nel decidere le traiettorie, la loro audacia nell’affrontare il rischio e tutti quei pericoli che abbondano nel ventre del binomio tra competizione e alta velocità.

Annunciate con largo seguito d’interesse, fedelmente al solco di migliorare sempre più prestazionalità e spettacolarità, oltre che, e non da meno, l’aspetto della sicurezza, sono diverse le novità che vedranno luce coi regolamenti del 2021 per la Formula 1. Piluccandone solo alcune, la prima riguarderà il cosiddetto effetto suolo, che viene reintrodotto a distanza di decenni.

Con l’obiettivo sostanziale di porre un freno alle turbolenze, diverranno obbligatorie apposite bocche sul fondo delle vetture iscritte al circus. Loro funzione incamerare l’aria lungo specie di canali, dove la stessa finirà per entrare in uno stato di compressione idoneo a tener la macchina piombata all’asfalto. Un’altra mano contro le turbolenze, sarà poi offerta da un ricamo sinuoso di bordature, che correranno lungo i fianchi del corpo del bolide.

Deciso anche l’intervento che riguarderà l’ala anteriore, del tutto riconcepita, nella direzione d’uno snellimento complessivo, col muso che ci starà perfettamente incuneato, come assorbito ad essa.

Non diversa sorte per l’alettone posteriore, anch’esso ridisegnato. La sua struttura sarà destinata a contrastare meglio le spirali d’aria che si generano dietro, purificando il flusso per chi segue e così agevolandone l’inseguimento tallonante.

Si conserverà invariato, invece, il registro del motore ibrido fino ad oggi adottato dalle scuderie, con l’unica differenza di una power unit che utilizzerà materiali di minor prezzo, nell’ottica d’una maggiore uniformizzazione delle possibilità d’accesso a parti costitutive.

La benzina dovrà obbligatoriamente contenere una percentuale di biocarburante, pari ad un quinto, ma in previsione d’aumentare ulteriormente, assecondando così la filosofia dell’organizzatore a rendere sempre più coerenti gli eventi di Formula 1, com’è comprensibile che sia, alla nuova epocale impostazione ecologica del movimento su gomma.

Scatterà, poi, il vigore d’una disciplina che distingue tra componenti che ogni sfidante al podio dovrà realizzare da sé e solo per sé, ed altre che, invece, potranno essere comuni. Tra le prime, ad esempio, gli allestimenti per l’aerodinamica, mentre per le seconde, sempre per esempio, congegni come cambio e frizione.

Passando al lato organizzativo, e volendo anche qui solo ammiccare ad alcuni dei più rilevanti tra i mutamenti in attesa, emerge subito il limite imposto al numero di testaggi nella galleria del vento, non oltre quattrocento. Un limite, peraltro, da ridurre ulteriormente andando innanzi col tempo.

Nell’ambizione d’incrementare a venticinque il totale dei Gran Premi, s’escluderà il giovedì dal palinsesto di fine settimana, con la conseguenza di veder iniziare le attività di controllo a partire dalla mattinata del venerdì e, per le squadre, quanto agli elementi nuovi che si vogliano sperimentare, di poterlo fare durante le libere ma non di poterli poi introdurre in gara, con l’ulteriore conseguenza di doversi affidare più al simulatore che alle verifiche sul vivo del circuito.

Un altro tema, critico sino ad oggi e connesso alla sicurezza, è rappresentato dai frammenti o residui sulla carreggiata della pista. Con le nuove regole, le varie superfici esterne del veicolo saranno ricoperte da uno speciale tegumento che, nell’ipotesi di scontri, dovrebbe impedire uno sparpagliamento di pezzi sull’asfalto. Sempre nell’ottica d’assicurare al meglio l’integrità del pilota, l’area anteriore crescerà inoltre in lunghezza, così da assicurare più resistenza nell’eventualità di un impatto, mentre le fiancate saranno a loro volta potenziate, permettendo cabine di guida più robuste e capienti.

Ancora: il capitale complessivo che, per stagione, ogni scuderia potrà investire, non dovrà superare il tetto dei 175 milioni di dollari, anche se, in questa somma, non sono da contemplare il compenso per il pilota e le uscite di bilancio collegate alla mercatistica.

All’indirizzo d’un saggio contingentamento dei costi, s’aggiungerà infine una supervisione ancora più rigorosa da parte delle autorità della Fia. Non a caso, a queste si dovrà consentire, preliminarmente alle competizioni, la visione tridimensionale Cad della monoposto, per poter sincerarne la regolarità secondo le prescrizioni.

Questi ed altri i passi in avanti che, sul piano tecnico oppure organizzativo, mirano a rendere sempre più all’avanguardia una disciplina sportiva, cui si riconosce di mettere in circolo sia la potenza di motori sensazionali, sia la bellezza di emozioni autentiche e sane nella grande marea di tifosi e spettatori che, anche perciò, non avranno mai un confine d’età.

domenica 8 dicembre 2019

BMW, Honda, Toyota richiamano 1,4 milioni di auto nel mondo a causa di airbag difettosi

Un nuovo e distinto problema è stato scoperto negli air bag realizzati dall'azienda ormai fallita Takata che ha causato almeno un decesso. Il malfunzionamento scoperto di recente è diverso dal difetto che ha causato almeno 24 decessi e centinaia di feriti in tutto il mondo, sebbene il risultato, come il problema precedente, porti ad air bag che possono esplodere e scagliare schegge, uccidere o ferire persone. Takata sta aggiungendo circa 1,4 milioni di airbag anteriori ai richiami negli Stati Uniti, secondo i documenti del governo pubblicati mercoledì. La casa automobilistica BMW ha preso l'iniziativa senza precedenti di chiedere ai proprietari di oltre 12.600 modelli E46-3, prodotti tra il 1997 e il 2000, di smettere immediatamente di guidarli, perché gli airbag potrebbero essere difettosi.

Si tratta degli airbag Takata Nadi, type 5AT, legati a un incidente mortale e a un caso di gravi lesioni in due collisioni in Australia. L'ente di controllo sulla concorrenza e la protezione dei consumatori notifica che il richiamo viene dopo che autorità di sicurezza hanno identificato un andamento di aperture anormali dell'airbag, che coinvolgevano auto BMW in Australia, Giappone e Stati Uniti. Se un veicolo con airbag difettoso entra in collisione, il sistema di gonfiaggio può perforarsi, causando il lancio ad alta velocità di frammenti metallici acuminati entro la cabina, spiega l'Australian Competition and Consumer Commission (Accc). La vice presidente Delia Richard ha precisato che la BMW dovrà farsi carico di trainare l'auto in una struttura di ispezione e riparazione e se il veicolo è munito di uno degli airbag percilesi, fornirà un veicolo sostitutivo o rimborserà trasporti alternativi finché non saranno disponibili le parti di ricambio. Inoltre, vengono richiamati anche alcuni veicoli Audi, Honda, Toyota e Mitsubishi prodotti dal 1995 al 2000, ma mercoledì non erano disponibili informazioni su quali modelli.

A differenza dei precedenti richiami, i gonfiatori Takata non azotati non usano nitrato di ammonio volatile per riempire gli airbag in caso di incidente. Ma il propellente dell'airbag può comunque deteriorarsi nel tempo se esposto all'umidità ed esplodere troppo velocemente, facendo esplodere il corpo del gonfiatore. Potrebbero anche non gonfiarsi completamente per proteggere le persone in un incidente. I regolatori di sicurezza statunitensi hanno dichiarato di essere stati informati da Mitsubishi che l'unico veicolo statunitense interessato è Montero dal 1998 al 2000. In un comunicato, Audi ha dichiarato che sta indagando se siano interessati negli Stati Uniti i modelli dal 1997 al 1999 di A4, A6, A8 o TT. La National Highway Traffic Safety Administration degli Stati Uniti ha comunicato in una nota che si sta confrontando con i produttori di automobili sui richiami. Ha invitato i proprietari a cercare i richiami nelle prossime settimane inserendo il numero di identificazione del veicolo su www.nhtsa.dot.gov/recalls.

Nell’attività a tutela dei consumatori e dei proprietari o possessori di veicoli a motore, lo “Sportello dei Diritti”, ancora una volta, grazie al servizio che svolge monitorando tutti i richiami tecnici per l'eliminazione di difetti di produzione o di progettazione riguardanti la sicurezza che interessano i veicoli circolanti, anticipa in Italia l’avvio di procedure di tal tipo da parte delle multinazionali automobilistiche anche a scopo preventivo, poiché non sempre tutti coloro che possiedono una vettura tra quelle indicate vengono tempestivamente informati. È necessario, quindi, spiega Giovanni D’Agata presidente dello  “Sportello dei Diritti”, prestare la massima attenzione e rivolgersi alle autofficine autorizzate o ai Concessionari in Italia, nel caso in cui la propria autovettura corrisponda al modello in questione. Gli uomini delle rinomate case automobilistiche dovranno apportare i dovuti correttivi e risolvere un problema grave, destinato a suscitare non poca preoccupazione per la difettosità segnalata.

venerdì 29 novembre 2019

Mercedes Benz G-Klasse. Quando un fuoristrada vale più di un SUV

di Roberto Berloco - Se la maggior parte di tutte le Classe “G” prodotte dall’inizio della loro commercializzazione (intorno alle 300.000), sono ancora circolanti nel pianeta e tenute in sacra considerazione dai loro proprietari, una ragione ci sarà e, magari, anche più d’una.

Sono in molti a concordare. E’ difficile che una “G” passi inosservata, ma dopo averla scorta, l’impressione non è stabilmente univoca. Questo per via di quella certa sagoma che chiama vistosamente in causa il concetto di fuoristrada - d’altronde “G” sta per “Geländewagen”, dal tedesco all’italiano, appunto, fuoristrada - e, insieme, per quella strana sensazione che segue d’un battito di ciglia, vale a dire che non si tratti poi propriamente d’un fuoristrada, a causa di tutta quell’abbondanza di lusso che trasuda da dentro e da fuori.

Inevitabile, dunque, entrare in confusione riportando la “G” solo alla categoria SUV. E, questo, anche dovesse capitare il percorso inverso. Se la prima impressione, difatti, fosse calamitata dallo sfarzo della categoria Premium, innegabile in ogni particolare, trovando così certezza che si tratti d’un SUV in pompa magna, quella immediatamente successiva, legata alla percezione dello schema stilistico decisamente spartano, aprirebbe la porta al dubbio che possa trattarsi di qualcosa di assai più vicino alle crudeli necessità di taluni percorsi.

Il nodo del mistero è presto sciolto da uno sguardo alla storia. La “G-Klasse”, come si declina nella lingua di Hermann Hesse, non è nata come SUV e, soprattutto, non si è evoluta con riguardo specifico al concetto di SUV, per quanto oggi possa rispecchiarsi a pieno diritto pure in esso.

E’ nel 1972 che Mercedes Benz sigla un accordo di cooperazione con l’industria austriaca Steyr Daimler Puch, per la concezione d’un veicolo in grado d’affrontare qualunque genere di fondo e di contesto climatico. A questa funzione fuoristradistica, avrebbe dovuto affiancare, naturalmente, l’impronta d’un modello fedele ai canoni di elevata qualità tipici di tutti i prodotti della Casa della Stella.

I dirigenti di Stoccarda si rivolgono proprio alla Steyr per la sua maggiore idoneità strategica ad un partenariato in questo specifico settore. La manifattura di Graz, infatti, disponeva già d’impianti, tecnologie ed esperienza per la realizzazione di fuoristrada, avendo prodotto sino a quel momento l’”Haflinger”, un automezzo destinato ad usi rustici e con una storia di tutto rispetto alle spalle, ma ormai, per limiti d’età, tale da giustificare la svolta verso un nuovo prodotto.

Per la messa a punto di quest’ultimo, nel 1977 le due aziende costituirono un’apposita società, la GFG (Geländefahrzeug Gesellschaft mbH), il cui pacchetto azionario venne suddiviso in eguali metà. La produzione ebbe inizio due anni appresso, con la lettera di battesimo “G” e risultati d’ingresso che non delusero, considerando le commesse subito guadagnate da alcuni eserciti.

Da questo momento in poi, la vita della Serie “G” si sviluppa nell’arco di quelle che, nella sostanza, si possono considerare tre generazioni, durante le quali gli esterni ricevono pochissime modifiche, al punto che, della versione contemporanea, si direbbe che, in tutto e per tutto, si tratta dell’originaria appena rivisitata. Linee conservatesi ben tese e squadrate, con spigoli vivi e un coefficiente aerodinamico con poche concessioni alla modernità, per il risultato paradossale d’una carrozzeria che, in quanto divenuta ormai singolarmente originale, si conserva ancora di passo attuale.

La prima delle tre fasi si riconosce nel progetto denominato W 460. Sotto questa sigla vengono costruiti ben 51.688 esemplari, lungo un orizzonte temporale che va dal 1979 al 1991. Le motorizzazioni dell’epoca erano ancora abbastanza “modeste”, visto che per la versione a benzina s’andava dai 2 agli 2,8 litri, mentre per il gasolio dai 2,4 ai 3 litri.

Più o meno simultaneamente al termine di questo periodo, prende avvio il successivo, con il lancio di una “G” rinnovata e identificata dall’etichetta W 461. A differenza, però, del solito procedere adottato dalla Casa della Stella, a questo nuovo progetto se ne affiancò in parallelo un altro, il W 463. La spiegazione era da ricercare nel duplice genere di vocazione che, in Mercedes, si ritenne andato connaturandosi a questo modello, probabilmente recependo nel tempo distinti modi d’intenderlo da parte degli stessi acquirenti: una all’ostentazione del lusso ed una, più pragmatica, all’uso rude dei fuoristrada puri.

Fu così che, per quello che può ritenersi il secondo periodo di vita della Classe “G”, si diede il via ad una concomitante produzione di due distinte versioni dello stesso stampo. Il tipo W 461, appunto, destinato a quegli utenti che, per ragioni professionali, avessero necessità d’un utilizzo anche in situazioni non stradali, oppure anche agli stessi eserciti, dai quali era già provenuta la prima domanda all’epoca degli esordi. Ed il W 463, con una forte propensione ad interpretare un canone di lusso assoluto, dunque con finiture da prestigiosa ammiraglia e motori altrettanto adeguati. Si partiva, infatti, per l’alimentazione a benzina, da un 2,3 litri per accedere, con l’avanzare degli anni, a potenze crescenti, come testimoniò il numero dei cilindri, che da 6 passò a 8, per arrivare addirittura a 12, con una cubatura da 6 litri e 630 unità di scuderia.

Il terzo capitolo, il più recente, ma non si può dire se anche ultimo, di quella che rimane la saga più longeva d’una creatura Mercedes Benz, tiene la prima pagina invece a Gennaio dell’anno scorso quando, al Salone di Detroit, viene presentato al pubblico il W 464, lettura più avanzata d’un progetto che, a distanza di quarant’anni, conserva inalterato il fascino d’una originalità ineguagliata.

Rispetto alla “G” del programma W 463 che, a differenza di quella sotto la denominazione W 461, ne rappresenta l’antesignana più stretta, l’odierna presenta lievissimi eppure importanti ritocchi agli esterni, che ora si caratterizzano per tensioni delle superfici ancora più raffinate, ad esempio con fiancate convergenti verso il cofano anteriore ed il portellone, oltre a passaruota e paraurti che fanno ancora più corpo con la carrozzeria.

Ora, davanti alla postazione di guida, un ampio panello ospita la strumentazione digitale, con abbondanza di infotelematica all’avanguardia, come la tecnologia MBUX, ed è questo elemento, assieme ad uno spazio complessivo maggiore - l’auto è cresciuta di dodici centimetri in larghezza - tra le diverse novità in tema d’interni per l’icona di Stoccarda.

Passando alle architetture della meccanica, e premettendo una più progredita rigidità torsionale del telaio a longheroni e traverse, almeno un paio risaltano particolarmente, se non altro per la sensazione che promettono, d’avvicinare questa Classe “G” alle comodità moderne di un’autovettura, pur senza indebolire il cuore del fuoristrada di razza che gli batte dalla nascita. Il primo è quello delle sospensioni anteriori, passate da un sistema con ponte rigido ad uno con quadrilateri deformabili, anche se non esattamente canonici, poiché il braccio inferiore muove in basso, anziché mantenersi dritto. L’altro, invece, riguarda il volante, ora basato su un meccanismo di pignone e cremagliera, oltre che sull’ausilio d’un servocomando elettrico, stimolando così un maggiore senso stradale rispetto alla precedente situazione, caratterizzata dal ricircolo di sfere e, come conseguenza determinando, per chi guida, una maggiore sensibilità di quanto accade al contatto delle ruote con il suolo, compreso il più regolare asfalto delle carreggiate ordinarie.

Confermate a pieno e, in alcuni aspetti, ulteriormente migliorate, le note doti da off-road estrema, con una capacità di salita del 100%, una d’inclinazione del 70%, un angolo di rampa di 25,7°, un angolo di scarpata di 30,9° davanti e 29,9° dietro, 24,1 cm di altezza libera dal suolo e, infine, 70 cm di profondità di guado.

Non da meno della possanza estetica e dell’opulenza tecnologica di questa vettura, sono naturalmente le motorizzazioni, a gasolio con due versioni: la 400d da 6 cilindri Euro 6D, con 3 litri e 330 cavalli, e la 350d, dall’identica cubatura e stesso rispetto delle normative in tema di emissioni, ma una potenza di 286 cv. Sul versante della benzina, invece, fanno vela la 500 da 4.000 cc e 421 cv e, per chi è in vena d’esagerare, la G 63 AMG, bolide da 585 cv.

Prezzi da 104.780,00 euro della G 350d fino ai 188.047,00 euro della G 63 AMG Stronger Than Time Edition. Troppo alti? Forse. Di sicuro, però, all’altezza della magnificenza espressa da quello che, a tutti gli effetti, è un fuoristrada estremamente capace e dall’identità carismatica, come pure, al tempo medesimo, dotato di tali esclusivi allestimenti e comodità solitamente in possesso a limousine d’alta fascia, da poter portare ad affermare, per tutta evidenza, che sì, questo accade quando un fuoristrada vale più di un SUV.

Share

Twitter Delicious Facebook Digg Stumbleupon Favorites More